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Padroneggiare l'acuto

07/08/2011
Giulia, ti prego rispondi solo a questa mia domanda.
Durante le mie lezioni di canto con i vocalizzi arrivo senza alcuno sforzo al la naturale e poi con un po' di tensione al si bemolle, quando poi devo emettere il si naturale ci arrivo stringendo la gola (e si sente e si vede lo sforzo..) perche' il suono e' tutt'altro che morbido, e' una freccia acuminata direi,  e mi si tende tutto. Ma se viene e' fortissimo...
In questi casi  la mia insegnante mi dice che invece devo emettere il si morbido, sull'aria, insomma piano-piano, anche se si sente appena.
Ed io mi sento cosi' mortificata.... perche' a me fare il si naturale con un filo di voce mi sembra fisicamente impossibile, e' come se mi dicessero quasi, non so, qualcosa come:  hai il passo pesante quando cammini veloce! Dovresti piuttosto provare a sollevarti da terra e correre sull'aria! e penso sempre: ma che mi vorranno dire??
Poi mi sente dire che all'acuto dovrei rilasciare e ammorbidire, tutta la gola, aprendo la bocca e la gola ma sempre in maniera morbida, senza tensioni; ma perche' io non capisco nel mio corpo come si fa ad ammorbidire al si naturale?
Non so, forse mi ripeto. Ma vorrei sapere se tu pensi che emettere il si naturale con un filo di voce, morbido, morbido, sia piu' facile e fattibile che "urlarlo" come faccio io....


Cara Daniela,
non esiste una nota isolata dal contesto.
Tu "urli" il si perchè spingi il suono che, evidentemente non è adeguatamente preparato.
Il nodo della questione non sta in quella nota, ma nelle note precedenti.
Anche se ti sembra di arrivare senza sforzo al la naturale, bisogna vedere se le note precedenti sono accettabili perchè obiettivamente più "facili" o se sono emesse in modo corretto.
Io, perdonami, dubito che sia la seconda ipotesi. Cioè dubito che dopo il la ci sia uno "scalino" improvviso.
L'ideale è cantare sempre sul fiato e non è necessario urlare il si. Chi ti parla del si con un filo di voce senza occuparsi di tutta la tessitura non fa che metterti in crisi: è sbagliato l'approccio.
Ogni suono è "figlio" del precedente e "padre" del successivo.

Un abbraccio
Giulia
 
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