Ciao Giulia, sono un ragazzo di 20 anni che da 2 è entrato in conservatorio, ho un registro tenorile.
Premetto che non ho facilità nell'acuto, gli insegnanti che mi hanno ascoltato dicono che ho difficoltà perchè ho una voce molto grande. Quando mi trovo a dover fare un sol o note più acute la mia voce diventa simile ad un ululato, sembra che si stimbri e il suono se ne va tutto dietro, la difficoltà maggiore la trovo su pezzi che contengono battute tutte incentrate sul mi-fa-sol perchè sento la gola bruciare e tirare e mi affatico molto. Mi trovo a mio agio in brani da baritono, ma a detta di tutti non è quello il mio timbro.
Arrivo anche al si naturale, ma non facilmente.
Vorrei sapere come mi devo comportare negli acuti, poichè i soliti consigli (sbadiglio ecc..) non mi sono stati molto d'aiuto.
Ti ringrazio in anticipo, complimenti per il sito.
Carissimo,
credo che la difficoltà di cantare gli acuti la debba mettere in conto come tutti quelli che cominciano a studiare canto.
Gli acuti rappresentano la parte inesplorata, sconosciuta, "l'ignoto" quindi oltre la difficoltà e le incertezze dovute alla novità dell'utilizzo della voce in queste note, c'è da aggiungere la componente emotiva che spesso rallenta od ostacola la loro riuscita.
Io non ci penserei troppo su...anzi cercherei di occuparmene il meno possibile.
Sono appena due anni che studi, hai 20 anni.
Col tempo poi si vedrà sei sei tenore o baritono. Se continuerai a sentirti a disagio nel registro tenorile puoi sempre rimettere in discussione la classificazione della voce.
E' una cosa che accade molto frequentemente, proprio tra queste due voci maschili.
Mi concentrerei sulla ricerca del suono nella zona centrale della voce, e, se lo studio è ben condotto, gli acuti non tarderanno ad arrivare.
Riguardo alla voce "grande", di per sè è una buona caratteristica, quindi conservala senza però approfittarne...
Studia con serenità e pazienza...
Un caro saluto
Giulia
Punti di disaccordo!!
Ciao Giulia :)
sono Luisa,ho 20 anni,e sono al terzo anno di conservatorio...i primi 2 anni di conservatorio sono stati disastrosi ma fortunatamente è un anno che che sto studiando con un'insegnante davvero molto brava e ho visto grandi risultati.
sono un soprano lirico...ho buone note di petto (fa grave) e come acuti arrivo a un do# (c'ho una paura degli acuti :) )...non ho problemi alla gola e difetti tecnici a detta di diversi cantanti che mi hanno ascoltato...naturalmente però per il canto ci vuole tempo e sono fiduciosa perchè so di stare sulla strada giusta :) adesso ho un problema però...finalmente sono riuscita ad andare nella classe di un insegnante che ha fatto carriera e che quindi ha esperienza e mi fido (avendo avuto i primi 2 anni 2 insegnanti che non hanno mai cantato!!)..il rpblema è che su alcuni punti dice cose differenti dalla mia insegnate privata
con cui ho visto grandi miglioramenti..1 riguardo i movimenti della bocca. La mia nsegnante privata dice di sganciare e cmq di aprire la bocca (non spalancarla ma lasciarle il giusto spazio) sulle note acute...l insegnante del conservatorio invece ogni volta che apro un po' di più la bocca sugli acuti che magari hanno anche delle vocali ampie come la O o la A si arrabbia perchè dice che si devono fare meno movimenti possibili e lasciare la stessa apertura delle
note precedenti...allora di chi fidarsi??un altro punto di dissaccordo è la postura.la mia insegnante dice di curvare un pochino la schiena in modo da riempire d aria oltre che la parte anteriore del corpo anche la schiena...l insegnante del conservatorio,invece,dice il contrario ovvero di stendere la schiena mettendo il petto in fuori (oddio non so se sono stata molto chiara nelle descrizioni) così da riempire la cassa toracica perchè quella è importante (quindi senza riempire la schiena)e che altrimenti non permetterebbe la giusta inspirazione e la corretta fuoriuscita del suono!!insomma qual è la postura corretta???lui ha fatto carriera quindi ovviamente lui è competente...ma lei (che è giovane) ed ha una tecnica impeccabile mi ha fato fare dei miglioramenti assurdi senza procurarmi alcun problema a livello di corde vocali...lei che mi
consiglia?
Ciao Luisa,
se ho capito bene in questo momento studi con due insegnanti...
Da solo questo è un elemento che potrebbe destabilizzare, quindi prima di tutto cercherei di focalizzare l'attenzione su questo aspetto.
Tu definisci la tua insegnante "privata" molto brava, con la quale hai fatto molti progressi: sei soddisfatta e convinta di essere sulla strada giusta.
E' già tanto!!
Quindi, se effettivamente ti senti ben seguita e sei confortata dai risultati, direi che puoi continuare così...
Riguardo gli aspetti tecnici sui quali i due insegnanti sono in disaccordo,
da quello che scrivi mi pare che siano proprio su posizioni opposte, e rappresentino due delle principali "scuole" di canto.
1 . Una (quella dell'insegnante privata,) che tende all'"appoggio," alla ricerca del suono "scuro" e corposo, con mandibola "sganciata" (fai i vocalizzi con la u e la o, indovinato?)
2. l'altra invece pone massima attenzione all'altezza del suono e il canto sul fiato (torace aperto, bocca mai spalancata). Privilegia vocalizzi con la i-e-a.
Entrambe sono diffusissime ed entrambe hanno prodotto grandi cantanti.
Per andare sul concreto la Netrebko canta come nella definizione 1
Alla tecnica tipicamente italiana (vedi i più grandi cantanti del passato, (Gigli, Tetrazzini ,Lauri Volpi, Olivero ecc) , quella del "belcanto" si può ricondurre la seconda.
Sulla postura però non ci sono dubbi, per una corretta respirazione è necessario aprire il torace e mantenere diritta la colonna, ovviamente senza rigidità.
Che la respirazione sia anche posteriore è ormai pacifico, ma curvare la schiena significa anche, inevitabilmente, deprimere il petto e quindi ostacolare la naturale fisiologia del meccanismo respiratorio.
Adesso il mio consiglio: poichè nessun insegnante potrà mai darti tutte le certezze , e poichè diventare cantanti significa elaborare e adattare a se stessi le indicazioni ricevute, segui il tuo istinto ma essendo pronta a
cambiare strada se ne trovi una migliore...
Continua a studiare e valutare con attenzione. Parti dai risultati, dalle sensazioni, da come ti senti.
