Ciao Giulia, sono un tenore lirico spinto, ho 32 anni e
ho un "grande" dubbio riguardo gli acuti. Sono arrivato al punto di non
condividere alcune cose con il mio Maestro che ritengo essere comunque un
bravo insegnante.
Innanzitutto volevo sapere se sei d'accordo con me che gli acuti si possono
studiare, oppure pensi che uno li deve avere per natura? Non penso di avere
difficoltà nella zona acuta ma siccome il mio Maestro non sa cosa dirmi
riguardo questo argomento se non: (sono arrivato a questa conclusione)
"cerca di sbadigliare, lascia la gola aperta, o, devi avere un suono puntuto
avanti ma largo ietro".....tutto giusto quando si parla di canto siamo
tutti dei bravi maestri ma nella pratica è un pò più difficile, navigo un pò
all'oscuro; .
Non so cosa fare, sono in una fase dello studio un pò critica, dopo aver
vinto una importante audizione mi
sembra di essermi fermato, non sò come risolvere il "problema" degli acuti;
quando vocalizzo in velocità arrivo fino ad un Re sovracuto ma quando si
tratta di fermarsi sull'acuto, si mettono in moto meccanismi che mi portano
in errore e faccio difficoltà a tenere anche un Si naturale,cerco di
sperimentare un pò da solo, ma non vorrei perdere troppo tempo. Negli acuti
ho capito che il suono deve stare nella zona del palato molle, anche se il
mio Maestro dice che non è così, e nel momento che l'acuto non viene bene fa riferimento al diaframma; io sono convinto che se il suono se è
messo bene non c'è diaframma che regga, nel senso che il diaframma è una
conseguenza della giusta posizione dei suoni. La zona centrale mi sembra
messa abbastanza bene, così come anche il "passaggio" (brutta parola, ma
si fà per capirsi), allora perchè gli acuti faticano?
Spero tu mi possa aiutarmi, e se possibile indicarmi qualcuno in grado di
risolvere o quanto meno chiarirmi le idee a riguardo.
Grazie mille.
Guido
Caro Guido,
mi sembra che tu abbia bisogno di un confronto con un altro insegnante.
Al di là delle spiegazioni poco chiare che il tuo maestro ti dà sugli acuti,
si avverte nella tua email una perdita di fiducia nella sua capacità
d'insegnamento.
Questa da sola basta a far regredire perfino la tecnica e contribuisce al
nascere di insicurezze e dubbi.
Oggi, poi, la conoscenza della fisiologia della voce e della meccanica
laringea e diaframmatica, diffusa grazie agli studi di importanti figure nel
campo vocale, non giustificano più del tutto il ricorso ad immagini
astratte, che pure sono utilissime in certi casi e sulle quali si è basato
l'insegnamento del canto da sempre e fino a pochi anni fa.
Per dirlo in una battuta: oggi è possibile vederci chiaro.
Tutto questo non significa però che raggiungere la forma e una consolidata
tecnica vocale passi solo attraverso spiegazioni scientifiche: sarebbe
troppo bello...
Per cantare bene si devono unire sinergicamente razionalità e intuizione,
conoscenza e fantasia...
Nel tuo caso però credo che tu abbia proprio bisogno di chiarirti le idee
sul piano meccanico-funzionale.
Se mi dai indicazioni geografiche di dove ti trovi e se sei disposto a
spostarti per studiare posso senz'altro darti delle indicazioni.
Un caro saluto
Giulia
Gli acuti con la "i"
Gentilissima Giulia,
ti scrivo ancora per una curiosità sulla posizione degli acuti.
Al conservatorio studio con un mezzosoprano (ho appena iniziato). Nei vocalizzi mi fa fare scale lunghe con la i e man mano che salgo negli acuti mi dice di arrotondarla in una U francese per creare spazio e aprire dietro. Ma io mi sento stretta e scomoda e quando mi viene da aprire la i in una A lei mi corregge, così mi viene una specie di suono intubato e fisso, che a lei però sembra coperto ed elegante. Alzo volontariamente il palato molle, ma ho paura che il suono mi vada troppo indietro, e a tratti mi "cracca" (in particolare sul Si acuto). In altri forum di canto ho letto che il palato molle non va alzato volontariamente bensì è un meccanismo automatico frutto della giusta pressione d'aria, ma ho i miei dubbi...
I picchettati, gli arpeggi e le agilità invece mi vengono con molta più facilità e precisione e mi danno molto più gusto e sento l'apertura adatta "dietro". Hai consigli da darmi riguardo il palato molle e i vocalizzi con la i?
Ti ringrazio infinitamente!
Chi ha detto che il palato molle sia alza automanitcamente sotto l'impulso della pressione dell'aria ha detto una grande sciocchezza!!!
Il palato molle è una delle strutture principali che bisogna saper controllare nel canto lirico, magari facesse tutto da solo!!
Si impara con lo studio. Corrisponde a quel movimento che avviene nella prima parte dello sbadiglio. Ne ho già scritto.
Quanto ai vocalizzi con la "i": è vero che bisogna saper cantare con tutte le vocali in tutta l'estensione della voce ed è anche vero che la "i" negli acuti si allunga in una sorta di "u" francese ( e come si potrebbe mai cantare un acuto con la i visto che la "i" è una vocale che porta il suono "avanti" mentre gli acuti, come ti ho detto, sono collocati "indietro" in senso orizzontale ossia proprio nel palato molle di cui sopra?).
Quindi mai vocale fu più inadatta a studiare gli acuti.
Niente "i" sugli acuti, ma "a" mantenendo l'altezza che la "i" ha intrinseca.
La "i" è una scorciatoia (di qualche insegnante) perchè rende comunque in qualche modo il suono udibile, e perchè non è da tutti saper insegnare a cantare la "a", vocale regina del canto, mantenendo una posizione alta senza "sprofondare" e quindi andare "indietro" nella maniera sbagliata, cioè "sotto" la linea orizzontale del palato.
Buon studio...
Giulia
La voce "leggera"
Ciao Giulia,
E' la prima volta che ti scrivo. Ho bisogno di un tuo consiglio. Ho 30 anni e da 15 canto in coro di chiesa amatoriale, tra i contralti, ho fatto un provino per entrare in coro "serio" ) della mia città e mi hanno preso. Il maestro del coro dopo avermi sentito cantare mi ha assegnato nel gruppo dei mezzosoprani. Mi ha fatto notare che non ho tecnica e che la mia voce è un pò troppo leggera, sarebbe da perfezionare. Mi potresti aiutare a capire cosa intendeva per leggera? è forse troppo bassa? essendo che per tanti anni ho cantato come contralto senza mai andare in alto con le note, forse mi ha un pò "tagliato" la voce? e in fine come posso fare per rendere la mia voce meno leggera? che esercizi dovrò fare?
Ti ringrazio in anticipo per l'attenzione.
Grazie
Rosanna
Ciao Roberta,
grazie per avermi scritto.
La voce di contralto è rarissima, specie nella "razza" mediterranea.
Più spesso si trovano i contralti tra le popolazioni di origini germaniche, sassoni o dell'est europeo.
Proprio per la rarità di tale registro vocale, spesso nei cori amatoriali vengono messi tra i contralti voci che invece non lo sono.
Presumo che questo sia quello che è accaduto a te.
La conferma è data dal fatto che il Maestro del coro "serio" ti ha assegnato al gruppo dei mezzi.
Per voce leggera intende proprio l'esatto contrario di quello che hai capito tu: è troppo alta per essere da contralto.
Riguardo all'impostazione tecnica, spesso trascurata nei cori amatoriali, ti consiglio vivamente di prendere qualche lezione.
E' normale che se tu hai soltanto cantato nel coro senza mai prendere lezioni o cimentarti in brani solistici, la tua voce non si sia sviluppata completamente.
Quindi "leggera" vuol dire due cose:
- che è alta per essere messa tra i contralti
- che non si è sviluppata pienamente perchè non hai studiato canto "seriamente" (sbaglio?).
Fammi sapere
Un abbraccio
Giulia
La gola si "chiude"
Cara Giulia, innanzitutto grazie per i tuoi consigli!
ho 25 anni e studio canto lirico da circa 3. Quando ho cominciato avevo un'impostazione completamente errata nel senso che "mi appoggiavo" ai muscoli del collo, della testa ecc. creando così una notevole rigidità degli stessi. Dopo circa un anno e mezzo sono riuscita a capire come respirare (e "appoggiare") correttamente e ho iniziato a liberare gradualmente tali muscoli. Mi sembra però di progredire troppo lentamente. Sulle note dopo il FA4 (sono un soprano), nonostante controlli la posizione della lingua, la gola "si chiude" ancora molto (scusa se uso dei termini impropri!) e ovviamente la voce non vibra. Una compagna mi ha suggerito di provare a vocalizzare con la lingua "di fuori" ma è anche peggio. Che cosa ne dici? Ho pensato potesse essere dovuto ad una carenza nell'appoggio ma cercando di "lavorare" di più con i muscoli non faccio altro che irrigidirmi sempre più.. Ovviamente sono un po' demoralizzata. Spero potrai darmi qualche dritta.. ciao
Elisa
Carissima Elisa,
sono io che ringrazio te per la fiducia.
La gola che "si chiude", la voce che non vibra, appoggio e sostegno, uso dei muscoli giusti: come immaginerai sono tutti elementi correlati.
Il corpo del cantante non va visto "a pezzi" ma è piuttosto auspicabile una visione, per così dire, olistica, dove ciò che accade in un punto del corpo può condizionare tutto il corpo stesso.
E inoltre, anche tutto ciò che accade nella "mente" o, meglio, a livello emotivo può condizionare il corpo nella riuscita della sinergica azione di tutte le componenti necessarie a cantare bene.
Questa è anche la "tendenza" che viene fuori dai più recenti studi e approfondimenti sull'uso artistico della voce.
Scusa la premessa, ma ho preso spunto dalla tua email per rispondere a molte altre che pongono l'accento su problemi così particolari che non possono essere affrontati singolarmente.
U
n esempio concreto della mia esperienza:
io ho avuto la fortuna di studiare con una grande cantante che mi ha svelato i "segreti" della migliore impostazione lirica, ma non si è mai curata del mio lato emotivo (fortissimo) e spesso mi ha messo in crisi con dei giudizi negativi che dentro di me sentivo ingiusti.
Ho dovuto cavarmela da sola, e con un grande lavoro ho potuto realizzarmi pienamente e dare il meglio di me.
Non demoralizzarti, per imparare a cantare serve molto tempo, tenacia e, oserei dire, ostinazione!
Ma torniamo alla tua email.
I muscoli del collo e della testa servono. Non vanno irrigiditi ma vanno usati per non affaticare le corde vocali negli acuti.
Se senti che la gola si chiude è probabile proprio che tu cerchi il suono agendo sulla laringe, e non sostieni adeguatamente.
La gola si libera se il corpo la sostiene, ossia si "accolla" la fatica muscolare che la laringe non deve mai sentire.
Per corpo intendo i muscoli dorsali, addominali (vari) , il diaframma. Il tutto unito ad una corretta e fluida attività respiratoria.
Se vuoi chiedermi altro, sono qui.
Un abbraccio e tanti Auguri!
Giulia
Il "giro" completo della voce
sono di nuovo Chiara, e ti scrivo per dirti che l'esame di ammissione è andato bene, cioè sono idonea.
Come mi avevi scritto nell'ultima esauriente risposta, la zona del passaggio agli acuti non si avverte, infatti così è stato.
Da un giorno all'altro gli acuti sono usciti, anche se (tuttora) leggeri e aperti, e mi sento molto comoda a cantare in questo modo. Quindi sono molto felice, perchè all'inizio (quando studiavo con una tecnica sbagliata) la voce mi "craccava" dal Fa# in poi, molto raramente arrivavo agli acuti, e perdipiù con grande sforzo.
In sostanza, questa insegnante mi faceva scurire la voce, credendo che così fosse "girata", ma poi ho scoperto (leggendo, informandomi, facendomi ascoltare anche da altre persone) che era tutta mandata indietro, ingolata.
Ora studio da poco con un'altra insegnante appena diplomata, e in due mesi abbiamo ricominciato dai suoni piccoli ma puntati in avanti, e mi ha molto aiutato l'esercizio del vocalizzo muto per capire la posizione.
Così, la mia voce sta piano piano uscendo fuori, anche nel semplice canticchiare davanti agli altri, cosa che prima era per me impensabile perchè pensavo di non avere una bella voce....
Secondo te è normale che io non sappia ancora dove metterla di preciso, in particolare negli acuti?
infatti, tende ancora a scivolare indietro, e a volte il "crac" ricompare, in particolare nei vocalizzi con la "i". Mi hai giustamente spiegato che per arrivare agli acuti bisogna pensare alla prima parte dello sbadiglio, ma non riesco ancora a pensare all'innalzamento del palato molle senza mandare indietro la voce.... credi che ci siano ancora strascichi dei vecchi difetti che avevo con l'ex-insegnante? quanto pensi che mi ci vorrà per liberare la gola dalle tensioni?
Infine, con i vocalizzi scalo bene gli acuti, ma quando si tratta di prenderne uno singolarmente, ci arrivo male, e non so sostenerlo come si deve!
Tu che ne pensi? hai qualche consiglio o esercizio da suggerirmi (ovviamente sotto la guida dell'insegnante) ?
