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Tecnica vocale
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Registri, risonanza e appoggio

07/12/2015
Mi permetto di complimentarmi per il portale, molto interessante e ricco di argomenti.
Da quanto so, c'è una forte correlazione tra timbro, risonanza, registro, appoggio e chiusura cordale. Dici giustamente che la voce di testa è ben diversa dal falsetto, perchè la voce non cambia significativamente o non cambia il registro. Se però cambia solo la risonanza, perchè quest'ultima è non solo più adatta a valorizzare le note acute, ma permette di farle senza cadere nel falsetto?
Quindi la voce di testa, secondo me, è nella disciplina classica ciò che nel canto moderno viene spesso chiamata voce mista, una voce cioè che usa meno massa della voce di petto, ma molto più del falsetto e dal momento che viene utilizzata ogni nota più alta utilizza meno massa, fino forse al falsetto?
Non proprio al falsetto a quanto pare, perchè, non solo il passaggio è graduale invece che brusco come col falsetto, ma non c'è una perdita significativa della chiusura cordale, cosa che anche con massa cordale minore, riesce a mantenere la compressione necessaria ad un timbro ricco e potente oppure pulito e rotondo, come quello delle cantanti liriche nella quarta ottava o quello di alcuni sopranisti, sia pure con alcune differenze dovute alla struttura cordale più massiccia di base (spesso sono baritoni che usano la voce di testa o un falsetto rinforzato).
Quello che mi chiedo è quindi se la voce di testa piena consente ad un certo punto il passaggio al meccanismo leggero m2, proprio del falsetto, ma senza la configurazione propria del falsetto, cioè tempo di contatto basso, carenza di formanti e dispersione di aria.
Da quello che ho potuto osservare nella gestione di registri sovracuti da parte di vocalist molto abili è che pur essendo questi, negli uomini, necessariamente prodotti in m2, mantengono chiusura cordale e proiezione, spesso udibili anche lontani da microfoni, se ne deduce che non sempre m2 significa falsetto, specie i controtenori. Rispetto a questi ultimi, i cantanti moderni, aumentano brillantezza e compressione tramite il twang? Grazie molte
Giancarlo
GIULIA RISPONDE
Ciao Giancarlo,
grazie per avermi scritto e per i complimenti.
Devo confessarti, e ti prego di non offenderti, che la tua email è incredibilmente “contorta”!
Una analisi così minuziosa del meccanismo vocale è, a mio parere, materia degli scienziati e non dei cantanti.
Il mio approccio al canto, avendo però conosciuto e studiato anche questa modalità di osservazione della voce, si è, volontariamente e consapevolmente, orientato verso la ri-unione dell’aspetto artistico e dell’aspetto tecnico, e auspico, (per i cantanti, si intende) un superamento di questo dualismo che secondo me porta ad una sorta di “schizofrenia” dove la scienza tenta, invano, di prevalere sull’arte.
E’ una interessante materia di studio per chi vuole conoscere anatomia, fisiologia e meccanica ma non è funzionale al canto.
Non credo che sia importante quanta perdita di chiusura cordale ci sia per spiegare un passaggio di registro, o la differenza tra voce di testa e falsetto. Credo invece che sia importante lavorare sul piano senso-motorio per scoprire e, quando è il caso, riappropriarsi delle sensazioni, infinite, del canto.
 
Per cui, da cantante, non amo misurarmi su questo campo.
Spero mi capirai.
 
Un caro saluto
Giulia
 
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