Ma non "abituarti" ad avere certezze: la bellezza (e la difficoltà) dello studio del canto è che quando pensi di aver raggiunto dei punti fermi scopri che hai ancora tanto da imparare...
Un abbraccio,
Giulia
La tensione sul collo
Cara Giulia,
mi chiamo Elisa ho 19 anni e studio canto al conservatorio da quasi 4 anni. Il mio problema è che ancora non sono in grado di gestire bene i suoni, in quanto la mia prof mi ha spiegato solo lo scorso anno la tecnica della respirazione, mi dice che quando vocalizzo non sostengo bene e che tendo a far tremare la voce, e a mettere tensione sul collo. Può aiutarmi, in qualche modo, a capire come cantare rilassata? Inoltre, ho provato diverse volte a eseguire il filato, e sono riuscita a farlo, però metto sempre forza sia al diaframma sia sul collo, quindi credo sia sbagliato. La mia prof me l'ha fatto provare solo una volta, lo scorso anno, e mi aveva detto che andava bene, poi non l'ho più riprovato, perchè volevo studiare "sul fil d'un soffio etesio", solo che sono tutta tesa e tendo a perdere fiato. Aspetto una sua risposta!
Grazie anticipatamente
Elisa
Ciao Elisa,
grazie per avermi scritto.
Intanto vorrei dirti che la questione è un po' diversa da come la poni: non si tratta di cantare rilassati, quanto di evitare costrizioni lì dove non ce ne devono essere.
Cantare completamente rilassati è impossibile!
Piuttosto il lavoro va indirizzato verso i muscoli giusti.
Certamente irrigidire il collo non è un buon sistema...
Il sistema-cantante va visto nella sua globalità: si canta con tutto il corpo, e a seconda di cosa si sta cantando ci può essere più o meno impegno muscolare.
La sensazione deve essere sempre quella di un corpo tonico ma non rigido, con una attenzione tutta speciale al meccanismo della respirazione.
Probabilmente quello che dice la tua insegnante è proprio il punto: non sostieni adeguatamente il suono.
Ma poi ti ha spiegato come rimediare a questo problema?
Cosa ti ha detto riguardo la respirazione? Ti ha fatto fare esercizi specifici?
E come mai te ne ha parlato solo un anno fa...?
Fammi sapere, posso aiutarti.
A presto
Giulia
In realtà non me ne ha parlato solo l'anno scorso, ma è dallo scorso anno che ha iniziato a farci fare degli esercizi (esempio: sdraiata, emettendo il fiato o la vocale "e"); non mi aveva mai spiegato però, prima di allora, come prendere il fiato, come cercare di tenere larghe le costole per sostenere, come risalire.. mi ha detto che sono indietro con la tecnica, ma non me ne assumo completamente le colpe in quanto ho capito solo da poco tempo come respirare. Con lei non ho parlato di quest'aria, che mi è stata consigliata da una collega, nè dell'irrigidimento del collo al momento del filato. Forse sono pensieri miei, ma secondo me mi fa studiare solo perchè ormai sono dentro e devo superare gli esami, mi da giusto i 6 solfeggi e un'aria per l'esame. Dopo quasi 4 anni di studio mi ritrovo con 3 arie di Mozart come repertorio. Non pretendo di essere un fenomeno, ma studiando bene la tecnica credo di poter raggiungere dei buoni risultati, perchè stando a quello che dice, le qualità ci sono.
Elisa
Cara Elisa,
hai perfettamente ragione di voler conoscere a fondo la tecnica vocale...mi sembra paradossale il contrario, cioè che l'insegnante non la spieghi a dovere.
Da quello che dici però sulla respirazione (tenere larghe le costole per sostenere...mmhhh....il sostegno si realizza con l'ausilio dei muscoli addominali...)
Riguardo l'aria che vorresti studiare, direi che è decisamente difficile, ma tre arie di Mozart (quali?) e basta sono troppo poco..
Io credo che dovresti provare a parlare con la tua insegnante, esponendole i tuoi dubbi e le tue preferenze.
Non è raro che nascano incomprensioni tra insegnante e allievo (come tra tutte le persone) se non si parla esprimendo sinceramente il proprio punto di vista.
Magari la sensazione che ti faccia studiare solo perchè ormai sei nella sua classe nasce proprio da questo.
Fammi sapere!
Ciao Giulia
Gli armonici tardano ad arrivare...
Carissima Giulia io volevo porti un semplicissimo quesito... anzi non so se sia semplice ma io provo a portelo... io studio lirica da poco meno di un anno... ho fatto dei progressi... sono partito praticamente da zero... non avevo 3 note in fila... adesso qualcosa dalla bocca bene o male esce... la mia domanda e’ la seguente... ho sempre la voce fissa... manca questa benedetta vibrazione... la stiamo cercando con la mia insegnante... ma fatica a uscire... tutti i miei amici cantanti mi contiuano a ripetere... di non preoccuparmi che studio da poco e che le vibrazioni arriveranno... come se fosse una cosa quasi mistica e non dominabile... io ti chiedo se si puo rispondere... ma dopo quanto tempo la voce inizia ad acquisire gli armonici e la vibrazione? rimarro sempre con la voce fissa come un graffio sulla lavagna? da cosa dipendono e come eventualmente lavorare per trovarle...? so che ho chiesto moltissimo... ma ti ringrazio se mi vorrai rispondere... Giacomo
Ciao Giacomo,
ti rispondo citando una frase del grande tenore Lauri Volpi (si chiamava Giacomo anche lui..):
" In sostanza, lo studio del canto si riduce alla ricerca assidua, perseverante, ostinata, dell'eco fisica e metafisica della voce." Naturalmente stiamo parlando di canto lirico.
Proprio la ricchezza degli armonici nella voce è la caratteristica più importante della voce lirica.
Ma cosa sono gli armonici?
Sono dei suoni più acuti e meno forti del suono fondamentale che derivano da modi naturali di vibrazione di un corpo sonoro e sono responsabili anche del timbro particolare ed unico di ogni voce (e dei diversi strumenti).
In realtà anche nella voce parlata sono presenti gli armonici.
Ma sono le cavità di risonanza ad amplificare e moltiplicare gli armonici. E lo studio del canto lirico è proprio la ricerca della risonanza e delle sue cavità.
Ecco perchè è normale che dopo un anno la tua voce non "vibri" in maniera evidente, anzi in un certo senso è meglio: vuol dire che non usi scorciatoie o non "fingi" vibrando la voce in maniera artefatta. Perchè una voce sia completamente sviluppata occorrono 10 anni, e lo studio non finisce mai.