Ti ringrazio molto per l'attenzione, e per le tue risposte sempre esaurienti.
Cara Chiara,
andiamo per gradi.
1) Proiettare la voce non significa fare suoni piccoli puntati in avanti. Può servire studiare un po' così se davvero si ha una voce molto ingolata. Ma è altrettanto pericoloso studiare "tutto avanti" (magari con la i e la e..?!)
2)E' normalissimo, visto il poco tempo che studi, che tu non sappia dove mettere sempre gli acuti. Anche i più grandi cantanti, in carriera da tanti anni, la Callas stessa studiava costantemente per trovare il suono migliore.
3) Se parliamo a livello di palato gli acuti sono posizionati indietro, sul palato molle. E' lì la loro sede in quella che viene definita "tastiera palatale": davanti i bassi, al centro del palato i medi, nel palato molle (sollevato) gli acuti.
L'importante è che siano alla stessa "altezza" cioè che andando indietro nel palato non si vada anche "in basso" nella posizione.
Credo che tu confonda la voce ingolata che ha a che fare con l'abbassamento forzato della laringe con la posizione degli acuti che è si, indietro, ma senza affossare la laringe.
"Prendere" un acuto singolarmente è una delle cose più difficili del canto, insieme al suono filato.
E' questione di impulso del diaframma e di giusta tensione muscolare.
Difficile spiegarlo a parole, impossibile darti dei suggerimenti senza averti mai sentito cantare, ma tu sei una ragazza che legge e riflette e sicuramente ne trarrai spunto.
Mi scuso per il ritardo nella risposta.
Un caro saluto
Giulia
Quale repertorio?
Cara Giulia,
sono una ragazza di Asti di 22 anni, da circa 3 anni studio canto lirico privatamente ma in maniera abbastanza discontinua, più che altro fino ad adesso ho cercato un insegnante passando da uno all'altro. Quest'anno ho cominciato a studiare con più regolarità, facendo esercizi tutti i giorni però ho ancora qualche problema a trovare un buon insegnante che sia anche disponibile, quindi, dato che ormai credo di essermi fatta un'idea abbastanza completa, mi sto "auto-insegnando" la tenica seguendo il metodo Garcia ed applicando il meglio di tutto ciò che ho tratto dai vari insegnamenti. So che non è un metodo convenzionale, e probabilmente sarò l'unica in tutto il mondo a fare così, ma ti assicuro che sto scoprendo e migliorando tante cose, anche perchè lavoro con i miei tempi, senza sforzarmi e senza sentirmi sotto pressione, insomma, mi sento la migliore insegnante che abbia avuto fino ad adesso. Non sono mai voluta andare in conservatorio, perchè non sono sicura che avrei assegnato un bravo insegnante. Ovviamente non trascuro di farmi ascoltare da altri e di chiedere pareri e feedback anche a professionisti (ho partecipato ad una masterclass di Mirella Freni, ho avuto pareri positivi da grandi cantanti).
Ora sto studiando il ruolo di Susanna che, a detta di tutti si addice alla mia voce e ha livello di difficoltà ed estensione riesco a sostenerlo tranquillamente. Ho una voce di colore scuro e mi trovo comoda nel registro di mezzo e non si è ancora capito se diventerò un mezzo o un soprano drammatico: l'unica cosa certa è che sono ancora giovane per capirlo. A questo punto la mia domanda è: che ruoli/repertorio devo studiare (senza rovinarmi o spingere o volere strafare) fino al momento in cui si capirà? E quando arriverà quel momento?
Ti ringrazio molto per i tuoi consigli!
Elena Cara Elenaa,
ti ringrazio per aver chiesto il mio parere.
Ti assicuro che non sei " l'unica al mondo a fare così", anzi conosco personalmente cantanti note, in carriera, che hanno fatto tutto da sole, "rubacchiando" qua e là.
Se hai tempo di leggere le interviste a Fiorenza Cedolins e Fiorenza Cossotto sul nostro sito (http://www.cantarelopera.com/file/glispeciali.html) avrai delle indicazioni in questo senso.
Il Conservatorio non è da scartare tout-court, è questione di fortuna, come in tutte le scuole, ci sono insegnanti preparati e altri meno.
Concordo che siano pochi quelli bravi, ma ci sono.
Fai bene comunque a stare attenta perchè la voce è uno strumento che non possiamo, una volta compromesso o usurato, sostituire.
Personalmente credo che un'insegnante sia necessaria in maniera costante (scrivo al femminile perchè le donne dovrebbero avere un'insegnante donna secondo me) almeno per i primi 4/5 anni di studio, dopo c'è sempre bisogno di un controllo, di un parere, anche se più di rado.
Riguardo al repertorio: strano che una voce scura tendente al drammatico studi il ruolo di Susanna...non sarebbe più logico la Contessa?
Chi ti ha consigliato?
Premesso che il ruolo di Susanna (li studi i recitativi?) è molto impegnativo, non dovresti studiare quello che ti sta "più comodo" (specie riguardo l'estensione) ma quello che è più adatto alla tua vocalità e alla tua voce: come farà la tua voce a svilupparsi completamente se la tieni "in pantofole" (e non mi riferisco certo alle Nozze...)
Ecco, qui l'insegnante gioca un ruolo fondamentale.
Al terzo anno di studio dovresti studiare esercizi, arie da camera antiche, qualche aria d'opera barocca, con qualche puntatina nel grande repertorio, privilegiando Mozart e Bellini, Cimarosa, Paisiello.
Spero di non averti delusa, nè destabilizzata.
Dico quello che penso.
Un caro saluto aspetto tue notizie
Giulia
Il "passaggio"...
Gentile Giulia,
sono Chiara, ti scrivo ancora per parlarti dei miei progressi in campo lirico, anche se non riesco ancora a superare un problema: sono un soprano e la zona del mio passaggio è sul Fa# e quando ci arrivo con i vocalizzi sento che cambia l'assetto all'altezza del palato e della gola, ma non capisco esattamente cosa devo fare per produrre un suono giusto e libero!
L'insegnante mi ha detto che nel passaggio devo pensare allo sbadiglio cosicchè il palato molle possa sollevarsi e la laringe abbassarsi, e siccome ancora non ho la padronanza di questo meccanismo (studio da pochi mesi) la mia voce "gratta"; inoltre mi ha suggerito un'altra immagine, cioè un filo che tira nella parte posteriore della mia testa, per capire come "aprire dietro".
Vorrei sapere se la zona del passaggio è un problema solo mio (c'è da dire che sono anche un pò timida e a volte chiudo la gola per paura) oppure è di tutti i principianti! Cosa mi consigli per capire come superare il passaggio di registro?
Mi sto preparando per l'ammissione al primo anno di conservatorio e temo di non riuscire a superare il problema al meglio e sbagliare davanti alla commissione.
Grazie mille per i tuoi consigli, attendo la tua risposta.
Ciao Chiara,
e scusa per il ritardo nella risposta.
Il cosiddetto "passaggio" è un altro dei temi "caldi" del canto.
Per passaggio di registro si intende, comunemente, il passaggio dalle note cantate a voce piena, quando le corde vocali vibrano in tutta la loro massa, a quelle cantate con voce "più sottile", un meccanismo che la laringe mette in atto in maniera automatica, per consentire alla voce di scalare l'acuto.
Altro è il "passaggio" nella voce lirica, che utilizza un unico meccanismo di emissione del suono in tutta l'estensione.
Mi parli di passaggio addirittura sul fa#! C'è qualcosa che non mi convince: le voci femminili, per quanto acute, hanno questa zona "critica" qualche semitono più in basso.
Ritengo quindi, da quello che mi scrivi, che tu non applichi alcun meccanismo di preparazione del passaggio ma ci arrivi dritta come contro un muro.
Il passaggio va preparato nelle note precedenti, applicando quel meccanismo di spostamento "indietro" del suono nell'asse del palato e di innalzamento del velo palatino che tu descrivi.
Ma non è corretto parlare dello sbadiglio, quanto della prima parte dello sbadiglio, quando effettivamente il palato molle si alza.
Perchè nella seconda parte dello sbadiglio viene coinvolto l'abbassamento della laringe, che non ha niente a che vedere con l'alzarsi del palato.
E' facilissimo da osservare anche davanti ad uno specchio: mettiti sotto una buona luce e sbadiglia senza far scendere troppo la mandibola: osserverai il palato molle che si alza.
Per dirla tutta, ed è anche la mia personale opinione, c'è chi sostiene che il passaggio non esista.
Se il movimento del palato e della proiezione corretta del suono avviene gradualmente e non quando non se ne può fare a meno, il passaggio non si avverte.
Tutti, come dice Lauri Volpi, hanno una nota "falsa" nella propria gamma, ma parlare di passaggio serve e creare una difficoltà in più che può essere evitata con la giusta preparazione del suono.
Chiaro, è la mia opinione.
Per ultimo, non credo che questo abbia influenza sull'esame di ammissione, se non indirettamente, in quanto ne esce penalizzata l'omeogeneità della gamma, qualsiasi brano canti.
Prepara brani semplici ma sicuri: all'ammissione non serve dimostrare di conoscere la tecnica vocale, ma di possedere qualità musicali e vocali che ti permettano di intraprendere lo studio del canto lirico.
Buona fortuna!
Fammi sapere come va l'esame.
Giulia
Aiuto!
Ciao Giulia, mi chiamo Marcella e ho 28 anni. Ho visto il tuo sito e devo dire che è davvero completo ed esauriente, così mi sono decisa a rivolgermi a te per i miei piccoli dubbi.
Da cinque anni canto in un coro parrocchiale della mia città, di buona qualità, composto da semplici amanti della musica e del canto senza alcuna velleità professionale. Nemmeno io ho ambizioni del genere, però molto spesso il maestro mi affida la gestione di alcune celebrazioni e quindi canto spesso da solista. Da qui la necessità, seppur nel mio piccolo, di perfezionare la mia tecnica per non ritrovarmi stanca vocalmente dopo un matrimonio, ad esempio.
Il maestro, mezzosoprano, purtroppo non dà lezioni private, per cui dovrò trovare un’altra persona che possa aiutarmi. Secondo te, nel mio caso, quanto potrebbero chiedermi, considerato che si tratta di rimanere ad un livello abbastanza basic? Purtroppo ho finanze esigue ma devo evitare di logorarmi per due motivi: la voce mi serve anche per lavorare, e poi ho avuto un piccolo problema alla laringe da bambina, per cui, pur avendor avendo fatto i controlli di routine alle corde vocali ORL, temo di avere uno “strumento” forse più fragile degli altri.
L’altra domanda che volevo porti è questa: una volta il maestro mi ha ascoltato su vari pezzi e mi ha detto che, secondo lei, sono un soprano lirico-spinto, aggiungendo che molte ragazze vorrebbero avere questo tipo di voce perché è la voce per l’opera. Però, su vari siti , leggo che è il foniatra a stabilire che tipo di voce si ha. Secondo te chi ha ragione? È sempre necessario fare la visita foniatrica per stabilire “cosa”si è?
Posso dirti che mi trovo molto a mio agio con brani intensi e che mi permettono di sfruttare la mia estensione (dal mi2 – sotto il rigo – al sol4 – sopra il rigo, con puntate fino al sib4 ma non ancora conquistato del tutto), come , come l’Ave Maria di Gounod, che eseguo in re maggiore non solo per un fatto di estensione sicura, ma soprattutto perché mi piace più dolce e meno acuta.
Ho scoperto da poco il repertorio da mezzosoprano mi trovo benissimo con la Barcarole di Offmann. Da soprano vado bene con "La Vergine degli Angeli" e "Casta Diva", ma abbassandola per non calare sul si4. Certo, sono brani che canto così, per me stessa, con l’ausilio delle basi midi o quando trasmettono il concerto di capodanno e mi permetto l’orchestra! : )
Cosa ne pensi? Sono un mezzo naturale o un soprano che non ha ancora sfruttato le sue capacità?
Scusa la lunghezza, ti ringrazio per l’attenzione con cui mi avrai certamente letto.
Marcella
Carissima Marcella,
permettimi per una volta di giocare, bonariamente, a fare la psicologa.
Dici di non avere velleità professionali, però nel tuo indirizzo email è contenuta la parola mezzosoprano...e dopo i brani per le celebrazioni, fai un elenco di arie, da "Casta diva" a "La vergine degli Angeli" che fanno tremare i polsi anche a cantanti navigate...
Per cui, secondo me, dovresti prima di tutto chiederti cosa ne vuoi fare di questa voce che ti ritrovi: di sicuro una bella voce naturale che "fa colpo" su chi la ascolta.
Vengo al dunque.
Se decidi di studiare non ci sono mezzi termini, sconti o trucchi: il maestro deve essere preparato (certo anche onesto!) e seguirti a dovere.
Non è detto che tu debba studiare dieci anni se vuoi continuare a cantare in chiesa, ne bastano un paio per capire cosa non fare per non rovinare la voce e progredire un po'.
Altra cosa è imparare a cantare bene e sviluppare completamente il proprio potenziale: qui lo studio può essere molto lungo, e in realtà non finisce mai.
In ogni caso, hai assolutamente bisogno di un'insegnante.
E' più probabile che si deteriori prima una voce come la tua: facile, che spazia così disinvoltamente in cotanti repertori, che una voce "normale" che incontra più difficoltà.
