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Forum: Insegnante e allievo
MARIA: sette insegnanti in undici anni e una “spiegazione” al maestro Juvarra...


Giulia

 

discussione iniziata il:  23/10/2011 09:49

L'attuale è il mio settimo insegnante di canto in circa 11 anni. Definirei ottimo il rapporto che ho con lui. Mi sento seguita come vorrei, ma non mi sento apprezzata perché il mio maestro riscontra ancora in me diversi difetti che stiamo cercando di correggere (studio con lui dall’agosto scorso). In pratica riteneva che avessi un’impostazione gravemente errata perché tutta sbilanciata verso la punta del suono, ma senza un'adeguata cassa di risonanza, quindi “a gola stretta”; inoltre giudicava errato anche il modo che avevo di “appoggiare” e il fatto che “non sostenessi” i suoni col fiato. Sono soddisfatta, tranne che del fatto che all’inizio mi ha detto che sono un mezzosoprano lirico, mentre da qualche settimana ha affermato che sono un soprano (ma non di che tipo, di certo non un soprano leggero!). Sembrerà banale, ma il consiglio che vorrei dare agli insegnanti è quello di essere molto preparati un po’ su tutti gli aspetti della tecnica vocale. Io purtroppo ho avuto insegnanti impreparati sotto diversi aspetti. Ad esempio per far crescere una voce inizialmente piccola, mi hanno fatto spingere tutto il suono verso la maschera e il naso in maniera esagerata invece di cercare di allargare le cavità, mi facevano appoggiare in maniera spasmodica pensando che questo bastasse ad ingrandire il suono, oppure mi facevano fare tutte le note basse di petto, ecc. Ovviamente un insegnante non dovrebbe avere invidie o gelosie se l’allievo desiderasse entrare in conservatorio o decidesse di cambiare insegnante. Inoltre, non dovrebbero spingere un allievo a portare a una master class o a un saggio un brano che sente scomodo, (ad esempio troppo acuto), perché probabilmente alla master class o al saggio gli verrà peggio che a lezione e farà una figuraccia... Ho letto le interviste del M° Juvarra e l'intervento del M° Carignano. Ho una spiegazione per il maestro Juvarra. Nell’intervista dice che non capisce quei ragazzi che vanno a lezione da un insegnante per 7-8 anni senza concludere quasi niente. Il fatto si spiega così: un ragazzo alle prime armi e che non ha nessuno che lo possa consigliare, sceglie il suo primo insegnante, o i primi, a caso, e quando vede che non apprende più di tanto, spesso pensa che la colpa sia sua, perché non ha talento, perché non riesce a capire o a mettere in pratica le spiegazioni dell’insegnante, ecc. A volte (o spesso ?) sono gli insegnanti stessi che dicono queste cose all’allievo, mentre magari sono loro che invece non sanno come insegnare...

 
 

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