Ma stai tranquillo, la vibrazione nella tua voce arriverà molto prima, l'importante è continuare a studiare bene e senza ansia.
E, ovviamente, con una guida giusta.
Buon studio!
Il falsetto maschile
Buongiorno Giulia. Sono entrato per caso in questo sito e ho visto che dai consigli interessanti a chiunque ha problemi con il canto. Io però penso di essere una mosca bianca e magari ti sembrerò un pò fuori tema perchè non ho mai frequentato corsi di canto ma lo faccio solamente per passione e divertimento. Vista la tua disponibilità però ci provo lo stesso farti una o due domande. Premetto che canto in un coro a voci maschili da circa 10 anni nella sezione tenori primi. Quasi fin da subito mi sono state date parti da solista che sono sempre riuscito a fare discretamente anche se ho sempre avuto problemi dovuti probabilmente all'emotività che mi rende molto ansioso. Questo problema ultimamente si è molto accentuato e soprattutto quando devo cantare le parti molto alte che solitamente sono quelle a me più congeniali mi blocco e non riesco a cantare come se nella mia gola si chiudesse qualcosa che non lascia più passare la voce. Mi riferisco soprattutto a pezzi fatti in falsetto. spero tu riesca a capire qual'è il mio problema e mi scuso se ho usato termini molto "terra terra" ma come ripeto non ho studiato canto. Altra domanda è se c'è un modo specifico per allenarsi a passare dal canto di petto a quello in falsetto perchè nei cori maschili i tenori primi cantano spesso in falsetto ma a volte anche di petto e quando una parte è messa tra il cambio di registro faccio una fatica terribile. Ringrazio anticipatamente e mi scuso ancora se ho usato termini poco tecnici.
Riguardo l'emotività, è un aspetto che coinvolge il canto più d'ogni altra espressione artistica.
Niente come il respiro e la voce sono legati all'emozione.
Molti detti sono basati su questa correlazione : uno per tutti, avere "un nodo in gola" ti dice qualcosa?
Sul "controllo" dell'emotività, o meglio sulla sua "normalizzazione" si può lavorare, agendo su più fronti.
Uno: cercare di scovare "senza pietà" le proprie insicurezze. Compito non sempre facile spesso arduo se fatto da soli.
Due: acquisire fiducia nei propri mezzi. Una solida preparazione tecnica è un'ottima sponda per diminuire l'ansia da esibizione..
Tre: cercare di esibirsi il più possibile. Anche l'abitudine fa la sua parte. Se canti spesso alla fine ti sembrerà una cosa normale..
Sul cambio di registro bisogna intendersi. Cosa intendi per falsetto????
Intendi il passaggio da voce piena a voce cosiddetta "di testa"?
Per non sentire lo "scalino" nel cambio il passaggio va preparato, adeguando sia le cavità di risonanza che il palato molle.
E' un argomento molto trattato, ne ho scritto diverse volte anch'io.
Riscrivimi se vuoi, mi farà piacere risponderti.
Grazie Giulia dei tuoi consigli cercherò di metterli in pratica. Per quanto riguarda il falsetto credo proprio sia un sinonimo di cantare di testa ma essendo io veramente uno che non ha mai assolutamente studiato canto non ne sono sicuro peró posso farti come esempio quando si canta cercando di fare la voce del solista dei cugini di campagna. Scusa l'esempio ma sono proprio inesperto ma ti assicuro con tanto amore per il canto. Continuo a essere sorpreso piacevolmente per la tua risposta perché veramente non ci speravo piu.
Grazie un abbraccio.
Ciao Andrea,
la voce di testa è una cosa, il falsetto che hai portato ad esempio è tutta un'altra.
Alcuni uomini (detti sopranisti) riescono ad usare quel particolare timbro , mentre tutti possono cantare "di testa" ossia effettuando il passaggio di registro.
Cantare di testa non cambia la voce, solo alcune sue qualità relative alla risonanza e alla "forza".
Mi chiedo perchè mai ti trovi a dover usare" il timbro femminile", forse lo usi istintivamente quando senti che la voce non va più verso l'acuto?
In questo caso forse, dovresti confrontarti con un insegnante che ti dimostri nella pratica la questione.
Giulia hai colto in pieno il falsetto da me inteso è proprio quello. Lo devo usare per forza altrimenti è impossibile per me ma ritengo anche per tutti quelli che cantano da tenori nei cori maschili andare a prendere certe note che spesso arrivano al do e anche al re sopra il pentagramma considerato anche che sovente si canta quasi sottovoce per cui è ancora piú difficile a voce piena raggiungerle. So che dai professionisti del canto i cori a voci maschili non sono molto amati e anche poco conosciuti per cui scusa ancora il mio modo di esprimere i concetti.
Grazie ancora sei veramente fantastica.
Un abbraccio.
Adesso ho capito.
Prova a fare così: anticipa il "passaggio" alla voce in falsetto quando vai verso l'acuto e posticipalo quando vai verso il grave..
Cioè quando sei in una frase che passa da un registro all'altro evita il passaggio brusco, ossia canta in falsetto qualche nota prima (che avresti cantato a voce piena)
Allenati nei vocalizzi.
Fai una scala (mettiamo di 8 suoni da Do a Do)
Esempio: se devi passare in falsetto sul sol anticipa il passaggio al mi.
Ti verrà più facile nella scala discendente.
Cioè quando passi dall'acuto al grave mantieni la posizione di falsetto fino a note medio-alte e poi, quando passi, alleggerisci la nota di passaggio e non appesantire le note immediatamente successive
Fammi sapere.
Un abbraccio
Giulia
Iniziare in un coro
Carissima Giulia, prima di tutto complimenti per il sito ricco di informazioni.
Ho 36 anni e vorrei sapere se iniziare a cantare da zero in un coro è una cosa consigliabile.
Non ho aspirazioni professionali, vorrei solo provare l'emozione del canto e magari insieme ad altri (appunto come il coro). Però vorrei farlo in modo serio e con costruttività.
Grazie.
Ciao
Alessandro
Ciao Alessandro,
grazie per i complimenti.
Prima di risponderti mi fa piacere informarti in anteprima che per il 14 Ottobre è prevista una sessione di lezioni di tecnica vocale on-line, gratuite, su skype.
Sarò collegata dalle 10 alle 14. Questo "evento" è stato organizzato da cantarelopera.com in occasione della pubblicazione del nuovo sito che sarà on-line dal 1 ottobre.
Vengo al tuo interessante quesito.
Cantare in un coro è un'esperienza emozionante, coinvolgente e altamente formativa dal punto di vista musicale.
Diverso è pensare di entrare in un coro per "imparare" a cantare.