Sintetizzo.
1. Decidi se vuoi studiare o no. Se decidi per il "sì" trovati un bravo insegnante (meglio donna). Se decidi per il "no", cerca di "sfogarti" .solo ogni tanto sul grande repertorio, cantando solo una o due arie e fermandoti al primo accenno di stanchezza. Anzi un po' prima.
In tutt'e due i casi aiutati con buone letture e tanti ascolti di qualità.
2. Fai la visita foniatrica. Ma non per stabilire se sei un mezzosoprano o un soprano lirico spinto (questi sono affari dei cantanti non dei medici) , piuttosto per vedere se è tutto in ordine.
Il foniatra ti darà qualche indicazione anche sulla conformazione del tuo "strumento", ma la classificazione della voce, che è sostanzialmente la scelta del repertorio (se hai tempo leggi la risposta che ho dato qualche tempo fa "Tenore o baritono?) è compito dell'insegnante di canto.
C'è molta differenza tra la tua voce parlata e quella cantata? Se la risposta è si, cioè la voce parlata è più chiara e "leggera" di quella parlata allora sei su questa insidiosa strada.
Ti abbraccio, mi scuso per le libertà che mi sono presa, e attendo presto tue notizie.
Giulia
Non mi piace il timbro della mia voce!
Cara Giulia,
anch'io come molti altri che Le hanno scritto ama il canto e vorrebbe almeno tentare di provare a mettersi in gioco.
Incomincio col ringraziarLa per il magnifico sito che, oltre che ben strutturato, è davvero molto stimolante.
Tornando a me, ho 18 anni e da un annetto e mezzo studio pianoforte. Nel cominciare ovviamente mi son trovato di fronte al solfeggio cantato e alla difficile arte del canto. Tra video di youtube e dischi d'opera la mia passione si è parecchio coltivata. Ma Le espongo il mio problema: il mio maestro (insegna anche canto) sostiene che ho un buon orecchio e un'intonazione niente male; tuttavia nell'ascoltarmi la mia voce non mi piace, e il brutto non so in cosa risieda. Premetto che un po' per timidezza, un po' per l'abitudine di parlare troppo veloce, spesso parlo su registri molto alti e la mia voce spesso è stridula. Non credo che sia questione di pronuncia perchè grazie al maestro ho imparato ad aprire e chiudere le vocali a dovere e, quando il problema nasce da qui, riesco a risolverlo.
Cerco di seguire al meglio tutti i consigli riguardo la respirazione e la postura, ma il brutto timbro continua a rimanere
Le chiedo perciò un consiglio su come poter risolvere, se possibile, questo problema.
La ringrazio anticipatamente dell'aiuto. Giovanni
Caro Giovanni,
grazie per avermi scritto e per il caloroso apprezzamento .
Questa tua email un po' "curiosa" mi dà l'opportunità di parlare brevemente di un altro tema molto importante: accettare la propria voce senza modelli prestabiliti.
Non esiste un timbro bello e un timbro brutto: ognuno ha il suo.
E' vero che ci sono voci che naturalmente sono più "belle" di altre, ma ciò che conta è saper cantare.
Valga per tutti l'esempio della più grande cantante di tutti i tempi che non si può dire avesse una voce "bellissima", ma ha sovrastato tutte le altre: Maria Callas.
Qui si parla ovviamente di un'artista eccezionale sotto tutti i punti di vista, e probabilmente inarrivabile.
Ora io non so se il tuo timbro sia davvero così sgradevole come dici tu, probabilmente non è così, e solo questione di studio e di tempo:
hai 18 anni e non hai ancora cominciato a studiare canto! Come fai a dire che la tua voce non ha un bel timbro, non sarà semplicemente incolta?
Ti dirò di più: 18 anni è ancora un'età in cui un uomo non ha le strutture completamente "assestate".
Non lo dico io: leggi l'intervista a Giovanna Canetti su www.cantarelopera.com : per iniziare a studiare canto lirico consiglia i 18 anni alle donne e i 20 agli uomini.
Tutto questo non toglie, comunque, che l'accettazione della propria voce è un punto di partenza irrinunciabile per imparare a cantare: piuttosto che nell'atteggiamento del "giudicare" tutti gli studenti nei primi anni dovrebbero mettersi in quello dell'"osservare", scegliendo di "accogliere" ciò che accade nella propria voce senza giudizi di merito.
Non è una differenza sottile.
Un abbraccio
Giulia
Di "petto" o di" testa"?
Ciao Giulia, studio canto da circa 10 anni, sono un mezzosoprano leggero. Per quanto riguarda le note basse, ho sempre avuto un dilemma: di petto o di testa ?
Attualmente credo di aver raggiunto un giusto compromesso (di testa dal do centrale in su, di petto le note sotto), vedo però che con la mia insegnante, che è un soprano lirico leggero e con la quale studio da quasi un anno, faccio molta fatica a capirmi. Ho notato che tutti i soprano lirico-leggeri o leggeri, e anche alcuni insegnanti maschi, sembrano ignorare l'esistenza della voce di petto e di quella di testa, per cui quando gli mostro le due diverse possibilità di affrontare le note basse, non capiscono che cosa faccio.
Che esperienza hai su questo argomento ?
Ciao e grazie !
Luciana
Carissima Luciana,
quello che dici mi stupisce un po':
tutti sanno cosa significa cantare le note definite (un po' imprecisamente) di
petto e la maggior parte dei cantanti usa questo registro almeno
saltuariamente.
Uno dei mezzosoprani più conosciuti degli ultimi tempi, Agnes Baltsa, ne fa
un uso direi eccessivo ma efficace.
Tra le voci drammatiche è un registro molto diffuso (Callas compresa).
Diverso è il discorso per i soprani leggeri o lirico leggeri che tendono ad
evitare l'uso del registro cosiddetto di petto perchè la voce assume
connotazioni più scure che poco si addicono alla loro vocalità, e che raramente "scendono" fino a note molto basse.
L'ideale sarebbe mantenere tutta la gamma omogenea evitando di
usare il registro di petto per rinforzare le note basse (come fai tu, credo)
: suona un po' come una scorciatoia!
Le note basse (poi se sei mezzosoprano a maggior ragione) le devi avere nel
registro delle altre, riservandoti "il petto" per note molto basse o per
effetti drammatici o nel "parlato".
In genere le cantanti un po' in avanti negli anni fanno ricorso alle note
di petto perchè non sono più in grado di sostenere la voce adeguatamente.
Quindi direi che devi lavorare su di un unico registro fino almeno al sol-fa
sotto il do centrale e non "spezzare" la voce in due tronconi.
Scrivimi ancora se non sono stata abbastanza chiara.
A presto
Giulia
Grazie della tua precedente risposta.
Sei stata molto chiara.
Considera che sono un mezzosoprano leggero, che la nota più bassa del mio repertorio è il sol grave. Io riesco a vocalizzare fino al sol basso con la voce di testa, però quando canto un'aria in un'audizione mi sembra che le note sotto il do centrale siano tutte debolissime, per questo a volte ricorro al petto.
Pensi che con lo studio si possano rinforzare queste note pur facendole con il registro di testa ?
Ciao e grazie !
Certamente si! Con la tecnica corretta si possono "acquisire" le note basse.
Io ne sono un esempio. Per me era problematico perfino un do centrale, con
lo studio sono arrivata a cantare il la sotto, pieno e sonoro, senza usare
il petto.
Bisogna non cedere alla tentazione di ottenere il suono più facilmente
cambiando registro.
Capisco pure che l'emozione a volte impedisce di essere lucidi e concentrati
al 100%.
Buon studio!
Giulia
Ancora su "Voicecraft"
Ciao, sono un cantante in erba di 20 anni e vorrei affinare la mia tecnica. Mi hanno parlato molto bene del Voicecraft, puoi dirmi di più?
ci sono così tanti insegnanti di canto che è difficile sapere a chi rivolgersi per mantenere intatte le corde vocali!
Ciao e grazie! Filippo
Caro Filippo,
forse se hai avuto il tempo di leggere le altre domande/risposte sulla mia pagina web, in una di queste affronto proprio l'argomento "Voicecraft".
Non so se tu studi canto moderno o lirico, in ogni caso il Metodo Estill Voicecraft non è una tecnica vocale, ma lo studio della meccanica della voce.
Cioè ti insegna a riconoscere, sentire e "allenare" tutte le strutture che concorrono all'emissione del suono: lingua, palato molle, laringe, mandibola, ecc.
L'insegnamento del Metodo si fonda su alcune cosiddette "figure"obbligatorie che mirano a isolare e addestrare le componenti fisiche che "fanno" la voce.
Il grande vantaggio di questo Metodo che, ripeto, non può considerarsi una tecnica vocale, è che si basa su osservazioni dirette del comportamento delle strutture sopra citate, ed è il frutto di oltre vent'anni di studio di una grande ricercatrice americana, Jo Estill. Ti consente quindi di capire cosa realmente devi fare per ottenere il suono che vuoi o per superare le tue difficoltà.
Se vuoi conoscere meglio il Metodo ti consiglio di leggere l'intervista che Elisa Turlà, una delle massime esponenti dell'Estill Voicecraft E.V.T.S. ha rilasciato proprio a me...!
Quanto al "proliferare" di Insegnanti di canto, hai perfettamente ragione: tantissimi si dichiarano tali, molto di meno quelli davvero bravi.
Insegnare canto è una delle professioni più difficili, molto di più che un altro strumento, proprio perchè la "voce" non si vede e perchè è intrecciata profondamente con il nostro intimo.
Il buon senso comunque ti può aiutare molto: se studi da un anno e non hai compiuto progressi accettabili, se il tuo insegnante non ti spiega come superare le difficoltà, se non sei contento di andare a lezione e, soprattutto se dopo aver cantato provi stanchezza o addirittura afonia, è forse il caso di cercare altrove...
A presto e in bocca al lupo
Giulia
Suono "in maschera"
ciao giulia sono Matteo, studio da poco canto moderno ed ho molti problemi... in particolare quando canto non riesco a mandare il suono in maschera e questa mi fa sentire stanchezza a livello della gola .... la mia prof mi dice di sorridere, alzare zigomi, guance e sopracciglia ma il risultato è deludente..... non ho trovato il metodo adatto per applicare questa tecnica.... potresti darmi qualche suggerimento e indicarmi un metodo( se c'è) per facitare il suono in maschera ??
Grazie in anticipo e complimento per il sito.
Carissimo Matteo
hai i "problemi" che hanno tutti gli studenti di canto che hanno iniziato da poco...
Dici di studiare "moderno" e già parli di maschera: sei sicuro che la tua insegnante conosca bene la tecnica "moderna"?
L'atteggiamento facciale che tu descrivi è in genere proprio di un cantante lirico (sopracciglia a parte che non serve a nulla alzare se non creare una inutile contrazione nella fronte).
Parlare di "maschera" significa cercare un punto di riferimento per la risonanza della voce che sposta così il suo "fuoco" dalla laringe alle parti ossee, ma se non è abbinata ad un corretto uso della respirazione, al controllo dei muscoli del collo e dei muscoli atti al "sostegno" della stessa, da sola funziona poco.
Toglimi il dubbio che la tua insegnante conosca la tecnica moderna e poi ti scriverò ancora.
A presto
Giulia
Ciao Giulia graze per avermi dedicato un pizzico del tuo tempo. Ho parlato con la mia insegnante che mi ha detto d'essere diplomata in canto artistico in uno dei più importanti Conservatori italiani e in Jazz in una famosa scuola americana!!!
Caro Matteo,
scusami ma ti ho voluto chiedere questa informazione perchè, purtroppo, ci sono in giro molti cantanti lirici che parlano di tecnica di "moderno" senza capirci niente.
La tua insegnante ha studiato molto a quanto riferisci.
La voce in maschera, tornando all'argomento principale, è uno dei tanti modi e "immagini" che si usano per evitare di sforzare le corde vocali, ma non è l'unico.
La respirazione, l'apertura della bocca, nonchè l'uso corretto di una certa muscolatura (dorsali e obliqui addominali) sono indispensabili per la tecnica moderna.
Se lavori su tutti questi piani, oltre che sulla proiezione del suono (o suono in maschera) stai andando bene ed è normale che ci sia bisogno di un po' di tempo per imparare la tecnica.
I primi risultati concreti si hanno dopo un anno di lavoro costante e tranquillo.
Se ti dà fiducia, "mettiti" nelle mani della tua insegnante, ma se dopo un anno non senti di essere migliorato (anche dopo sei mesi se hai problemi di afonia e stanchezza frequente) allora comincia a guardarti intorno...
Una abbraccio
Giulia
Lo studio della lirica aiuta la "leggera"?
