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Il IL BARBIERE DI SIVIGLIA Nel 200° Anniversario della 1a rappresentazione al Teatro Argentina di Roma

domenica 29
nov 2015
IL BARBIERE DI SIVIGLIA   Teatro Argentina 
14 dicembre 2015 ore 20,30     info: tel. 06.684000311/14
  
Nel 200° Anniversario della 1a rappresentazione al Teatro Argentina di Roma

direttore d’orchestra Daniele Moroni
regia, luci e costumi    Vivien Hewitt
 
Dal Teatro alla Scala di Milano all’ Argentina di Roma, la bellissima astragana Lilly Jørstad interpreterà Rosina e il bel tenore salentino Giuseppe Tommaso nel ruolo del Conte d’ Almaviva, vincitori del Concorso Lirico Ottavio ZIINO 2015
Lilly Jørstad (Rosina)
Giuseppe Tommaso (Conte d’Almaviva)
William Hernandez (Figaro) 
Giuseppe Esposito (Don Bartolo) 
Eugenio Di Lieto (Don Basilio)
Irida Dragoti (Berta)
 
ROMA OPERA ORCHESTRA
 
Coro INTERNATIONAL OPERA CHOIR
Maestro al cembalo Gianluigi Daniele
direttore artistico Wally Santarcangelo
 
trucco Halya Ilardi, Alice Circi, Valentina Malizia per linemakeup.it
 
Biglietti: tel. 06.684000311/14   www.teatrodiroma.net  www.vivaticket.it  
Direttamente al botteghino del Teatro Argentina senza diritto di prevendita tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10 alle 19
 
A 200 anni dalla sua prima rappresentazione al Teatro Argentina, salgono sul palcoscenico dell’Argentina i vincitori del Concorso Lirico Internazionale Ottavio Ziino, a interpretare l’opera buffa per eccellenza Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, proprio dove è stato rappresentato la prima volta, al Teatro Argentina di Roma. I protagonisti: Lilly Jørstad (Rosina), Giuseppe Tommaso (Conte d’Almaviva), William Hernandez (Figaro), Giuseppe Esposito (Don Bartolo), Eugenio Di Lieto (Don Basilio), Irida Dragoti (Berta). Il sipario dell’ Argentina si alzerà alla 20:30 in punto e il maestro Daniele Moroni dirigerà la “Roma Opera Orchestra” e il Coro “International Opera Choir”.

Nell’Opera buffa, i cui contenuti già riflettono le novità culturali e sociali in atto nella società di fine Settecento, i personaggi ora appartengono e sono lo specchio della borghesia, del popolo, di una quotidianità vissuta anche in ambito familiare. Mutano i linguaggi musicali e sovente il caos che regna nelle opere buffe e nel titolo più importante di Gioachino Rossini, Il Barbiere di Siviglia, è l’indizio di una società che ha perduto il senso dell’orientamento e con i punti di riferimento conseguenti (limitativi molte volte di una idea di democrazia ancora molto in fieri) travolti dalla disinvoltura spavalda di una borghesia imprenditoriale. Il Figaro del Barbiere ne è un esempio chiaro. Congeniale allo stile comico di Rossini, il personaggio principale è un unicum di sfrontatezza, furbizia, sicurezza, spavalderia. Si potrebbe dire che è il nuovo che avanza, intraprendente e abile, senza troppe esitazioni o sensi di colpa, motore centrale dell’azione, conscio che il metro di paragone sostanziale è il potere del (nel) denaro. Rossini quasi lo disegna con una punta di disprezzo paternalistico, ma non indaga a fondo nella caratterizzazione sociale, giacché egli stesso rimane fino all’ultimo rappresentante di un secolo già passato.

Con il personaggio di Rosina nasce una nuova tipologia di figura femminile prestata all’Opera. Solo in apparenza ‘dolce’, ‘obbediente’, ‘rispettosa’, la bella Rosina dimostra di sapere affinare le sue doti di donna scaltra, volitiva e, all’uopo, vendicativa. In grado di ordire terribili trappole, al solo segnale di contraddizione. Rossini è compiaciuto di queste abilità tutte femminili e regala al personaggio una vocalità tersa e adamantina assegnando a Rosina l’imprimatur del paradigma di una donna risoluta, smaliziata, indomita e infine, vincente, paragonabile socialmente alla donna moderna.
 
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