Com'è ovvio, in un coro si tende a privilegiare l'insieme e, a meno che non parliamo di cori di alto livello, spesso il direttore/insegnante non interviene se non blandamente sull'impostazione vocale propriamente detta.
Per cui mi sento di consigliarti di prendere qualche lezione individuale se nel coro dove aspiri ad entrare non sono previste sessioni di impostazione della voce.
Un abbraccio
Giulia
Suoni rotondi e turbinati ingrossati
Cara Giulia,
mi chiamo Eleonora e ho 22 anni. Ho iniziato a muovere i primi passi nel canto lirico intorno all'età di 16 anni, dopo una visita foniatrica nella quale sono stata "catalogata" come soprano lirico leggero.
Documentandomi un pò, e stando al parere di alcuni insegnati che ho consultato, mi sono rispecchiata molto in ciò che mi veniva detto a proposito del lirico leggero: ho un' estensione che arriva senza difficoltà al mi bemolle sovracuto; la mia voce ha un volume limiato, sopratutto nella zona centrale; le agilità mi riescono bene e senza alcuno sforzo.
però ho un problema! Sebbene, come già detto, non abbia una voce potentissima nella parte centrale, tuttavia lì i suoni mi riescono rotondi. Questo avviene fino al fa- fa diesis acuto. Faccio anche molti esercizi per dare maggiore rotondità al suono negli acuti, ma non c'è nulla da fare! Quando passo dal fa diesis al sol e via via sempre più su, i miei acuti ci sono ma piatti.
Diversi mesi fa l'otorino mi ha diagnosticato la presenza di turbinati ingrossati; in effetti presento qualche difficoltà nel respirare, e non parlo della tecnica di respirazione di canto bensì del semplice inspirare/ espirare quotidiano.
La mia insegnate mi dice che è per questo che i suoni non riescono rotondi negli acuti:i turbinati fungono da tappo e non permettono di realizzare i cosidetti suoni in maschera.
é possibile, quindi, che il fatto che i suoni ritondi non mi riescano sia dovuto esclusivamente a questo motivo? oppure ci sono anche altri fattori?
Inoltre, chi mi ascolta cantare dicee che la mia voce non appare come quella di una donna matura ma, piuttosto, come quella di una ragazzina ancora in fase di sviluppo. Com'è possibile? Non avre dovuto completare la muta già da un bel pò? C'entra il discorso legato ai turbinati? oppure ci sono cause ulteriori?
grazie mille
Ciao Eleonora,
mi scuso per l'enorme ritardo con il quale ti rispondo.
Come forse avrai letto, non mi esprimo su questioni mediche.
Quindi sulla questione della ripercussione dell'ingrossamento dei turbinati sulla voce ti consiglierei di chiedere il parere di un buon otorino e/o di foniatra.
Riguardo la voce "da ragazzina", invece, potrebbe dipendere dalla tecnica.
Anche a me è successo agli inizi: il mio sbaglio era che proiettavo il suono troppo in avanti (e in alto) senza equilibrare la componente "chiara" e "scura" della voce.
Vocalizzavo con I ed E accentuando la proiezione della voce in avanti. Quindi suoni stretti e un po' striduli...potrebbe essere anche il tuo caso?
Per darti un consiglio dovrei ascoltarti: non hai un brano audio o un video da mandarmi?
Mi farebbe piacere poterti aiutare.
Un caro saluto
Giulia
Classificazione della voce, acuti, diaframma...
Ciao Giulia,
ho letto le tue risposte su cantare l'opera . com e ne sono rimasta piacevolmente soddisfatta. Io ho quasi 23 anni, sono entrata ora al secondo anno di conservatorio. Sto studiando con una maestra a dir poco divina, una voce meravigliosa che ha vinto u8n importante concorso anni fa, arrivando finalista poi al Callas. Insomma stiamo parlando di una che ci sa fare. Io vengo da una situazione particolare, ma forse comune. Ho iniziato a studiacchiare canto a 19 anni, in cui mi hanno classificata come lirico d'agilità da subito, per poi portarmi sul leggero, distruggendomi poi dopo pochissimo tempo, con dei carinissimi micronoduli alle corde vocali. Ora che studio da un anno con questa maestra, in maniera molto corretta poichè i miei micronoduli sono spariti e non più tornati, sono classificata come voce da futuro soprano drammatico, evidentemente la mancanza di tecnica e di suono ben impostato facevano sembrare la mia voce leggerina. Ho un'estensione che va in voce piena dal la grave al do sovracuto, utilizzando un pò di petto scendo fino al fa diesis e sopra quando mando bene il suono preparandolo arrivo anche ad un re sovracuto. Secondo la mia insegnante il mio timbro è già pronto per fare Amelia di un Ballo in maschera di Verdi. Ora non mi sto elogiando, ma giusto per farti capire quante cose ho passato e darti un'idea della mia voce. Il mio problema, è che spesso non riesco ad avere una tecnica costante, nel senso, ci sono giorni in cui mando il suono perfettamente, ed altri che invece è come se il mio corpo dimenticasse come fare, tra i vari disastri che ho avuto, si può dire che canto davvero da un anno. Volevo sapere, se è una cosa normale, o sono io che ho problemi ad immagazzinare qualcosa.
Inoltre la mia tessitura abbastanza pesante, mi da facilmente accenti di forza senza fatica, ma quando sto sul La acuto in poi, tendo a stringere, secondo il foniatra e la maestra, è normale per una voce grande avere questi problemi all'inizio con una tecnica poco consolidata, tu cosa pensi? Ultima richiesta, mi sta venendo insegnata la respirazione che prevede l'allargamento intercostale, quindi come se il costato si allargasse e il diaframma sostenesse soltanto come un pistone che non scende ma rimane fermo ( umanamente possibile ). Alcuni mi dicono che è ottima, altri che invece preclude una giusta apertura e spazio per il giusto fiato.
Aspetto tue gentilissime risposte.
Grazie
Valentina
Cara Valentina,
grazie per la tua interessante lettera.
Mi viene istintivo paragonare le questioni del canto a quelle "di cuore": mai argomenti sono stati e sono così indagati e, ad un tempo, inesauribili!
Di Canto come d'Amore non si finisce mai di scoprire, intuire, capire. Esaltazione e tristezza sono sempre dietro l'angolo: un giorno tutto ci sorride e il futuro ci sembra facile e certo, il giorno dopo ciò che era stato fonte di gioia ci crea disagio, smarrimento, inquietudine, quasi che ciò che sentivamo appartenerci ci sfugga all'improvviso, senza che ne conosciamo i motivi.
Non è così?
