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Gestire l'emozione

03/07/2015
Carissima Giulia,
Sono una ragazza di quasi diciassette anni innamorata da tre del canto lirico, che ho deciso di provare a studiare da pochi mesi. Ovviamente è un tempo troppo breve per avere una giusta opinione della mia voce e devo riuscire ancora a comprendere bene la tecnica del canto lirico, ma subito si è presentato davanti a me un ostacolo: l'emozione, o meglio un misto di agitazione, paura e timidezza che provo ogni volta che devo (che vorrei!) cantare. Mi succede spesso durante la lezione con l'insegnante, ma sempre quando devo cantare in casa per esercitarmi e finisce quindi che non lo faccia quasi mai. La cosa mi dispiace tantissimo, perché solo con l'esercizio riuscirò a migliorare; quando ci provo, però, sento subito il disagio che qualcuno, udendomi, possa giudicare la mia voce, che, non avendo mai cantato prima, non è di sicuro molto bella. A causa di questo pensiero, non riesco a concentrarmi e quando tento di cantare la voce esce troppo "piena" nei toni bassi e si smorza negli acuti, dove sento la gola chiudersi e il suono morire in bocca; spesso mi sento anche irrigidita. E mi dico ogni volta che il giorno dopo andrà meglio, saprò farmi più forza, poi in verità è sempre la stessa storia e mi rattristo.
Capitano invece delle volte che sono spensierata o sovrappensiero in cui mi ritrovo a canticchiare e mi sorprendo di come ci riesca: mi sembra di avere la voce più chiara, forse anche più dolce, raggiungo delle note molto più alte rispetto a quelle che "sfioro" quando mi esercito (sono un mezzosoprano, ma in questi casi arrivo a note da soprano) e la gente che mi è vicina mi dice che sono brava e dovrei studiare canto! 
Come le ho scritto prima, è solo da pochi mesi che studio canto lirico, ma già mi sto convincendo che non fa per me per la mia incapacità di studiarlo e penso che la mia insegnante si stia stancando non trovando miglioramenti. Non Le chiedo di darmi una formula magica per sconfiggere la mia eccessiva emozione, magari esistesse!, ma mi piacerebbe avere un suo consiglio. Ho pensato di entrare in un coro perché "l'unione fa la forza", Lei cosa ne pensa? Le dico anche che non voglio raggiungere alti livelli, giusto avere una certa padronanza con alcuni brani che mi piacciono particolarmente ed essere ascoltata dai miei parenti.
Spero di non averla annoita con il mio discorso, ma è da tempo che ho la fortuna di leggere le sue chiare e incoraggianti risposte e desidererei tanto che ne riservasse una piccola anche a me.
Celeste
Carissima Celeste,
grazie per aver chiesto il mio parere e volentieri ti rispondo .
 
Nel tuo caso però il compito è facile in quanto tu stessa hai fatto un'analisi perfetta e ti sei data le risposte!
Hai messo a fuoco un problema sostanziale nel canto (e in tutte le attività che richiedono un'auto-organizzazione del corpo): cioè approcciarsi allo studio con un atteggiamento valutativo, giudicante, con una mentalità "sanzionatoria". Lo dici chiaramente:
> quando ci provo, però, sento subito il disagio che qualcuno, udendomi, possa giudicare la mia voce, che, non avendo mai cantato prima, non è di sicuro molto bella.
Tu hai stabilito già in partenza che la tua voce non è molto bella, e quindi inneschi inconsciamente un processo di giudizio e valutazione che ha diretta conseguenza sulla fluidità dei movimenti, del gesto vocale, della respirazione ecc.
Il giudizio (bello/brutto piacevole/sgradevole piacerà/non piacerà...) provoca rigidità e la rigidità influisce ovviamente sulla fluidità richiesta dal canto.
Non giudicare non significa ignorare gli errori. Significa semplicemente osservare e vedere e ascoltare la propria voce per quella che è ed essere in grado di operare delle scelte per ottenere il risultato desiderato (o almeno provarci).
Quindi devi spostare il fuoco della tua attenzione dalla valutazione alle qualità del suono e dell'emissione (morbidezza, facilità, agio, piacere, ecc. e anche il loro opposto)
 
La dimostrazione di tutto questo la dai tu stessa quando dici:
> Capitano invece delle volte che sono spensierata o sovrappensiero in cui mi ritrovo a canticchiare e mi sorprendo di come ci riesca
 Quando abbandoni il giudizio e la mente è calma, il corpo sa cosa fare e come cercare la voce: dagli fiducia e dai più fiducia a te stessa!
 Un caro saluto e buon studio!!!
Fammi sapere come va!
A presto
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