Gentile Giulia,
ho venti anni e da cinque mesi ho cominciato a studiare canto. Ho cominciato con la musica leggera, poi l'ho sentita limitante per le mie potenzialità, e da due settimane sto studiando canto lirico. L'insegnante (che insegna sia lirica che leggera) mi ha detto che sono un soprano (non sa ancora se leggero o lirico) e che, devo accantonare la musica leggera per non confondermi le idee. In realtà io sto continuando a cantarla perchè mi piace, e credo che la tecnica della lirica possa anzi aiutarmi nella musica leggera. Il fatto è che, dopo aver cantato qualche brano, comincio a sentire la fatica nelle corde vocali pur non avvertendo un particolare sforzo sul momento. Così la mia voce non è più limpida come all'inizio, sembra "soffocata", e capisco che il mio corpo mi sta mandando dei segnali. Infine, non ho il vibrato, e quello che mi sembra vibrato è solo voce traballante! Secondo lei, la fatica che riscontro e la mancanza di vibrato dipendono dal non aver consolidato ancora una buona tecnica? l'insegnante mi ha detto che nel sostegno devo attivare molti muscoli, cioè gli addominali bassi, i dorsali,e molti altri. Lei me lo conferma? Infine, non mi è ancora chiaro il ruolo degli addominali alti. L'insegnante mi ha detto che servono per sostenere gli acuti, ma ho dei dubbi....
La ringrazio per la sua disponibilità e per i suoi consigli, fremo per una risposta!!
A presto,
Elisabetta
Cara Elisabetta
grazie per la fiducia che riponi in me.
Prima di tutto devi scegliere: o lirica o leggera.
Tutt'e due, contemporaneamente non si può.
In più la lirica è una "scelta di vita" cioè, chi studia in maniera continuativa e "seria" l'impostazione lirica, se la porterà sempre nella voce, e quando canta un brano di musica leggera questo viene, inesorabilmente, "lirichizzato" (perdonami il neologismo).
Per acquisire le basi della tecnica lirica ci vogliono anni; perchè una voce lirica diventi compiuta dieci, e lo studio non finisce mai.
Il sostegno, l'appoggio, il vibrato e via dicendo sono il frutto di studio, insegnamento e soprattutto pensiero.
Il canto si forma nella mente prima che nel corpo.
E il corpo, prima di raggiungere dei risultati, va allenato bene e con costanza.
Tu parli di due settimane , ma non sono nulla per giudicare se lo studio va nella direzione giusta.
Riguardo ai cinque mesi di studio di musica leggere, forse qualcosa si poteva capire.
Segui i consigli della tua insegnante (se hai fiducia in lei), se non hai tenacia e pazienza non andrai da nessuna parte.
Scusami la sincerità, ma penso di farti del bene dicendo quello che penso.
Un abbraccio
Giulia
La posizione della laringe
Gentilissima Giulia,
sono Chiara e in realtà le ho scritto poco tempo fa, ma non ha importanza ora rispolverare la mail che le ho mandato.
Le scrivo per chiederle un parere puramente tecnico: studio lirica da poco, un mese circa, sono soprano, e sto cercando di capire
quale sia la posizione esatta della laringe per una corretta emissione del suono.
So che l'impostazione è quella dello sbadiglio, per cui la laringe dovrebbe essere completamente abbassata.
L'insegnante mi ha detto che con la respirazione la laringe scende naturalmente da sola.
In realtà sento che scende di poco, e così mi concentro a tenerla abbassata sia per le note gravi che per quelle acute.
Allora le chiedo: è giusto costringere la laringe SEMPRE abbassata? Oppure rischio di farmi del male?
Cecilia Bartoli ad esempio, la tiene sempre giù.
Quando la tengo abbassata, sento di avere un suono più propriamente "lirico", se la faccio risalire perdo l'intensità del timbro.
Non sarebbe più naturale farla risalire man mano che vado negli acuti?
La ringrazio anticipatamente per la sua risposta!
Un cordiale saluto,
Chiara.
Ciao Chiara,
mi fa piacere risentirti.
La tua e-mail tocca un argomento "scottante" della tecnica del canto, la posizione della laringe, appunto.
Ti dico subito che ci sono opinioni anche autorevoli, in contrasto tra di loro.
Per fortuna oggi siamo supportati da studi scientifici e per questo poco opinabili.
Tu mi parli di "sbadiglio" e "laringe completamente abbassata".
Non so se questi "concetti" ti sono stati trasmessi dalla tua insegnante o sono frutto di tue osservazioni o letture.
Perdonami la brutalità: io ti dico con forza NO!
Non esiste cantare con la laringe completamente abbassata!
Se parlare di "sbadiglio" ha un senso in quanto si riferisce alla modellazione della faringe e del palato molle, pensare di dover abbassare forzatamente la laringe è quanto di più pericoloso tu possa fare.
Il discorso è complesso ma cercherò di essere molto breve.
Che la laringe "salga" con l'andare verso l'acuto, è assolutamente fisiologico.
In una voce non educata, la maggior parte del lavoro necessario a raggiungere suoni via via più acuti è riservato per la maggior parte alla laringe che sale dunque in maniera eccessiva fino a non avere più possibilità di proseguire "strozzando" inevitabilmente il suono.
Questo non accade in una voce educata, che distribuisce il lavoro necessario alla produzione del suono nella respirazione, nella "pressione" dell'aria, nei grandi muscoli (dorsali, costali e addominali), nel controllo della lingua, nella ricerca della risonanza nelle parti ossee, riducendo così il lavoro laringeo volontario che deve essere assente! Così la laringe si muove naturalmente verso l'alto o verso il basso quel tanto che è necessario e corretto.
Quando tutte le componenti funzionano nel giusto modo, la laringe fa il suo "dovere" di conseguenza.
Bisogna evitare proprio di lavorare sui muscoli laringei, anche perchè quelli che riusciamo a controllare e "sentire" spesso sono quelli deputati allo sforzo, ossia le cosiddette corde vocali false.
Chi si sforza di tenere abbassata la laringe ottiene un suono che solo in apparenza è "lirico", ma in realtà è solo più "scuro" per effetto dell'allungamento del tratto vocale.
Studi da un mese, e non dovresti far nulla senza il controllo dell'insegnante. Tutto il primo anno di studio è così: si canta a lezione. A casa si ascolta, si legge e soprattutto, si pensa.
Scusa il mio tono un po' concitato, ma ho ascoltato bellissime voci rovinate da questo sistema!
Mi raccomando, studia con accortezza!
"Pretendo" aggiornamenti sui tuoi studi.
Un grande abbraccio.
Giulia
Problemini...
Cara Giulia, ho 19 anni e fin da bambina la mia passione piu grande è sempre stata il canto lirico.
Ho preso lezioni di canto leggero per circa 5 mesi ma ho dovuto lasciare a causa di un ingrossamento dei turbinati con conseguente infiammazione. Non potevo respirare con il naso, ho avuto una sorta di raffreddore per circa un anno ,adesso finalmente sono stata operata e dopo un mesetto inizio a vedere qualche miglioramento...vorrei chiederti se è il momento giusto per riprendere a cantare e se l'aver avuto un problema simile puo interferire e qualche consiglio su come prepararmi per l'esame di ammissione di settembre al conservatorio
un saluto!
Giorgia
Carissima Giorgia,
prima di tutto auguri e complimenti per la salute ritrovata.
Ti dico sinceramente che non mi esprimo mai su questioni mediche. Per quanto abbia studiato a fondo i meccanismi di emissione del suono, i risuonatori, la laringe ecc.. non ho le competenze per farlo e non lo faccio.
Anzi ritengo che nessun esperto di canto e voce possa farlo, a meno che non sia anche medico.
Per cui ti invito a farti visitare approfonditamente da un bravo foniatra che ti dirà con sicurezza se puoi riprendere a cantare.
Non so come sia il livello richiesto per l'ammissione al Conservatorio della tua città (è il caso di "sentire" un po' come vanno le cose, qualcuno che ha fatto l'esame di recente ad esempio), ma penso che, a meno che tu non abbia una voce naturale già palesemente incline al canto lirico, studiare da qui all'esame (quindi qualche mese) sia pochino per tentare l'ammissione.
Io ci proverei il prossimo anno. Puoi permettertelo, hai 19 anni.
Però, naturalmente, potrei sbagliare.
Aspetto tue notizie.
Un abbraccio
Giulia
Un vibrato troppo largo
Carissima Giulia approfitto della tua disponibilità per chiederti un consiglio su un problema che sicuramente avrai gia trattato molte volte:il vibrato quando è troppo perchè e da cosa dipende. Il mio è un vibrato naturale perchè lo ho sempre avuto, ma vorrei controllarlo perchè mi sembra eccessivo, cioè largo e oscillante. Cosa mi dici?? grazie mille Loretta.
Cara Loretta,
dò per scontato che tu sia una cantante lirica, o una studentessa di canto lirico.
Il vibrato autentico, quello "bello", che si sviluppa nella voce con lo studio è il risultato di una corretta impostazione vocale che assegna a ogni componente necessaria alla produzione del canto il giusto lavoro, sia in merito alla quantità che alla qualità.
Ad esempio, se non uso adeguatamente la respirazione dovrò compensare questa deficienza di lavoro ( cui sono deputati il muscolo diaframmatico e i muscoli costo-addominali), con uno "sforzo" che quasi sempre ricade sui muscoletti della laringe.
Così, se non ho chiara la posizione e l'altezza del suono, mi verrà spontaneo compensare con un eccessivo lavoro di fiato e dei muscoli già citati.
Il vibrato, come ho avuto già occasione di dire, oltre che una sensazione uditiva generata dagli armonici presenti nel suono (più armonici ci sono, più "vibra" il suono) è anche prodotto da un impercettibile movimento della laringe che in questo movimento alterna "lavoro" a "pause" consentendo così ai muscoli una perfetta ed ergonomica attività.
Mettiti davanti allo specchio e osserva:
1. Il tuo vibrato è unito ad un movimento della mandibola?
2. Guarda il collo: vedi un movimento oscillatorio della laringe?
Quando la voce vibra così, oppure come si dice "balla" è la concomitanza della scarsa "tensione" dei muscoli respiratori unita ad un'altezza del suono non perfetta.
Spesso chi canta così tende anche a "scurire" la voce per trovare suono nella parti basse piuttosto che nelle parti alte e ossee, come sarebbe corretto.
In sostanza, ti consiglierei di rivedere un po' la tua impostazione vocale specialmente in riferimento agli elementi che ti ho indicato.
Un caro saluto
Giulia
Hai colpito nel segno!!! infatti la mia insegnante mi fa lavorare cercando il suono basso perchè dice che se ben appoggiato la parte alta lavora di conseguenza, la mia voce ha preso molto corpo (se si dice così ...) ma il vibrato a mio gusto è eccessivo. Considera che sono una cantante a livello amatoriale, canto in un coro dove facciamo per lo più musica sacra e spesso ho qualche parte da solista, ma per rispetto alla musica al coro a me stessa e a chi ascolta cerco di fare le cose seriamente con il massimo dell'impegno .
Ti ringrazio tanto per la tua PAZIENZA e DISPONIBILITA'. Loretta
"Filare" i suoni
Sono molti anni che cerco un metodo per filare i suoni ma esiste una tecnica davvero efficace?
Grazie Giusi.
Cara Giusi,
"filare", come si dice, un suono, è una delle aspirazioni più frequenti delle cantanti.
Attaccare un suono piano, saperlo tenere e crescere fino alla intensità voluta e tornare al piano con un diminuendo calibrato mantenendo ininterrotta la linea del fiato, sempre con intonazione perfetta...
Una effetto meraviglioso che, quando ben eseguito, fa della voce umana uno strumento ineguagliabile.
Monserrat Caballè insegna, forse su tutte.
Bisogna unire una corretta (e sapiente) tecnica di respirazione e avere coscienza di cosa sia veramente l'altezza del suono, oltre che di intonazione, anche e soprattutto di posizione.
Perchè il principale rischio che si corre è di privilegiare l'uno a discapito dell'altro: cioè riuscire a "filare" il suono perdendo però la perfetta intonazione, oppure intonare perfettamente senza riuscire a "filare" bene.
Diffida da chi sostiene che chi possiede una buona e corretta tecnica dovrebbe essere in grado di realizzarlo, giacchè tutto consiste in un sapiente gioco di "pressione" di fiato e di regolazione del "lavoro" dei piccoli e grandi muscoli che concorrono all'emissione del suono.
Questo in teoria.
Non è facile.
E non sempre riesce.
Per cui, e te lo dico da cantante che ha studiato tanto, e non da teorico che non ha mai cantato, bisogna che tu ti applichi costantemente allo studio di questo effetto, magari su arie non troppo difficili (tra le cosiddette "Arie antiche" c'è molto materiale su cui lavorare, per esempio "V'adoro pupille" di Haendel" si presta benissimo).
Naturalmente presuppongo che tu padroneggi la respirazione e la posizione "alta" del suono: se manca una delle due componenti "filare" i suoni è difficile.
E ti dirò di più: come accade per le agilità, ci sono cantanti cui viene più naturale e facile, e altri meno.
Ti saluto con affetto
Giulia
Una sensazione meravigliosa
Salve! Mi chiamo Valeria, ho 22 anni e sto per laurearmi in Scienze Ambientali a Genova. Navigando su internet ho trovato il vostro sito..a proposito, complimenti!! Vi scrivo perchè da sempre ho avuto la passione del canto, ma non ho mai fatto parte di cori o frequentato corsi, prima d'ora, convinta di cantare malissimo e poi in realtà mi sono sempre vergognata di cantare davanti agli altri... Attualmente canto in un coro della Chiesa che frequento e devo dire che ogni volta per me è sempre un'emozione! mi vengono i brividi quando canto, è una sensazione meravigliosa!!!