Ho fatto questa digressione per suggerirti che non tutto è spiegabile razionalmente quando abbiamo a che fare con la voce : mi sembri una ragazza sensibile, portata all'analisi e alla ricerca, come credo di essere stata io; per questo ti dico che oltre lo studio, la tecnica, la comprensione dei meccanismi vocali, dobbiamo studiare con "il cuore" .
Adesso rispondo alle tue domande.
1. La classificazione della voce.
Come ho detto altre volte non è solo una questione di estensione. Ogni voce ha un suo "centro di gravità" intorno al quale ruota felicemente.
Da non confondersi con la tentazione sempre latente, soprattutto quando la voce non è matura, di "adagiarsi" in tessiture solo apparentemente comode che ci consentono suoni confortanti per le orecchie ma insidiose per la laringe.
Scoprire quel centro, il terreno fertile che darà i migliori frutti è compito in primis dell'insegnante, e poi in sinergia con l'allievo.
Non credo che i micronoduli ti siano venuti per la tessitura da leggero (cosa avrai mai studiato nei primi tempi? forse qualche vocalizzo un po' acuto? o ti hanno fatto cantare subito "Caro nome"?) ma per lo sforzo legato al cattivo uso della voce.
2. Sui risultati altalenanti ti ho già risposto, è normalissimo e fisiologico. E' necessario che la tecnica (e la fiducia in noi stessi) sia solida: ci vogliono anni.
3. Gli acuti.
Quando si irrobustiscono i suoni gravi e i centri, fatalmente, si perdono un po' gli acuti. E' probabilmente il percorso che hai fatto tu: non esagerare con il registro grave e non compiacerti di una voce robusta e "pesante" (?!). Per scalare gli acuti devi liberarti, se ne hai, di zavorre di troppo. Serve leggerezza.
4. Il diaframma "fermo": aiuto, no! Fa male bloccare il diaframma. Il diaframma non può sostenere nulla, sono i muscoli addominali a sostenere il diaframma (che a sua volta sostiene il fiato).
Bloccando il diaframma si creano spiacevoli conseguenze anche sulla facilità di emissione.
Se posso permettermi un consiglio, una delle cantanti che meglio hanno usato e descritto l'uso del fiato è stata Magda Olivero, una grandissima. Ha cantato fino a 90 anni.
Guarda come respira e ascolta le sue interviste.
Un abbraccio, riscrivimi.
Giulia
Colpo di freddo, stress, tecnica o altro?
Ciao Giulia,
sono Andrea, ho 22 anni e ti scrivo per il mio problema. Sono capitato per caso sul tuo sito cercando la voce foniatra su google, e spero in un aiuto. Sono un cantante e canto sin da quando avevo 10 anni; ho sempre cantato musica leggera e frequento da circa 2 anni il conservatorio per canto lirico come tenore. Avendo avuto qualche problema nel passaggio la mia prof. ha preferito farmi studiare solo per quest'anno da baritono, e in effetti ho assunto più colore e potenza di voce, anche se sono debole nelle note basse.
Ti scrivo perché l'ultimo periodo, in cui dovevo preparare l'esame di canto, ho sentito di avere la voce un pò stanca e stressata, tanto che per un pò adesso sto cercando di non cantare molto lirica per riposarla. Ma ho avuto un piccolo problema che però mi sta dando molta preoccupazione. Da una settimana quando canto musica leggera, o anche se parlo ad alta voce per un pò, e anche se canticchio con un filo di voce, sento un piccolo dolore alla gola. Più un fastidio, simile a quando uno grida e sente la voce e gola graffiata. Continuando a cantare e parlare non ho la voce graffiata però, é sempre limpida ma meno di prima. Inoltre oggi ho anche mal di gola. Allora mi chiedo:
E' solo un raffreddamento che mi provoca dolore e bruciore e non devo preoccuparmi anche se non ho il naso chiuso?
E' causato dallo stress vocale e quindi non devo preoccuparmi e passerà?
E' causato dallo stress in generale anche se sono abituato a certi ritmi?
E' un cattivo uso della voce anche se non ho mai avuto questo problema e sono sempre riuscito a destreggiarmi tra i due tipi di canto (leggera e lirica)?
E' un problema più serio magari alle corde vocali o laringe?
Finisco col dire che quando ho questo problema e poi cerco di stare zitto sento lo stesso il fastidio alla gola. Spero di non essermi dilungato troppo ma ho cercato di mettere tutti gli elementi necessari, e spero che non sia un problema serio. Ti ringrazio tanto per la tua attenzione e spero anche per la tua veloce risposta.
Grazie mille.
Saluti. Andrea.
Ciao Andrea,
ci sono molti spunti nella tua email che andrebbero approfonditi, ad esempio non capisco la connessione tra i problemi di passaggio e lo studiare da baritono anzichè da tenore...
Come dire che piuttosto che affrontare il problema lo evito creando però, probabilmente, danni peggiori!
Poi dici che non canti lirica per non stressare la voce. In realtà, la leggera non è che sia più "leggera" per la laringe, anzi...
Tutte le cause che hai individuato sono compatibili con il tuo fastidio.
Senza voler fare l'indovina, però, ho la sensazione che tu non ti trovi a tuo agio in questa fase dello studio e il tuo corpo reagisce a questo disagio mandandoti dei segnali.
Io farei così:
- riposo assoluto una settimana
- visita dal foniatra o dall'otorino
- cominciare a ripensare l'impostazione vocale con una scelta legata alla tua vera natura e non ad altri fattori.
Secondo me devi trovare una dimensione che senti più congeniale e adatta alla tua voce.
Un caro saluto
Giulia
Il canto dei bambini
Ciao Giulia
mi chiamo Antonio ho 26 anni ed e' dall'eta' di 9 anni che canto ora sono un Tenore.
Ero il solista di un importante Coro delle voci bianche e fui scelto anche cantare il Pastorello nella Tosca e Chichester Psalms il versetto di David di Bernstein.
All' età di 14 anni ebbi il cambio della voce e smisi di cantare su consiglio della mia maestra.
Ho ripreso a studiare Canto a 23 anni , mi sono immediatamente accorto che cio' che da piccolo risultava naturale e assai facile da adulto doveva completamente essere rivisto e riiniziare da capo lo studio del canto.
Lo studio con la mia maestra "storica" procedeva con molti dubbi.. lei diceva "devi dimenticarti di come cantavi da bambino no aria nel suono canta sul flusso d'aria lei era soddisfatta dei mie progressi, ma io risentendo le registrazioni delle lezioni non ero soddisfatto per nulla della mia voce sentivo un suono flautato senza timbro e un estenzione limitatissima fa naturale..., ma nonostante tutto continuavo ad affidarmi a lei fino all'audizione per entrare al coervatorio dove lei e' maestra ma non entrai.
