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Iniziare lo studio del canto

06/08/2011
Cara Giulia,
ho 19 anni e mezzo e studio pianoforte (privatamente, ma con esami al conservatorio) da oltre dieci anni. Sono stato sempre affascinato dal canto lirico, fin da bambino. Se vuoi un aneddoto, conoscevo a memoria un'audiocassetta di Mozart - di quelle che uscivano allegate ai quotidiani (credo fosse il Corriere) - contenente su un lato la meravigliosa sonata in la minore per pianoforte (András Schiff), sull'altro Fuor del mar dall'Idomeneo, eseguita dal nostro Luciano Pavarotti, il duetto Là ci darem la mano e Der Hölle Rache, eseguita dalla nota belcantista nonché acclamatissima Regina della Notte, Christina Deutekom. Andavo da una parte all'altra della casa imitando Pavarotti e la Deutekom.
Mentre continuavo col pianoforte, cominciai ad ascoltare sempre più opere liriche: il "grande incontro" fu con un Norma del'56 diretta da Tullio Serafin, con Maria Callas e Mario Del Monaco, che sono rimasti, naturalmente i miei preferiti (al di là di alcune loro scelte di repertorio, ma ne parlo più sotto). Arrivarono poi le altre emozionanti "scoperte": Elisabeth Schwarzkopf, Kirsten Flagstad, Lauritz Melchior, Montserrat Caballé, Joan Sutherland... non li ricordo neanche tutti!
Ora mi sono deciso a intraprendere lo studio del canto, e voglio farlo seriamente. Che cosa mi consigli circa la scelta dell'insegnante?
Tieni presente che a me interessa un certo tipo di repertorio, essendo comunque legato "idealmente" e avendo sempre ascoltato e sognato di cantare Mozart, Bellini, Donizzetti, Rossini, ecc., non vorrei, diciamo così capitare con un maestro che non sa che oltre ai Veristi e a Puccini sono esistiti appunto compositori che richiedevano ai cantanti di avere una certa estensione, saper dosare alla perfezione il fiato, eseguire un trillo, curare la bellezza del timbro (mica per niente si parla di BELCANTO!)... Inoltre a me interesserebbero anche il repertorio oratoriale e liederistico, normale cosa, per esempio, per gli "onnivori" cantanti di scuola tedesca come la Schwarzkopf, un po' meno per i cantanti italiani, di fatto o d'adozione (come la Callas)...
Quindi: i primissimi mesi di studio, gli insegnamenti di base sono uguali per tutti? posso iniziare a studiare con un maestro o una maestra che non siano propriamente fans di Bellini, per poi passare, magari dopo un annetto, a cantare con un altro insegnante e riuscire lo stesso ad affrontare un domani, ipoteticamente, un Paolino, un Almaviva o un Tamino??
Scusa la prolissità, ma è importante!
Ti ringrazio tantissimo e complimenti per i tuoi impegni e la tua pazienza. Lorenzo


Caro Lorenzo.
devo dire che fa sempre piacere incontrare ragazzi della tua età con una così spiccata attrazione per il canto, e con una base di conoscenze già buona.
Se me lo consenti, mi hai fatto rivivere alcuni momenti della mia vita, quando, studentessa di pianoforte al Conservatorio, rinunciavo al mare o alle uscite in comitiva per ascoltare i concerti per pianoforte e orchestra di Brahms o i preludi di Debussy. Non so se questo sia stato positivo o no: però so che quando hai una passione così forte è giusto viverla fino in fondo, come la propria sensibilità richiede, in barba a stereotipi, modelli e parametri del tutto discutibili di norma e normalità. Fine della digressione.

Dunque, puoi-devi iniziare a studiare.
L'insegnante bravo lo trovi, meglio che sia uomo.
Tu hai le idee molto chiare. TROPPO chiare.  Questo, mentre è rivelatore di una personalità decisa e forte, dall'altra parte può costituire un problema.
Ti spiego perchè.
Lo studio del canto è la scoperta della voce. Quindi non la costruzione di meccanismi estranei alla nostra natura, quanto la capacità di usare in maniera "artistica", e quindi molto complessa, le strutture muscolari e unirle al pensiero musicale che si forma nel tempo con lo studio.
Ciò richiede una grande apertura mentale. Proprio perchè lo studio del canto è una continua scoperta, potresti imbatterti in suoni che non ti piacciono, in difficoltà impreviste, potresti dover studiare esercizi e brani che non incontrano il tuo gusto. Per questo motivo, partire con idee troppo precise circa lo studio del repertorio o la vocalità può essere, paradossalmente, un limite.
Il cantante è un esploratore curioso, attento, ma senza bagagli. Pronto a cambiare strada se è impervia, ma anche capace di osservare senza giudicare.
Se vuoi scoprire la tua vera natura vocale, nei primi anni almeno, devi lasciarti andare. Certamente, tutto questo in buone mani.
Per il resto, la tua natura farà la sua strada.
A livello di conoscenze, mentre segui il tuo percorso vocale, ti consiglio di :
• studiare la meccanica e la fisiologia laringea e diaframmatica  (oggi si può! ed è utile per alcuni aspetti della tecnica)
• ascoltare i grandi cantanti
• continuare a studiare il pianoforte

Calorosamente auguri!
Giulia
 
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