Vorrei tanto coltivare questa mia passione ma sono sempre superimpegnata per l'università. Poi ho visto che per il conservatorio ci vogliono altri 5 anni, insomma è una vera e propria università! Mi piacerebbe però imparare a cantare meglio anche perchè se c'è qualcuno che ti guida e ti sprona, la voce esce! Insomma non vorrei che rimanesse soltanto un desiderio chiuso in cassetto!! Mi piacerebbe frequentare dei corsi però che siano di breve durata, lo farei per hobby più che altro, perchè purtoppo anche dopo laureata non credo che avrei tempo...
Se fosse così gentile da indirizzarmi o consigliarmi qualcosa sul da farsi, ve ne sarei molto grata!!!
Grazie per la vostra disponibilità,
Saluti
Cara Valeria, la sensazione che hai descritto di provare quando canti nel coro della chiesa, è quella che provano tutti quelli che amano cantare quando cantano, dal giovane corista dilettante al cantante più famoso ed esperto: il canto è una gioia che ti prende nel cuore e ti fa venire i brividi! Grazie per averlo detto con queste parole semplici e gioiose.
Quanto a dove e come coltivare questa tua preziosa passione: anche a Genova esisteranno di certo delle Scuole di Musica private che offrono corsi, magari a piccoli gruppi, per imparare un po' di tecnica e che organizzano piccoli spettacoli cui prendono parte gli allievi
Fai una ricerca: se non trovi niente di interessante riscrivimi. Proverò ad aiutarti.
Un caro abbraccio
Giulia
Il "punto X"
Cara Giulia,
Sono Matteo e ho 20 anni.. Da sempre mi è piaciuto cantare ma purtroppo non ho mai approfondito.
Ho studiato un sacco su internet delle tecniche del canto e ho notato che sconsigli fortemente l'"autoinsegnamento".. Il punto è che mi piace tanto cantare però ho già un lavoro e non so se ne vale la pena di investire su questo.. cioè so che sono bravo a trasmettere emozioni ma la mia voce è bella? Ascoltare i grandi cantanti (ADORO LAURA PAUSINI) mi butta un po' giù.. D'altro canto ci tengo a imparare questa arte! Ma è vero che tutti possono cantare bene? Un'altra cosa: su un sito dicevano che c'è un "punto X" fra la fronte e il naso da mirare quando canti, è vero? Scusa il disturbo, apprezzerò ogni tuo consiglio! Ciao!!
Caro Matteo,
prima di decidere di cambiare totalmente la tua vita per l'Arte del canto, ti consiglio di farti ascoltare da un bravo maestro e di cominciare a prendere qualche lezione.
No, non tutti possono cantar bene. Sicuramente tutti (o quasi) possono imparare ad usare le strutture che servono a produrre un suono: ma da qui a cantare bene ce ne corre....
Comincia a studiare serenamente e chiediti se lo fai perchè realmente ti piace o perchè magari, sotto sotto, ti piacerebbe diventare famoso.
C'è una differenza sostanziale:il canto nasce dall'intimo, sicuramente è così anche per te.
Se è così investi pure un po' di tempo (e denaro...) per studiare e vedrai che il resto verrà da sè.
Riguardo al "punto X" è una definizione molto carina di quella sensazione che gli insegnanti cercano di trasmettere e cioè di far "risuonare" la voce alla giusta altezza.
Non mi hai disturbato affatto, anzi! Sono io che mi scuso per la sincerità.
A presto
Giulia
Iniziare canto lirico a quindici anni: troppo presto?
Cara Giulia, prima di tutto vorrei complimentarmi per il sito che è ben strutturato. Sono un ragazzo di 15 anni e amo molto la lirica, vorrei iniziare a studiarla ma ho sentito da alcuni insegnanti che per il momento è presto ; secondo lei potrei cominciare ? E se sì in che modo ? Isaia
Caro Isaia, non ti ho ringraziato per i complimenti al sito che fanno sempre tanto piacere e lo faccio adesso pubblicamente.
Direi anch'io che è meglio aspettare due/tre anni per cominciare a studiare canto lirico, anche se c'è una componente soggettiva che va valutata: ci sono ragazzi e ragazze che hanno già la laringe ben strutturata molto precocemente.
In ogni caso, specie per un uomo, è meglio rimandare l'inizio almeno ai 18 anni.
Ma tu puoi certamente cominciare a studiare! Per esempio il pianoforte, (con annesso solfeggio teoria e dettato musicale o come va di moda dire oggi "ear training") ti tornerà utilissimo: i cantanti che sanno suonare il pianoforte hanno una marcia in più.
Un abbraccio
Giulia
Ho qualche possibilità?
Buon giorno, sentiti complimenti per il sito e per il lavoro che svolgete. Sono un baritono 39 anni con serie aspirazioni professionali, ottima voce bel colore (tutti elementi enunciati dal mio insegnante che hanno trovato riscontro nelle prime esibizioni effettuate), tuttavia e veniamo a dubbi e alle dolenti note. Leggendo i curriculum di alcuni colleghi ho cominciato a ridimensionare la vampa del fuoco sacro dell'arte che arde in me, nel senso che comincerò presto a partecipare ai concorsi internazionali, ma purtroppo non dispongo (voce a parte e nozioni musicali necessarie per lo studio) di diplomi curriculum ecc. ed inoltre l'età è quella che è. Purtroppo ho un approccio strano nei confronti delle sfide a cui partecipo. O dentro o fuori, nel senso che imparare a cantare per mogli suocere o per i vicini quando fai la doccia non mi stimola ergo: dato che voglio fare il cantante e dato che in qualche maniera già lo sto facendo e dato infine che tutto sommato non mi interessa entrare nel "giro grosso" ho qualche possibilità? Molto affezionato vs.
La risposta è si.
Hai qualche possibilità.
Sulla base delle giuste considerazioni che fai, devi essere molto preparato.
Musicalmente e tecnicamente intendo.
Molto più preparato dei tuoi colleghi più giovani.
Devi essere (o provare ad essere) tra i migliori.
Non so se a 39 anni hai la voglia di studiare sodo e tutti i giorni.
Io ce l'avevo.
E mi sono presa le mie soddisfazioni.
Per il resto, lascia fare alle cose: se vai nella direzione giusta vengono da sè. Di sicuro.
I diplomi non servono a far carriera di cantante.
Grazie per i complimenti, sempre graditi.
Un abbraccio
Giulia
Canto "fai da te"?
Buongiorno Giulia,
mi chiamo,anchio Giulia ho 16 anni e da qualche tempo ho coltivato la mia passione verso il canto. Vorrei fare delle lezioni per migliorare la mia voce,ma lezioni costano troppo e non posso permettermele...so che avere un insegnante è importante ma non voglio rinunciare al canto. So quali rischi incontro se non frequento delle lezioni..però non posso rinunciare a questa mia passione....ho cominciato ad usare la respirazione diaframmatica che è già una buona cosa e cerco in ogni sito/libro altro per poter imparare qualcosa anche se non è un granchè.
Avresti dei consigli da darmi?
Carissima Giulia,
grazie per avermi scritto.
E' vero, quando si ha una passione autentica non ci si può rinunciare.
Io aggiungo non si deve rinunciare a coltivarla.
Se hai letto le altre mie risposte saprai che io sconsiglio fortemente il "fai da te" nel canto.
Quasi sempre non produce effetti, e. anzi spesso è pericoloso.
Questo a causa di quel complesso di piccoli muscoli, cartilagini e altro, tutti delicatissimi, di cui è costituita la laringe.
In più c'è il problema che è inevitabile acquisire dei difetti che è molto complicato eliminare.
Io consiglio sempre, a chi non può permettersi di andare a lezione in modo continuativo, di prenderne anche solo qualcuna sporadicamente (ci sono bravi maestri onesti anche nel compenso che richiedono) e integrare con lunghi e attenti ascolti di voci ben impostate e di lettura.
Una selezione di libri e metodi stimolanti la trovi in fondo al mio "Diario" .
A presto e auguri!
Giulia
Diaframma e dintorni
Cara Giulia,
davvero complimenti per il tuo stimolante sito!
Mi chiamo Antonella, e canto ormai da diversi anni; ultimamente sto facendo alcune riflessioni su dei temi importanti del canto, mettendo a confronto vari metodi, e vorrei la tua opinione.
Innanzitutto, per quanto riguarda il sostegno del diaframma, secondo te si dovrebbero coinvolgere anche i muscoli della parete pelvica ( quelli di "quando si trattiene la pipì",come mi è stato detto), o solamente gli addominali più bassi? Usando gli addominali alti, invece, non si rischia di Irrigidire il diaframma?
La seconda questione, invece, riguarda il vibrato: da dove deriva? Da una vibrazione del diaframma o della laringe, oppure di entrambe? E' possibile svilupparlo nel canto moderno? Se sì, ci sono degli esercizi o vocalizzi particolari?
Grazie della tua disponibilità.
Antonella
Cara Antonella,
prima di tutto voglio dirti che hai intrapreso la via giusta per diventare una cantante consapevole: mettere metodi a confronto e riflettere sul canto è il modo migliore per trovare una propria strada e imparare a cantare. Continua così!
Riguardo il diaframma:
ci sono diverse "scuole di pensiero".
Purtroppo (o forse per fortuna) in tutte le scuole c'è un po' di verità.
"Anticamente" si faceva "spingere" in basso, circolano racconti (reali) su molti insegnanti che facevano mettere una cintura stretta a vita bassa e molti altri che invitavano a spingere come per defecare(!), e poi anche il contrario di tutto questo.
Devo innanzitutto precisare che il diaframma è un muscolo semi-involontario che si abbassa per effetto del riempimento d'aria dei polmoni e che torna su per il loro sgonfiamento.
Personalmente non parlo mai del diaframma quanto dei muscoli che devono opporsi volontariamente al naturale sgonfiamento dei polmoni per controllarne il flusso.
Cioè si devono allenare quei muscoli che ti consentono di poter controllare il flusso d'aria che altrimenti uscirebbe casualmente, o indifferenziatamente.
Direi che il diaframma è solo un punto di riferimento per verificare la capacità inspiratoria/espiratoria, il volume d'aria presente, che nei cantanti è molto maggiore che in chi non canta.
La parte bassa di deve "sentire" per verificare che i polmoni siano ben pieni. Se "senti" la parte bassa hai aria dentro.
La fascia muscolare laterale è quella deputata al controllo del rilascio dell'aria (muscoli antagonisti che si oppongono al naturale sgnofiamento).
La parte alta si usa, eccome, quando c'è bisogno di un impulso d'aria, per esempio su un attacco acuto, o un recitativo concitato e tutte quelle volte che il suono deve essere particolarmente incisivo.
Osserva i cantanti professionisti (bravi) che tipo di muscolatura hanno sviluppato (e anche le gustose caricature d'epoca) e noterai che è sempre una espansione della parte medio alta dell'addome.
In sostanza, tutta la muscolatura addominale è coinvolta nel canto, a seconda del momento.
Sul vibrato ho già scritto.
Il diaframma non c'entra niente. E' un movimento molto piccolo della laringe, non volontario.
Non si impara, viene da sè, è necessario per un funzionale uso della laringe che altrimenti sarebbe sottoposta a sforzo , ed è tipico e imprenscindibile dall'impostazione lirica.
E' un meccanismo che consente alla voce di trovare il giusto equilibrio "atletico", senza stancarsi. Il suono, vibrando, trova il perfetto modo di esistere. Vibrare significa alternare in maniera impercettibile "tensione" e "riposo" nella laringe.
Nel canto "moderno" è tutt'altro discorso. Sostanzialmente, nelle voci bene impostate, e solo in un certo tipo di canto "moderno" ha la stessa origine.
Il discorso va differenziato a seconda dei generi.
Spero di averti dato qualche spunto
A presto e buon studio!
Giulia
Voglia di vibrato...
...un consiglio.
Mi chiamo Riccardo e sono di Milano, 40 anni e da molti pianista. Le mie esperienze hanno toccato molteplici generi e situazioni, fino ad approdare alla musica latina. Per oltre un decennio sono stato pianista salsa in numerose orchestre italiane e estere.
Ho iniziato poi a canticchiare in locali ma, solo dal 1996, ho intrapreso con più decisione la "strada " del canto.
Sono molto autocritico con me stesso e pertanto:
- il mio timbro è molto in direzione baritonale
- non ho vibrato naturale e lo "simulo" (non rabbrividisca!!)
- molto spesso devo riadattare le tonalità poichè pochi sono i brani adatti ad un timbro "caldo" (per intenderci similare ad un Fred Bongusto, un Bruno Martino ecc...) e relativamente mediobasso come il mio.
...
La mia richiesta è: posso avere qualche consiglio su come impostare la respirazione, l'emissione della voce ecc..?
Come posso migliorare l'estensione?
Come posso arrivare anche io ad avere un vibrato naturale
E' possibile avere, nelle note più acute (per me un mib, raramente mi nat.) una pienezza di emissione senza il timore di non arrivarci?
Inoltre potrebbe suggerirmi qualche pseudo-corso anche di una giornata da cui possa apprendere alcune tecniche, alcune indicazioni al fine di migliorare?
Grazie e scusi il disturbo.
Riccardo
Carissimo Riccardo,
ti ringrazio per l'email che mi dà l'opportunità di alcune riflessioni.
Per mia comodità assegno dei numeri alle risposte.
1) Ti dico subito che un corso di un giorno (se esiste) non può, ovviamente, farti apprendere alcuna tecnica.