La grande delusione mi porto' quasi a lasciare il canto ma sentii il desiderio forte di non buttare via il dono di Dio che tanto mi aveva fatto amare il canto e la musica sin da piccolo cosi mi misi a cercare un nuovo maestro/a.
Dopo qualche mese mi diedero il nome di questo grandissimo Soprano drammatico e di suo marito che oltre la loro carriera operistica da qualche anno davano lezioni cosi andai . Gia dalle prime lezioni scopri un mondo nuovissimo e affascinante completamente un altro tipo di insegnamento.
Dopo poche lezioni finalmente esce il '' famoso e mai sperimentato TIMBRO'' sono molto contento e pian piano dal fa naturale flautato quasi in falsetto del vecchio insegnamento, sono arrivato all'ultima lezione pochi giorni fa' ad un la bemolle ( dopo vari tentativi) , purtroppo spoggio ancora moltissimo e gli acuti successivi almeno fino a un do bemolle mi sembrano un miraggio......
Loro mi dicono di pazientare, che tutti questi fastidiosi vizi che mi bloccano provengono dal fatto di aver cantato da bambino,mi dicono di non cantare a casa ma solo a lezione, non cantare per ora assolutamente arie d'opera, e che i vizi vecchi per toglierli ci vuole tempo e disciplina.
Cara Giulia cosa ne pensa? che consigli mi da? se non posso cantare a casa come faccio ad esercitarmi e vedere i miglioramenti? Bastano una lezione a settimana con i maestri per sbloccarmi? Il fatto di aver cantato molto da bambino mi ha danneggiato indelebilmente?
Le porgo i mie piu' gentili saluti e attendo un suo pensiero e consiglio a riguardo.
Antonio
Carissimo Antonio,
come si sente dire in un famoso film americano "When the going gets tough, the toughs get going!"
Adesso tocca a te sfoderare grinta e determinazione.
Sei entrato (vocalmente) nel mondo dei "grandi", finalmente. Benvenuto.
Mi sembra che tu abbia trovato due buoni insegnanti. Tieniteli cari.
Segui i loro consigli, affidati.
Se vuoi fare qualche piccola prova a casa, fai pure. Ma con moderazione e attenzione.
Credo tu sia sulla strada giusta, persevera.
Lo studio del canto lirico è un affare lungo e complesso.
Una sola cosa ha in comune con il canto dei fanciulli: è meraviglioso!
Un grande abbraccio, tienimi informata.
Giulia
Un piccolo consiglio
Buongiorno Giulia,
mi chiamo Francesca e ho 19 anni, vorrei tanto iniziare a studiare canto lirico, ma non ne ho mai avuto il coraggio da un lato per il fattore economico dall'altro per paura del futuro lavorativo.
Nonostante tutto ciò sento in me un fortissimo trasporto emotivo per questo tipo di canto. So leggere uno spartito ma non so suonare uno strumento. Canto in una piccola corale polifonica da 6 anni. Chi mi sente cantare mi dice che è un peccato che io non studi, ma vorrei capire da qualche professionista se posso realmente avere un futuro in questo campo.
Studio ingegneria con ottimi risultati ed amo questa facoltà, ma le emozioni che provo nel cantare e scoprire la mia voce sono molto più forti.
Cosa dovrei fare per iniziare, a chi mi dovrei rivolgere ?
La ringrazio.
Francesca
Cara Francesca,
segui il tuo istinto.
Perchè mai dovresti rinunciare ad una cosa meravigliosa come il canto?
Non devi scegliere tra ingegneria e canto, puoi fare tutt'e due, fino a quando la tua strada chiara e delineata...
Dovresti rivolgerti ad un/a bravo/a insegnante, naturalmente.
Dove vivi? Forse posso aiutarti!
Un abbraccio fammi sapere
Giulia
Il libro di canto
Cara Giulia,
il mio nome è Filomena, ho 18 anni e vivo in un luogo in cui (ormai si sa) è difficilissimo trovare insegnanti veramente preparati.
Non vorrei annoiarti più di tanto, quindi sarò breve: ho iniziato a studiare canto lirico nel 2009, e da allora sono "passata nelle mani" di tre diversi insegnanti. Insomma, ho una confusione in testa che non ne posso più, sono nuovamente afona per non parlare dell'impostazione che non c'è, o del suono che non è più brillante. Adesso sono al conservatorio da un anno ma devo ammettere che è stato un grande errore, poichè l'insegnante che ho è un disastro.
Io non riesco a capire come persone del genere, che rovinano ragazzi e ragazze, riescano a dormire la notte con la consapevolezza di occupare un posto di lavoro che in fondo non meritano. Comunque, laciando perdere ciò, volevo chiederti se gentilmente potresti consigliarmi un buon libro dove apprendere le basi per una buona tecnica del canto lirico... non so, forse tu stessa hai scritto un libro e potresti darmene il titolo: già dal modo in cui scrivi le tue risposte si capisce benissimo che devi essere molto brava nel tuo lavoro.
In attesa di una tua risposta ti porgo i miei pù cari saluti.
Filomena
Carissima Filomena,
se esistesse un libro che insegni a cantare, sarebbe bellissimo!
Purtroppo, non c'è.
E' come se volessi imparare a dipingere guardando le figure...
Leggere aiuta a raggiungere una consapevolezza maggiore, così come un ruolo importante ha l'ascolto.
Ma il canto si impara con una guida.
A meno che non si abbia un talento naturale talmente grande che facilita nella produzione di suoni corretti.
Anche le più grandi voci hanno studiato tanto (hai letto l'intervista alla Cossotto su www.cantarelopera.com?)
Per cui se hai davvero voglia di imparare molla la tua insegnante (non è per niente consolatorio ma purtroppo esistono moltissimi casi come il tuo... è un argomento che merita un approfondimento a parte, e comunque una vergogna!) datti da fare, cerca una persona in grado di darti una buona impostazione.
Comincia a guardarti intorno, partecipa a qualche corso come uditrice, informati.
Oggi per fortuna sapere e conoscere è più facile, ci sono i forum, facebook, puoi trovare confronto e indicazioni.
Se davvero lo vuoi, troverai la la tua strada.
Prima di tutto devi credere in te stessa e poi il resto viene da sè.
Un abbraccio!
Giulia
Leggende metropolitane
Ciao Giulia!!
Ho un pò di domande/leggende metropolitane sul canto, spero tu possa chiarirmi le idee (giusto per esser sicuri):
1) è vero che se si studia per aumentare l'estensione verso le note acute si perdono progressivamente le note basse e vice-versa?
