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Nabucco, un grande dramma corale al Regio di Torino

sabato 08
feb 2020

Mercoledì 12 febbraio alle ore 20 va in scena al Regio il capolavoro indiscusso del melodramma risorgimentale: Nabucco di Giuseppe Verdi. Nel corso delle dieci rappresentazioni (fino al 22 febbraio), si alterneranno Giovanni Meoni, Leo Nucci e Damiano Salerno (Nabucco), Saioa Hernández e Csilla Boross (Abigaille), Ştefan Pop e Robert Watson (Ismaele), Riccardo Zanellato e Rubén Amoretti (Zaccaria), Enkelejda Shkosa e Agostina Smimmero (Fenena). Completano il cast: Romano Dal Zovo (il gran sacerdote di Belo), Enzo Peroni (Abdallo) e Sarah Baratta (Anna). Altro grande protagonista il Coro, a cui sono dedicate le pagine più belle e conosciute dell’opera, magistralmente istruito da Andrea Secchi, mentre sul podio, alla guida dell’Orchestra del Teatro Regio, troviamo il maestro Donato Renzetti. Il nuovo allestimento del Teatro Regio, realizzato in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, affida la regia ad Andrea Cigni, con scene di Dario Gessati, costumi di Tommaso Lagattolla e le luci di Fiammetta Baldiserri

Regolarmente ospite del Regio, Donato Renzetti è una delle più affermate bacchette a livello mondiale; la sua lunghissima carriera lo ha portato a dirigere nei più importanti teatri, tra cui Opéra di Parigi, Covent Garden di Londra, Teatro Colón di Buenos Aires, Metropolitan e Carnegie Hall di New York. 

Nabucco è titolo emblematico del melodramma italiano, opera monumentale, amatissima soprattutto grazie alle maestose pagine corali da ormai quasi due secoli impresse nella memoria collettiva del pubblico, decisamente ardua da cantare e mettere in scena. Segna anche l’inizio della grande carriera e della fama immortale di Giuseppe Verdi, che con questo titolo nel 1842 conobbe finalmente il successo, dopo un grave fiasco artistico (con la mal riuscita opera buffa Un giorno di regno, 1840) e la tragedia personale della morte della moglie e dei due figli. Verdi stesso ne raccontò la genesi: depresso, aveva perso la voglia di rimettersi al lavoro e tornare a comporre. Fu l’impresario Bartolomeo Merelli a insistere e proporre al giovane Maestro un libretto firmato Temistocle Solera, dall’impegnativo titolo di Nabucodonosor. I versi narravano una storia di amore, ragion di stato, libertà e ricerca del divino ispirata alle Sacre Scritture. Il re di Babilonia, Nabucodonosor, imprigiona gli ebrei ed esige di essere da loro adorato, ma viene colpito da una maledizione del vero Dio, che lo riduce alla follia. La figlia Abigaille, in realtà una schiava, si autoproclama reggente e condanna a morte l’intero popolo d’Israele insieme alla sorellastra Fenena, che si è nel frattempo convertita; alla vista della figlia in catene, il re spodestato si pente e invoca il perdono del Dio di Israele. Abdallo, suo fedele, guiderà l’esercito contro Abigaille e il culto dell’idolo Belo: Nabucodonosor tornerà a regnare, libererà Israele e ordinerà la ricostruzione a Gerusalemme del tempio dell’unico vero Dio. Nel leggere il libretto, l’occhio del compositore cadde sulle struggenti parole mutuate dal Salmo 137, in cui il popolo d’Israele siede lungo i fiumi di Babilonia e piange il ricordo di Sion; i commoventi versi divennero con Verdi il coro Va, pensiero, sull’ali dorate, immediatamente assurto a inno risorgimentale e ancora oggi forse la pagina più celebre di tutta la storia dell’opera, tanto che Nabucco è entrato per sempre nel cuore degli italiani. 

Per Le Conferenze del Regio, mercoledì 5 febbraio, alle ore 17.30 nel Foyer del Toro, Antonio Rostagno, con la partecipazione del maestro del coro Andrea Secchi, curerà l’incontro di presentazione dal titolo Nabucco. Colonna sonora del Risorgimento o opera di pace? L’ingresso è libero.

La diretta dell’opera, curata da Susanna Franchi, andrà in onda su Rai Radio 3 il 12 febbraio alle ore 20.

 
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