Se non hai il tempo di farti seguire regolarmente da un insegnante, più proficuo è invece anche solo qualche lezione ben fatta, o il seguire un Corso serio anche da uditore.
Il tutto abbinato a letture ad hoc ed ascolti stimolanti può senz'altro aiutarti a migliorare.
2) Il vibrato.
Il vibrato del canto "moderno" è tutt'altra cosa rispetto al vibrato dell'impostazione lirica che scaturisce naturalmente dalla ricerca della risonanza.
Il vibrato nel canto "moderno", è, appunto, naturale: direi che si ha o non si ha.
Simularlo senza renderlo artificioso un po' si può, mantenendo un'attenzione altissima a non esagerare per evitare effetti troppo "costruiti"
3) Riadattare le tonalità è del tutto normale. Ogni voce ha il proprio centro e le proprie tonalità attorno alle quali gravita.
Questo non significa che non si può migliorare l'estensione. Con una tecnica appropriata e una certa libertà mentale (cioè senza troppa paura di scalare i propri limiti) si può senz'altro migliorare l'estensione. Per riuscirci ti rimando al punto 1,
4) Infine, un consiglio tutto mio: ti suggerisco di crearti una tua immagine del suono, del colore, degli acuti, in una parola di "pensare" al canto nei momenti tranquilli, come pensare alla soluzione di un indovinello che cambia sempre.
E' un esercizio meraviglioso che dà ottimi frutti.
Buon canto!
Giulia
Cantare "in falsetto"
Mi chiamo Luisa ed ho 13 anni...ma il canto è una mia passione e come grande regalo i miei mi portano in uno studio di registrazione.
Come canzoni da portare ho scelto " Luce " di Elisa e " Tra te e il mare " di Laura Pausini..Mi rendo conto che per una ragazza della mia età sono molto complesse e infatti le parti alte le canto in falsetto...
La mia domanda è : Come potrei non cantare in falsetto ??
Carissima,
cantare "In falsetto" come dici tu (impropriamente) le note alte è del tutto naturale a anzi direi salutare in quanto cantare a voce piena le note molto alte richiede un lavoro notevole nonchè una tecnica appropriata che si acquisisce (entro certi limiti) con lo studio.
E' questione di pressione di fiato, di apertura della bocca, ma anche della tua estensione naturale.
Elisa canta spesso in falsetto, Laura Pausini ha una voce naturale direi eccezionale.
Affidati ad un'insegnante esperta nella tecnica moderna a vedrai che potrai riuscire a cantare anche le note alte.
Un consiglio, così "al volo" che ti aiuti immediatamente, è impossibile darlo!
Un abbraccio e auguri
Giulia
La tecnica orientale
Ciao Giulia mi chiamo Claudia, è da pochissimo che studio canto lirico, anche se ho sempre avuto la passione per il canto.
Ho iniziato a cantare a 19 anni in un coro del quale tutt'ora faccio parte. Ora ne ho 32 e finalmente ho potuto riprendere. Anni fa mi capito' una bravissima insegnante (cantante lirica) però per motivi personali non ho potuto continuare.
L'insegnante attuale anche lei cantante lirica in più diplomata in pianoforte e violino, mi sta insegnando la tecnica orientale per poter cantare in lirico, praticamente si tratta di emettere i vocalizzi con le consonanti invece che con solo le classiche vocali, comunque mi ha spiegato che è un po' diverso dalla tecnica nostrana, non so ne hai mai sentito parlare.
Io ho conosciuto cantanti liriche giapponesi che appunto usano questa tecnica per cantare.
Ah dimenticavo, sono soprano però ancora non so che tipo di soprano sono visto che sono alle prime armi. Volevo domandarti se comunque c'è' un modo per capire se sono un soprano lirico, drammatico..., leggero non credo..., lo so forse è una domanda assurda, comunque grazie per la tua attenzione . Ciao Claudia
Cara Claudia,
ti confesso che non conosco questa tecnica orientale, e così, a naso mi sembra assurdo vocalizzare con le consonanti! Quanto meno bisognerebbe dire "consonantizzare". Gli orientali cantano molto bene, direi che sono anche aiutati dalla struttura facciale, in ogni caso non mi esprimo su qualcosa che non conosco.
Quanto al tipo di soprano: normalmente due sono i parametri che si utilizzano per classificare la voce: l'estensione e il "colore". Un soprano drammatico è più scuro di un soprano leggero e ha di solito, un'estensione più limitata negli acuti. Ma come ho avuto modo di dire più volte, è una classificazione suscettibile di molte eccezioni.
C'è anche da considerare l'attitudine all'agilità e alla brillantezza piuttosto che al canto spianato, per esempio.
Vi è più certezza nei due estremi, cioè quando ci si trova di fronte ad una voce decisamente scura oppure ad una voce dotata naturalmente di sovracuti.
Un abbraccio
Giulia
Voicecraft tecnica valida?
Ciao giulia sto iniziando ora scuola di canto, vorrei sapere se la tecnica Voicecraft è valida per chi vuole iniziare a cantare.
Grazie Edoardo.
Ciao Edoardo, grazie per aver chiesto il mio parere.
Devo fare una premessa.
Ritengo che Jo Estill, la fondatrice del metodo Voicecraft, abbia dato un contributo importantissimo, assolutamente innovativo e, per così dire "moderno" alla conoscenza della produzione della voce. Infatti, quello che normalmente era (ed è) affidato a sensazioni e immagini personali, spesso diverse da persona a persona, grazie ai suoi studi e al suo metodo può essere detto con parole chiare e univoche che rimandano a comportamenti effettivi della laringe e di tutto l'apparato fonatorio in generale.
Non è poco: spesso il linguaggio un po' oscuro degli insegnanti di canto ha creato dubbi e incertezze negli allievi. Per farti un esempio pratico, ci ho messo molto tempo a capire cosa volesse dire un (famosissimo) tenore quando a lezione insisteva sempre sul verbo "coprire" il suono.
Altre espressioni tipiche (ad esempio scurire il suono, portare indietro ecc.) hanno finalmente trovato una collocazione chiara e comprensibile.
Questo è stato possibile, naturalmente, grazie anche al progresso tecnologico che ha consentito uno studio diretto del comportamento delle strutture che concorrono all'emissione del suono.
Ad onor del vero bisogna dire che altri studi hanno preceduto e affiancato il lavoro della Estill. Ma non mi voglio dilungare.
E adesso il mio parere: il metodo Voicecraft non insegna a cantare ma a usare le diverse strutture necessarie per cantare.
Cantare è un affare molto complesso che non può prescindere, sin dal primo giorno, dall'aspetto musicale che si interseca e interagisce con l'apprendimento della tecnica. Aspetto musicale che significa educazione all'ascolto all'autoascolto e alla confidenza con il discorso musicale.
Pertanto, qualsiasi tipo di musica tu intenda studiare non puoi prescindere da tutti questi aspetti.
Voicecraft è validissimo, ma da solo non ti insegnerà a cantare. Tecnica e musica: il binomio indispensabile.
Per cui assicurati che il tuo insegnante sia anche un musicista e cantante.
Oppure affiance al Voicecraft un corso di studi propriamente musicali.
Auguri!
Giulia
Una scelta difficile
ciao Giulia
sono Andrea, ho 23 anni e studio da 2 anni canto classico.. registro tenorile.
Piu' che un consiglio sulla tecnica, vorrei avere un consiglio su una scelta che devo fare (sempre nel campo della musica ovviamente) e di fronte alla quale non so come comportarmi..
Come ti dicevo sono 2 anni che studio in una scuola di musica nella mia città.. ho un bellissimo rapporto con la mia insegnante (che reputo bravissima e preparatissima) e i risultati si stanno vedendo, xkè sto scoprendo una voce che realmente nn credevo di possedere...
ecco che arriva il punto: io sono oramai 3 anni che lavoro.. e questo mi occupa gran parte della giornata.. all'inizio non era un problema, ma adesso mi sto accorgendo che le ore che tolgo allo studio mi pesano.. mi piace troppo cantare!
Spesso torno stanco la sera e non riesco a studiare come vorrei... tutti quelli che mi sentono cantare mi dicono che la mia strada è questa, non il lavoro che sto facendo adesso..e anche io lo credo...
Vorrei tanto iscrivermi al conservatorio..e riprendere a suonare lo strumento che, dopo 7 anni ho smesso di suonare perchè ho cominciato a lavorare.... che devo fare secondo te?
Lasciare un buon lavoro che mi assicura un buon stipendio al mese... ma che non è quello che voglio realmente fare, o mollare tutto e riprendere la mia passione x la musica? a 23 anni è troppo tardi? questa cosa mi logora....
scusa se ti ho disturbato...e grazie mille dell'attenzione che mi hai dato..:)
Andrea
Caro Andrea,
devo confessarti che rispondere alla tua richiesta non è facile, perchè si tratta di una decisione importante: lasciare un lavoro per tentare la carriera di cantante non è cosa che si possa fare a cuor leggero.
Ti dico subito, però, che sono io la prima ad essere un po' "allergica" alla sicurezza di una vita e confortevole ma piatta,
anche se (parola di chi lo ha provato) sentirsi senza alcuna certezza può essere altamente frustrante e stressante.
Le ragioni dell'una e dell'altra possibilità sono entrambi forti.
L'ideale sarebbe avere l'energia per fare tutto insieme cioè: continuare a lavorare e a studiare finchè non si sia delineato chiaramente che la tua strada è il canto. So quanto può essere faticoso e so quanto è meravigliosa l'idea di dedicarsi anima e corpo alla musica tutto il tempo che si vuole. Però, se non vuoi avere rimpianti o fare scelte dalle quali non puoi tornare indietro è l'unica soluzione.
La stanchezza si può superare: hai 23 anni e sicuramente puoi trovare dentro di te la forza per fare tutto.
Che poi è essenzialmente una forza mentale: è il malessere che ti provoca non poter studiare quanto vuoi che ti svuota di energie.
Questa sarebbe la soluzione più "saggia".
Se invece pensi di avere risorse psicologiche e mentali (ma anche ehm..economiche) a sufficienza per decidere di lasciare il lavoro e dedicarti completamente al canto, e senti dentro di te che questa è la strada giusta io ti dico: fallo!
Infatti, lo ribadisco, non si tratta di avere solo il coraggio della decisione, quanto affrontare poi la nuova vita, che adesso, nel prefigurarla, sembra bellissima, ma che dopo potrà riservarti anche sensazioni diverse, considerato che la formazione di un cantante è un percorso non breve(e tu studi solo da 2 anni), molto impegnativo e fatto di (naturali) alti e bassi.
Prendi coscienza di questo e poi decidi in libertà. Non avere paura del giudizio degli altri. I limiti che abbiamo sono spesso solo di natura mentale e autocostruiti. Per cui, una volta che hai maturato e considerato tutti gli aspetti della situazione apri la strada al tuo futuro: tutti abbiamo diritto di fare (o almeno provare a) quello che sentiamo più vicino a noi, e poi 23 anni sono troppo pochi per smettere di sognare la propria vita.
Tantissimi auguri.
Vicini intolleranti...
Ciao Giulia, come stai?
Ogni tanto rileggo qualcosa dalla sezione che ti riguarda su questo sito ...
Ti avevo gia scritto una mail 'pensieri di piccolo aspirante cantante'.
Sono molto contento di cantare tutti i giorni, mi rende molto felice,
ultimamente però ho un problema forse più di natura psicologica.
Ho dei vicini un po' maleducati, io canto tra le 19 e le 21 al massimo, loro a volte "battono" da sopra (io sono al piano
inferiore)
a volte urlano qualcosa e a volte fortunatamente stanno zitti :)
Questo mi mette in una situazione di disagio, e quello che
era per me un momento intimo da vivere con me stesso, bello e ricco
adesso lo vivo col timore dei vicini sapendo che mi ascoltano e
aspettandomi qualche reazione, mentre prima la mia attenzione era
tutta sugli esercizi.
Io continuo ovviamente, ma a qualcuno sarà successo qualcosa di simile?
Che ne pensi, lo so che sembra una vera sciocchezza (e sicuramente lo
e') pero e' anche vero che per cantare la 'testa' conta molto, a volte
sento quasi il cuore che mi si chiude per il timore.
Un salutone, il sempre piccolo aspirante cantante,
Luca. Caro "piccolo aspirante cantante",
non immagini quanto sia diffuso il tuo problema!
Io per prima ho dovuto "combattere" con vicini molto intolleranti.
E' la condizione di tutti i musicisti che vivono in condominio!
Visto che non tutti possono trasferirsi in aperta campagna per studiare il
mio consiglio è:
stabilisci degli orari precisi, (magari se puoi parlane con loro conciliando
le loro esigenze), rispetta RIGOROSAMENTE gli orari stabiliti ma,
quando studi, pensa solo a cantare e studiare bene, non ti fare intimidire e
inibire da nessuno.
Anzi, dai il massimo proprio perchè rispetti le regole!
Se poi esistono persone maleducate che preferiscono al dialogo i pugni sui
muri non è affar tuo.
Sei nel giusto e ne devi essere consapevole.
Buon canto!
Giulia
Tenore o baritono?
Carissima Giulia,
Ha un sito molto educativo.
Volevo porLe alcune questioni se me le concede.
La prima: Cantare nel coro quando si studia da solista
può essere nocivo ad un normale apprendimento?