2) è vero che persone con "molto grasso corporeo" posso sostenere voci più piene e colorate?
3) è vero che se si trova una corretta tecnica vocale si puo cantare per molti anni intendo anche verso i 70/80, oppure la voce decade prima?
4) è vero che se la voce è troppo piena/scura (ho paura a usare queste definizioni) non si possono facilmente cantare parti d'agilità (es. Rossini), o anche un soprano wagneriano con lo studio può cantare Rosina nel Barbiere di Siviglia?
5) ed ultima è vero che se cerco fin da subito un colore scuro nella mia voce rischio di rovinarla?
Probabilmete sono domande stupide, comunque sono curioso di sapere le risposte!
E come ultimissima domanda, essendo un tenore ho ascoltato e visto alcuni masterclass in internet del maestro Pavarotti dove dimostrava la differenza tra un Fa "non coperto" e un Fa "coperto"(intendo il Fa del passaggio) (i video erano in inglese quindi ho tradotto "Covered" come "coperto") mi potresti spiegare se è effettivamente utile coprire o no? e che cosa si intende per coprire un suono?
Grazie Mille
Aldo
Ciao Aldo,
grazie per le interessanti domande.
E' vero, sono argomenti ricorrenti ma proprio per questo di largo interesse.
1. No, non è vero.
Una cosa è lo studio, altro è il repertorio.
Se studi bene è giusto, anzi fondamentale esplorare tutte le possibilità della propria gamma vocale.
Con il tempo poi la voce si "stabilizza" nella tessitura che gli è più consona.
Quando invece si sceglie di affrontare un determinato repertorio allora sì che il dedicarsi ad un certo tipo di linea melodica impone delle "scelte" anche di tessitura, quindi privilegia alcune zone della voce.
Ad esempio se canti Nemorino non puoi affrontare contemporaneamente Canio... e se vai a leggere le note e la scrittura capisci quanta differenza c'è....
2. Non è assolutamente vero dacchè il sostegno si realizza tramite l'ausilio dei muscoli addominali, e non del grasso...
3. Verissimo
4. Vedi risposta n.1, anche se l'agilità e spesso una dote naturale, bisogna esservi inclini altrimenti diventa difficile.
5. Si, nel senso che per trovare un colore scuro spesso si tende a spingere laringe e diaframma verso il basso cercando pericolosamente di ampliare il suono attraverso strutture che non servono a questo scopo.
Coprire il suono: detto in due parole significa mettere in atto quel meccanismo di passaggio di registro per cui il palato molle si alza, la laringe si inclina in avanti, dando origine ad un suono più morbido e controllabile specie verso la parte medio-alta della tessitura.
Spero di averti soddisfatto.
Un abbraccio
Giulia
Maledetta rigidità!
Ciao giulia,
cercando una risposta ai miei problemi ho scoperto con gran piacere il tuo sito e ho pensato che forse tu potresti aiutarmi.
Studio canto lirico diciamo da 2 anni...ovvero sono 2 anni che sono in conservatorio ma il primo anno ho avuto per insegnante l'incompetenza in persona (rovina voci e per di più incapace lei stessa di cantare!!!) e quindi si faceva solo finta di cantare; naturalmente qualcosa di buono è stato fatto, ma davvero poco!!!
Passato l'anno c'è stato il cambio insegnante. La mia attuale insegnante è bravissima a cantare e soprattutto ha un buon metodo di insegnamento.
A parte questo, sarà che ho perso un anno tra pianti e poco canto e forse ho troppa fretta, ma ho un quesito: sono un soprano da definire...non ho ancora 20 anni e sono passata da una definizione di leggero a molto probabilmente lirico, ma per il timbro è ancora presto, va bene.
Ho una voce squillante, piena e non chiarissima, le note gravi molto buone, ho un buon suono di petto e mi hanno detto che sono molto forte e questo mi aiuterà negli acuti.
Il punto è che questa forza mi crea rigidità!!! Arrivo tranquillamene al fa# dove molto probabilmete ho il passaggio, dopodichè addirittura una nota frivola come il sol mi riesce difficile.Cioè i suoni ci sono ma escono fuori brutti suoni fissi, sarà forse la paura di steccare non lo so, ma questi acuti proprio non mi vengono, non vogliono vibrare e non sono pieni. Non ho gravi problemi di tecnica, sempre relativamente ai 2 anni (che poi sarebbero 6 mesi non contando la brutta esperienza in conservatorio!!), cioè la voce è fuori in maschera, non ingolo e la respirazione è decente, certo non perfetta, ma non è male (sempre a detta del mio insegnante!!) ma allora perchè questi acuti non vogliono uscire??è solo questione di tempo??e quanto??ti ringrazio anticipatamente!!!!
Lucia
ps:un 'ultima domanda...ma quanto possono essere attendibili i foniatri quando ti dicono il timbro??
Ciao Lucia,
allora, facciamo un po' di ordine...?
Inutile dirti, sicuramente lo sai già, gli acuti sono un "ostacolo" per tutti (o quasi) coloro che studiano il canto.
Allo stesso tempo rappresentano una meta ambitissima, affascinante, hanno un potere quasi magico.
Questo è normale, perchè oltre ad una stimolazione "neuro-fisica" notevole rappresentano anche "l'ignoto" ciò che non conosciamo, e quindi ci spaventa
ma ci attrae.
Ho fatto questa premessa perchè secondo me è importante sapere che la conquista di un acuto è spesso legata ad altri fattori: tu la chiami giustamente rigidità, ma non è solo una rigidità fisica, ha a che fare anche con altri aspetti della nostra personalità.
Andiamo però nel concreto:
1. Studi da due anni, di cui uno diciamo poco "redditizio". Alla fine, tu dici, sono sei mesi. Pochi. Pochi per capire che tipo di vocalità sia la tua. Ti consiglio
più calma, e un po' di pazienza.
2. Gli acuti che non ti vengono. Mi hai dato molti indizi che fanno pensare ad una tecnica non corretta. Il primo è che sei passata da leggero a lirico (cioè la voce si è irrobustita e ha perso qualche nota in acuto?) Il secondo è che hai note gravi e di petto buone.
Tutto mi fa pensare che ti stia adagiando nella ricerca della pienezza del suono, del suo rafforzamento, del corpo della voce.
Penso sia questo il motivo principale per il quale non riesci a salire all'acuto.
L'acuto si approccia con leggerezza, con morbidezza, cantando sul fiato.
Non sono una maga....posso sbagliare..ma è un errore comune a molti giovani.