Premetto: Canto da 15 anni almeno, in cori
lirico/polifonici, con un repertorio che va da
Palestrina a Britten.
Solo l'anno scorso ho iniziato con un insegnante a
studiare per cantare da solo.
Seconda: Scelgo il mio insegnante di canto solo dopo
averlo sentito cantare.Faccio bene? Mi da la sua
opinione per cortesia?
Terza: Ascoltarsi é essenziale. Quale è secondo Lei il
metodo migliore per farlo oltre che la registrazione?
Quarta: Esiste una maniera certa per distinguere un
baritono da un tenore?
Le spiego: Dopo mezz'ora di vocalizzi la mia voce si
ammorbidisce, la posizione si alza, si rende più estesa e gli insegnanti hanno dei dubbi.
La ringrazio della sua disponibilità.
Luigi
Caro Luigi, grazie per le questioni che mi poni, tutte interessanti.
Comincio dall'ultima:
Capita spesso di non poter "classificare" con certezza una voce, specie in riferimento a chi studia da poco oppure per chi, appunto, come te, canta in un coro.
Questo perchè il cantare esclusivamente in un coro non consente alla voce un pieno sviluppo sia in estensione che in "corpo".
Spesso ci si affida al "colore" ma più spesso alla necessità (comunissimo vedere soprani che messi tra i mezzosoprani e baritoni tra i tenori a causa della scarsità dei due tipi vocali). Così come può accadere all'inizio dello studio, salvo imbattersi in voci definite in modo lampante. Per un altro verso, cantare in un coro è altamente formativo. In realtà la classificazione della voce è, come tutte le classificazioni, uno strumento pratico creato a posteriori e serve principalmente ad indirizzare il cantante verso la scelta del repertorio giusto. Non è, come spesso si crede, una mera questione di estensione, giacchè, ad esempio in ambito femminile, questa è molto simile tra le tre voci. Diciamo che ogni voce ha un suo "centro" indipendentemente dall'estensione, e l'obiettivo dello studio è quello di trovare questo "centro" intorno al quale gravitare, per ottenere il massimo in termini di sviluppo ed efficienza vocale. Continua a studiare tranquillamente il repertorio dei primi anni: con pazienza e con gli giusti stimoli (ma ovviamente con un buon insegnante) la tua voce troverà la sua strada.
Riguardo alla prima questione credo di averti già risposto.
Sulla scelta dell'insegnante: non basta che sappia cantare. Deve avere doti di empatia, un orecchio raffinato, e... sapersi esprimere. Non sorridere: spesso gli insegnanti di canto non si fanno capire, si affidano a immagini personali o a concetti astrattissimi. E' importante che un insegnante mantenga sempre viva la propria conoscenza, aggiornandosi e sperimentando, oltre che nei contenuti tecnici e musicali, nella capacità di trasmetterli. Questa è la mia opinione.
Sull'ascolto: è un punto nodale. Direi che ascoltar bene è un'arte quasi come cantar bene. Registrarsi con un apparecchio di qualità ed esercitare continuamente l'ascolto in modo che sia sempre "attivo" e aiuti l'autovalutazione e l'autocorrezione: ci vuole molto tempo e moltissimo impegno per riuscirci al meglio. Ma è solo questione di esercizio e attenzione.
Spero di averti dato qualche spunto.
Un abbraccio e a presto
Giulia
Il panico dell'esibizione
Cara Giulia come va? spero bene..ti scrivo per la seconda volta, studio
in conservatorio e sono al 3°anno, voce tenore...vorrei chiederti un
consiglio...Quando mi capita di cantare in pubblico
entro in uno stato di 'ansia' spaventoso, e questa ansia la vivo
anche giorni prima dell'esibizione, e non riesco a respirare col diaframma,
mi si chiude la gola, ciò mi blocca tutta l'estensione degli acuti e non riesco
più ad utilizzare la tecnica, quindi vado completamante in 'TILT'...mi puoi,
gentilmente, dare un consiglio?...ci sono dei farmaci in modo da riuscire a
risolvere il problema? oppure pensi che parlare con uno psicologo possa
aiutarmi?o cosa...tante volte penso di rinunciare a questa strada, perchè se
devo viverla in questo modo rischio di beccarmi un
bell'esaurimento...credimi la vivo proprio male (anche quando mi va una
lezione male )...tutto ciò
mi fa stare malissimo, perchè vedo gli altri miei colleghi che riescono a
cantare senza problemi, ti prego dammi un consiglio...con
sincero affetto Giuseppe
Caro Giuseppe,
la questione che poni non è di poco conto e coinvolge molti di quelli che si
dedicano ad attività artistiche, specie chi non ha ancora molta esperienza
(ma non solo).
Anch'io ho vissuto in prima persona questo problema e mi sono fatta una mia
idea che vado brevemente ad esporti.
Bisogna lavorare su più piani per fare in modo che la cosiddetta "emotività"
si trasformi da elemento "distruttivo" in "costruttivo"
1) La preparazione tecnica.
E' necessario che la tecnica sia chiara e diventi un punto di riferimento
quando si è sopraffatti dall'emozione, specialmente per quel che riguarda il"contatto" e il controllo del corpo.
2) La fiducia in se stessi.
Bisogna sentirsi all'altezza di quello che si sta facendo. Questa sensazione
ancora una volta è data dalla sicurezza nello studio e nella preparazione e
consente di affrontare il pubblico con gioia (anzichè con terrore)
3) L'abitudine.
Bisogna cercare occasioni per esibirsi in pubblico. Fatti ascoltare da
tutti: da un amico, dalla fidanzata, dalla mamma...appena puoi canta un
brano!
4) Dedicare del tempo alla studio della dimensione emotivo/psicologica della
performance artistica. Purtroppo la stragrande maggioranza degli insegnanti
non se ne cura affatto.
Lascia perdere i farmaci, non servono.
L'argomento meriterebbe un grosso approfondimento.
Spero di averti dato
degli spunti.
Vista l'importanza della questione, pubblicherò la tua lettera.
Un caro saluto
Giulia
Come iniziare da 36?
cara Giulia ,
sono Serena e ho 36 anni. Sono diplomata e nonostante ci sia sempre da imparare e perfezionare, sono abbastanza padrona del mio strumento, canto ma purtroppo non riesco a farmi notare ...
i concorsi lirici più importanti honno un limite d'età e cosi anche le agenzie e i teatri che pur non ammettendolo ufficialmente preferiscono i giovanissimi.
Io non mi sento troppo in ritardo x questo lavoro. x me cantare è importante quanto vivere "voglio",dico a me stessa,salire sul palcoscenico.
Vorrei davvero essere una Musetta o una Lucia sul palcoscenico di un teatro: come posso fare?
Cara Serena,
la questione dell'età è ricorrente nelle lettere che ricevo.
Al di là del dato oggettivo, è una sensazione molto diffusa quella di essere "in ritardo". Io stessa l'ho provata, pur molto giovane.
ll mito della giovinezza legato al successo è uno stereotipo tutto dei nostri giorni.
Per tua fortuna tu non la vivi così e credo che questa possa essere la tua arma vincente.
Concorsi senza limite d'età ci sono, ma spesso non sono abbastanza "seri".
Credo che dovresti puntare a farti ascoltare in teatro.
Il "Belli" di Spoleto organizza ogni anno libere audizioni (alle quali anch'io ho partecipato una volta) molto interessanti.
Comunque su www.cantarelopera.com c'è un'ottima selezione di concorsi e audizioni. Dai un'occhiata. Se desideri profondamente e autenticamente di cantare, e se come dici, sei "padrona" dello strumento, realizzerai sicuramente il tuo sogno.
Credici.
Ciao
Giulia
Rimango senza fiato..
Salve signora Giulia..mi chiamo Giacomo...sono un tenore e studio in conservatorio da circa 6 anni...penso di avere diversi problemi tecnici che, nonostante la guida della mia insegnante, non riesco a risolvere. Ho bisogno di alcuni consigli inerenti al fiato es.:
quando mi capita di cantare un'aria sul registro del passaggio e sugli acuti mi sento una morsa alla gola e mi sento quasi affogare e ovviamente rimango senza fiato. Tutto ciò non mi dà la possibilità di eseguire l'aria interamente e devo fermarmi spesso a predere fiato. Questo problema si estende anche nei vocalizzi...L'unica risposta che mi dà la mia insegnante è: 'perchè spingo troppo', mi sgrida e in alcuni casi mi offende anche e ovviamente io vado in paranoia e non riesco a proseguire. A me è ancora astratto il pensiero di spingere...So soltanto che voglio risolvere questo problema a tutti i costi, ma non so come...Pensa che studiare con un maestro 'tenore' può risolvere il problema? ci sono degli esercizi che posso fare da solo oltre alle respirazioni?...pensa che ho bisogno di rafforzare il fiato o cosa?...le chiedo umilmente scusa se la tempesto di domande, ma mi sento quasi disperato perchè ho 30anni e vedo quelli che sono più giovani di me che vanno avanti e a me sembra di restare sempre allo stesso punto...la prego di rispondermi al più presto...con sincero affetto Giacomo.
Caro Giacomo
non chiamarmi "signora" : non sono poi così vecchia!
Scherzo, naturlamente.
Prima di tutto, secondo me, devi trovare un po' di serenità necessaria per affrontare i tuoi problemi.
Sei determinato e questo è molto importante.
Da quello che capisco il rapporto con la tua insegnante non è buono, e questa è già una difficoltà.
Purtroppo la relazione insegnante di canto/allievo è molto particolare e non facile e spesso capitano situazioni simili alla tua.
Non farti trattare male! Pretendi da lei un aiuto concreto, chiedi spiegazioni chiare: è il suo lavoro e deve farlo.
Un buon insegnante non si deve limitare a individuare il problema, ma deve dare anche delle indicazioni su come risolverlo.
Se poi non è in grado di aiutarti credo tu sia in grado di valutarlo e se è così dovrai prendere in considerazione l'idea di cambiare.
Io penso, ma è una mia convinzione del tutto personale, che sia meglio studiare con un insegnante del proprio sesso. Anche se non è una regola.
Da quello che mi scrivi credo che il tuo problema non sia di fiato ma di posizione, ossia credo che la tua laringe si alzi troppo mano a mano che sali nella tessitura.
E la spinta deriva dal fatto che impieghi i muscoli sbagliati.
Ed è l'errore più comune! Devi imparare a sostituire i movimenti (che sono spontanei) della laringe verso l'alto con altri muscoli che ti consentano di lasciare tranquilla la laringe.
Non è semplice, dopo anni che studi in questo modo, ma con pazienza e determinazione ci si può riuscire.
Pensaci. E prendi le tue decisioni...
Tantissimi auguri!
Giulia
53 anni :posso iniziare a cantare ?
Gentile Giulia, mi chiamo Marco, se la sua risposta e sì,cosa devo fare?
Molto emozionato ringrazio.
Caro Marco,
certo che la mia risposta è: si!
Cantare è un piacere e un'emozione che non ci si deve negare.
L'età è rilevante, entro certi limiti, quando si hanno aspirazioni di natura professionale.
Prenda qualche lezione da un buon insegnante, poi si scriva ad un corso dove può venire a contatto con altre persone come lei.
Ho conosciuto molte persone della sua età, che hanno frequentato anche i miei corsi, e che hanno trovato una dimensione vocale molto soddisfacente per le loro esigenze.
Auguri!
Giulia
Consigli per sviluppare il fiato
ciao Giulia,mi chiamo Sofia ho 28 anni e ho una grande passione per il canto lirico .Ho studiato sei anni come mezzosoprano con un' insegnante ma poi ho lasciato perdere perchè ero arrivata ad un punto che non riuscivo più ad andare avanti. Avevo problemi con gli acuti,quando sapevo che dovevo fare un acuto la gola mi si stringeva e il suono era orribile!!! la tecnica del fiato me l'ha spiegata ma non mi è stata mai molto chiara,anche perchè quando gli chiedevo qualcosa sulla tecnica del fiato si arrabbiava dicendo che non era possibile che io non l'avessi capita visto che è la cosa più semplice del mondo!.....comunque ho cambiato insegnante, la signora dove vado adesso mi ha detto che non ho il diaframma allenato e prima di fare una frase prendo poco fiato, infatti la maggior parte delle volte non riesco a finire una frase. Ho chiesto se ci sono degli esercizi mirati per sviluppare il fiato ma l'unica cosa che mi ha detto è di trattenere l'aria e espirare lentamente. Lo faccio ma la situazione è sempre uguale!!!!!MI potresti dare dei suggerimenti per sviluppare il fiato?in questi mesi mi sono proprio demoralizzata. Grazie mille
Cara Sofia,
non scoraggiarti!
Il percorso per raggiungere una piena forma vocale è lungo e spesso ci sono momenti difficili.
L'importante è individuare qual è la strada da seguire per risolvere i propri problemi.
Prima di tutto mi pare di capire che tu non abbia messo a fuoco esattamente le cause delle tue dfficoltà.
Parli di sviluppare il fiato ma a me pare, per quanto ho potuto capire, che non sia questo il punto.
Cioè, sicuramente il fiato è una cosa fondamentale, ma altrettanto lo è la "posizione" del suono e la corretta conformazione del palato molle dalla quale derivano la maggior parte dei problemi negli acuti e di costrizione alla gola.
Spesso il fiato basta e avanza quando la posizione della voce è corretta e non sono coinvolti muscoli sbagliati.
Poi mi sembra che tu non abbia abbastanza fiducia nella tua insegnante e che allo stesso tempo lei non ti conforti e non ti sostenga adeguatamente. E questo ti crea del disagio. Questo è un altro punto fondamentale.
Credo che tu debba capire se lo studio che stai facendo, sia pure con fatica, ti fa progredire.
Se così non è, non avere paura di cambiare.
Io ho trovato l'insegnante giusta dopo 3 anni dopo il Diploma!
In bocca al lupo e fammi sapere.
Aiuto
Mi chiamo Carlo e mi servirebbero alcuni consigli per migliorare il mio cantato. Ho iniziato a cantare da alcuni mesi, ma senza frequentare nessuna scuola, non so suonare nessuno strumento però sono abbastanza intonato e grosso modo me la cavo nella forma espressiva. Il problema è che non riesco a cantare con delle tonalità alte senza sforzare la voce e un altro problema è che non credo di avere una voce particolarmente bella perciò mi piacerebbe ricevere qualche consiglio per come migliorarla e per riuscire a cantare con tonalità maggiori senza sforzare troppo la voce.
Caro Carlo,
per poter cantare bene e sfruttare al meglio le proprie potenzialità vocali è necessario andare a lezione.
Non sforzare assolutamente la voce! Potresti creare dei danni alle corde vocali.
Se hai buone potenzialità di base vedrai che in poco tempo otterrai i risultati e i miglioramenti che desideri.
Purtroppo non esiste metodo "teorico" che possa insegnarti a cantare senza la guida di un buon insegnante.
Auguri!
Consigli
cara Giulia. sono un tenore . Dopo aver girovagato per diversi maestri di canto, non ho ottenuto quello che mi prefiggevo, anzi diciamo che mi hanno rovinato. Adesso ho trovato una brava insegnante che finalmente mi sta insegnando la tecnica giusta e sto facendo dei grossi passi avanti. A sua insaputa io vocalizzo da solo per cercare di avere il do che ancora faccio fatica a tenere per lungo tempo,e poi canto tre o quattro romanze e puntualmente dopo un po' di tempo fatico a prendere anche il si bemolle . Ho pensato che forse mi affatico troppo e ti volevo chiedere nei giorni che non faccio lezione che tipo di vocalizzi devo fare e se posso cantare qualche romanza. Ti ringrazio molto e aspetto la tua risposta con grande attesa. Ciao Giovanni
Carissimo Giovanni,
come certamente saprai visto che studi da tanti anni, l'organo vocale è uno strumento potente e delicatissimo allo stesso tempo, per cui va trattato con estrema cura.
Prima di tutto voglio chiederti: perchè vocalizzi "a sua insaputa"? Forse la tua insegnante ti ha consigliato di non farlo?
Quante volte a settimana vai a lezione?
E poi perchè "ti hanno rovinato"? Hai forse dei problemi rilevati alle corde?
Senza queste informazioni posso dirti che, in generale, non devi mai affaticare le corde vocali, specialmente nella ricerca degli acuti, che sono quelli che sollecitano maggiormente l'organo. Piuttosto devi "pensare" molto, cioè costruirti un'idea, un'immagine mentale dell'acuto, e soprattutto cercare di capire se questo "do" a cui tieni tanto è una nota che "possiedi" di natura oppure che devi "costruire" ogni volta. In questo caso non essere ossessivo in questo senso.
Il fatto che tu dopo aver cantato 3-4 romanze (spero tu faccia un po' di pausa tra l'una e l'altra!) non riesca a spaziare in tutta l'estensione può dipendere probabilmente dal fatto che non mantieni sempre la posizione corretta del suono (in particolare "l'altezza").
Riguardo al tipo di vocalizzi e a quanto puoi cantare quando non fai lezione prima dovrei avere una risposta alle domande che ti ho fatto all'inizio.
Spero di esserti stata utile.
A presto.
Ti ringrazio molto per avermi risposto. Non vocalizzo ad insaputa dalla maestra, lei mi ha detto di vocalizzare massimo fino al LA naturale e non piu di 15-20 min al giorno lasciando passare un giorno di riposo dopo la lezione. Vado a lezione una o due volte la settimana. avevo problemi alle corde vocali perchè i maestri precedenti non mi avevano insegnato l'uso del diaframma. I problemi alle corde vocali sono sorti a causa di questo per cui ho cantato per tanti anni di fibra. Attendo con molto interesse la tua risposta e ti rin- grazio di nuovo per i consigli preziosi che dai ciao Giovanni.
Caro Giovanni,
mi pare che la tua insegnante ti stia seguendo bene e ti dia delle giuste indicazioni.
Fidati di lei.
Se nel passato hai avuto problemi alle corde devi procedere con cautela.
Il consiglio aggiuntivo che mi sento di darti è: ascolta i grandi cantanti. L'ascolto di voci belle e ben impostate è un ottimo aiuto.
Ciao
Giulia
Sono in tempo?
Buonasera Giulia,
sono Rosa, da Milano e ho 30 anni, amo cantare e amo la musica lirica da sempre, ma non ho mai avuto il coraggio di iniziare seriamente a studiare, o meglio ho provato ma questa insegnante era sempre super impegnata e discontinua e dopo cinque, sei lezioni ho lasciato perdere.
Sto attraversando unperiodo critico, e mi accorgo che sto bene solo quando ascolto musica e soprattutto canto, l'unica cosa che davvero amo. Le dico tutto questo per chiederle se è troppo tardi iniziare seriamente un percorso di studio alla mia età, non aspiro alla carriera, voglio solo saper cantare. Da poco, ho conosciuto un maestro che insegna al conservatorio, volevo chiedere a lui, perché sembra gradire la mia voce, mi da molti consigli, ma prima vorrei tanto sapere se veramente sono ancora in tempo. Rosa
Spero di ricevere un consiglio, la ringrazio in anticipo.
Carissima Rosa,
ma certo che è in tempo per cantare!
Cominci pure a studiare serenamente con un bravo/a insegnante e non pensi all'età.
Non si faccia condizionare da modelli o stereotipi che non hanno davvero rilevanza. Un bravo cantante è chi canta bene non chi è più giovane.
Mi creda se le dico che spesso siamo noi stessi a crearci delle difficoltà che non esistono.
Le faccio due esempi: io mi sono diplomata in canto a 33 anni e solo dopo ho avuto la fortuna di incontrare una brava insegnante: ho raggiunto la mia piena forma vocale intorno ai 36 anni.
Durante un corso di perfezionamento al quale anch'io partecipavo, il grande Alfredo Kraus ha invitato a tornare e a continuare a studiare un tenore di 46 anni che non aveva ancora intrapreso un minimo di carriera.
Mi faccia sapere come va lo studio.
Auguri!
Consiglio
ciao cara Giulia
sono una ragazza di 15 anni ed a ottobre inizierò finalmente a
frequentare una scuola di canto. A volte, cantando canzoni alla
radio, mi rendo conto di aver la voce già piena e consolidata e mi
chiedo se non sia troppo tardi per impostarla. Ti ringrazio
anticipatamente per la tua gentile risposta. un bacio Serena
Cara Serena,
assolutamente no! Non è troppo tardi...anzi! A 15 anni le strutture
muscolari sono estremamente flessibili.
Che tu abbia la voce piena è certamente segno che sia sviluppata
completamente, ma l'impostazione si impara solo con lo studio.
Affidati a un buon maestro che sappia valorizzare le tue doti naturali e
vedrai che già dopo poche settimane si vedranno i risultati.
Auguri!
Preparasi all'ammissione in Conservatorio
Salve,
mi chiamo Mario, sono un ragazzo di 21anni, Le scrivo da Rende(CS) e sono al terzo anno di università.
Su internet ho trovato il Suo sito interessante e perciò Le vorrei rivolgere una domanda.
A me piace tanto la lirica e vorrei entrare al conservatorio, la domandina si farà ad Aprile e l' esame d' ingresso a luglio; ora,
premettendo che ho fatto 3 mesi di canto con un maestro dandomi alcuni consigli....
cosa mi suggerisce di fare prima dell' esame?
e, se posso, sa in genere come si svolge?
Mi dia più informazioni possibili al riguardo... è importante!
Grazie
Gent.mo Mario,
L' esame di ammissione in Conservatorio dovrebbe essere solo valutativo delle qualità vocali, e quindi, in teoria, non c'è bisogno di aver preso già lezioni.
Dico dovrebbe e "in teoria", perchè dipende molto da quale Conservatorio intendi frequentare.
Se, mettiamo, volessi iscriverti a Roma o Milano, dovresti già essere a buon punto perchè la concorrenza...è spietata!
Immagino che tu ti voglia iscrivere a Cosenza, quindi dovresti cercare di conoscere la situazione di quel Conservatorio.
Certamente prendere lezioni prima dell'esame non è sbagliato, anzi, il Maestro stesso può darti delle indicazioni circa le tue possibilità.
In sintesi il mio consiglio è: informarsi sul Conservatorio (quante classi ci sono, se sono affollate, com'è il livello medio degli aspiranti) e continuare a prendere lezioni chiedendo una valutazione al Maestro.
Ti saluto e ...in bocca al lupo!
Fammi sapere come va l'esame
Pensieri di piccolo aspirante cantante ^___^
Ciao Giulia :)
Grazie per questi preziosi consigli che ogni tanto leggo sul sito.
Ho cominciato a studiare canto da circa un anno,
dedico allo studio poco tempo al giorno diciamo una buona mezzora e
vado a lezione 1 volta a settimana ..
(faccio soprattutto vocalizzi che amo molto sto usando i vocalizzi del Panofka e qualche arietta antica di tanto in tanto
ho anche un libro (Goitre) con dei semplici esercizi introduttivi)
Mi piacerebbe andare a lezione 2 volte a settimana ma non so se chiederlo alla mia insegnante,
un po per timidezza un po perche temo che possa dirmi qualcosa del tipo"se studiassi di piu ti prenderei anche 2 volte a settimana .."
Forse la mia paura recondita e' che mi dica qualcosa di peggio tipo"Fai schifo e' gia tanto che ti vedo una volta a settimana .. tanto due a te non ti servono" ..
(beh non me lo direbbe in questi termini ..)
Secondo te la mia e' un'idea appropriata o meno?
Basta una volta a settimana (per 1 ora) .. non e' poco?
La mia lezione tipo e' cosi:
circa 20 min di scale arpeggi esercizi vari
poi un vocalizzo del panofka che ho studiato durante la settimana
(a volte un'arietta)
e poi o un dettato musicale, o un po di teoria, o degli semplici esercizi di lettura a vista ecc ..
A volte penso di essere negato, ma a volte ci sono dei momenti bellissimi
quando studio e sento l'aria che entra e poi esce nel suono..
Ogni tanto mi dico .. "Luca ma che fai sei matto ti sei messo a cantare .. che cosa stupida .."
ma poi ogni giorno non vedo l'ora che arrivi quella mezzora .. e vado avanti ..
Ciao grazie ancora, un salutone,
Luca
Caro Luca,
scusa il ritardo nella risposta ma ho avuto l'influenza.
Voglio dirti solo una cosa che vale per tutti gli interrogativi che ti/mi poni:
se vuoi davvero cantare anche solo per te stesso non ti devi porre dei limiti e non ti devi mettere in condizioni di temere il giudizio altrui: studia, canta, sperimenta tutte le strade che ti si presentano in maniera libera. Ma consapevole: affidati a buone mani.
L'unico errore da non commettere è tentare di fare da solo senza il controllo di un insegnante preparato: la
laringe è uno strumento potentissimo ma delicato.
Per il resto fai tutto quello che ti senti.
La struttura della lezione mi sembra ok.
Un'ultima cosa: ascolta le grandi voci.
A presto
Giulia
22 anni: troppo tardi per iniziare?
Cara Giulia, ho visitato il sito www.cantarelopera.com e ti faccio i complimenti! E’ davvero interessante e facilita davvero tanto l’avvicinamentoal mondo della lirica.
Mi chiamo Rosanna, ho 22 anni e già da qualche anno (quasi 5 per l’esattezza) studio recitazione. Ho provato a entrare nelle accademie dei Teatri Stabili italiani, ma purtroppo fino ad ora non sono riuscita a passare le selezioni.
Durante la mia formazione teatrale mi sono avvicinata al mondo del canto: ho fatto diversi corsi, dal canto corale alla musica leggera, fino a prendere lezioni private di canto lirico.
L’idea di iscrivermi al conservatorio è sempre più forte: è un desiderio che ho avuto fin da bambina, anche se non ho mai potuto frequentare teatri lirici o avere una formazione musicale adeguata.
Ti chiedo: è troppo tardi tentare la carriera della cantante lirica? Il conservatorio so è un impegno a tempo pieno e richiede una grande passione e questo non mi spaventa, anzi….? So di essere giovane, ma molti ragazzi cominciano gli studi classici molto prima dei 22 anni!
Ti ringrazio per avermi regalato un po’ del tuo tempo e spero di ricevere una tua risposta,
Ciao
Rosanna
Cara Rosanna,
ti ringrazio per i complimenti.
Sei perfettamente in tempo per cominciare lo studio del canto lirico, che, vedrai, ti darà tante soddisfazioni.
In bocca al lupo!!
Giulia