E' bello compiacersi della propria voce, ed è anche giusto...ma attenzione a non esagerare...
Ed è compito dell'insegnante accorgersi se si è imboccata questa insidiosa strada.
Per quanto riguarda i foniatri e il timbro: I foniatri (attenzione...sono pochi quelli davvero preparati sulla voce cantata) possono darti indicazioni precise sulla morfologia del tuo organo vocale. Questo può essere un grande aiuto per la classificazione di una voce.
Però il timbro, la "qualità" vocale, il repertorio e la specificità di ogni voce si definisce con lo studio.
Ci sono attitudini vocali e musicali che non si possono misurare scientificamente...
Spero di averti dato una mano
Un abbraccio
Giulia
Valutazione progressi
Ciao Giulia,
Volevo aggiornarti un po' sulla mia situazione. Finalmente dopo 3 anni di sforzi inutili a settembre ho cambiato insegnante. Ho trovato su www.cantarelopera.com il contatto di un'insegnante di Milano.
Mi trovo molto meglio: mi da precise indicazioni didattiche ed ho scoperto con piacere che lei stessa conosce la tecnica di respirazione e gestione del fiato del Maestro Patalini.
Tuttavia dopo la precedente esperienza negativa i dubbi di non essere sulla strada giusta mi rimangono sempre.. Vorrei sapere dopo quanto tempo secondo te è possibile fare delle valutazioni pratiche e di che genere.. So che è una domanda difficile ma spero mi potrai dare qualche consiglio!
Grazie come sempre
Susy
Ciao Susy,
Venendo alla tua nuova insegnante: è una bravissima cantante, ha fatto una carriera internazionale e benchè non la conosca personalmente ha tutte le carte in regola per essere un'ottima formatrice, anzi salutamela!!!
Venendo alla tua domanda, mi sembra che una valutazione "pratica" si possa fare senz'altro, credo piuttosto si debba fare, sia necessario.
L'ideale sarebbe far convivere la capacità di "affidarsi" con una soglia di attenzione e di "coscienza critica" elevata.
Affidarsi è l'unico modo per sperimentare davvero se stessi, lasciarsi andare: condizione fondamentale per un raffinato apprendimento del canto.
Dall'altra però essere in grado di capire se l'insegnante che abbiamo scelto è giusto per noi e sa fare il suo lavoro è altrettanto fondamentale.
Le indicazioni nascono dalla capacità di capire da dove derivino il disagio che proviamo o le difficoltà che incontriamo.
Domanda n.1 : sono disposta a mettermi in discussione e accettare (fisiologici) alti e bassi nello studio?
Domanda n. 2: Ho un idea già formata della mia voce oppure sono curiosa di sapere come diventerà studiando?
Domanda n. 2: compio dei progressi (tecnici, musicali)?
Domanda n. 3: ho più o meno voglia di studiare rispetto a prima?
Domanda n. 4 (fondamentale!): ho qualche problema alla voce (afonia, stanchezza, dolori qua e là?)
Fatti questa domande tra qualche mese (diciamo almeno 4 mesi) e molte cose saranno chiare.
Un abbraccio
Giulia
Come ottenere il vibrato
Ciao Giulia,
sono Alice, (46 anni).
Da diversi anni canto (a livello amatoriale ) in un coro polifonico. Pur avendo una voce naturalmente bassa, grazie all'impostazione vocale (lirica) che ci ha trasmesso il nostro maestro (che non è maestro di canto) canto nella sezione soprani. Io ed alcune altre ragazze siamo riuscite a capire come emettere il suono vibrato ma non riusciamo a farlo capire a nuove ragazze che si sono aggiunte al coro.
Potresti cortesemente darci alcune indicazioni, consigli pratici o libri di testo da consultare per aiutare anche le altre a capire questo metodo?
Grazie.
Ciao Alice
Cara Alice,
scusami ma voglio dirti scherzosamente che la tua email è a dir poco sorprendente.
Hai una voce bassa e canti nei soprani grazie all'impostazione lirica del tuo maestro che non è maestro di canto...oddio...che significa?
Sul vibrato, ho già scritto, e mi perdonerai l'auto-citazione:
E' composto da due fattori
1. uno fisiologico:
E' un movimento molto piccolo della laringe, non volontario.
Non si impara, viene da sè, è necessario per un funzionale uso della laringe che altrimenti sarebbe sottoposta a sforzo, ed è tipico e imprenscindibile dall'impostazione lirica.
E' un meccanismo che consente alla voce di trovare il giusto equilibrio "atletico", senza stancarsi. Il suono, vibrando, trova il perfetto modo di esistere. Vibrare significa alternare in maniera impercettibile "tensione" e "riposo" nella laringe.
2. Uno "acustico"
Cioè è l'effetto prodotto dalla presenza degli armonici della voce. E lo studio del canto lirico è fondamentalmente la ricerca della risonanza, dell'eco, degli armonici.
Dunque non esiste uno studio specifico ottenere il vibrato, ma scaturisce naturalmente da una corretta impostazione tecnica.
Ma attenzione...perchè c'è vibrato e vibrato....
Un abbraccio
Giulia
Prenoduli e reflusso
Ciao Giulia, mi chiamo Livia e ho 28 anni. Canto da 8 anni leggero, ma poi ho scoperto la mia passione: IL CANTO LIRICO!!!
Studio da tre anni; all' inizio cantavo senza problemi, prendevo puntualmente re bemolle....Il punto era un altro: come lo prendevo!!!! Io purtroppo non potevo sapere se era giusto o meno, cantavo per pratica non per tecnica...e poi i problemi.
Mi sono svegliata un giorno e ero senza voce. Dopo 15 giorni sono andata dal foniatra:ISPESSIMENTI PRENODULARI AL TERZO MEDIO!!!! Volevo morire!!! Ho avuto un forte calo emotivo, sono stata male!!! Poi logopedia e tutto è andato bene....ma quando cantavo avevo paura, timore e quindi...sempre peggio...
Ho cantato dopo sei mesi di silenzio e le corde hanno ripreso tono e il foniatra mi ha rincuorato dicendomi che potevo cantare...E allora di nuovo...ma qualcosa non andava...
Ho cambiato insegnante, mi ha detto che avevo una tecnica sbagliata, cantavo di "fibra" e non di fiato.
Ora sto facendo progressi,ma dopo il LA "sfiato" letteralmente; lei dice che non è un problema, anzi io sono ancora malata e quindi è normale. (Premetto che faccio ancora logopedia e vado ogni 6 mesi dal foniatra il quale mi ha trovato meglio...ahhh dimenticavo sto curando anche il REFLUSSO GASTROESOFAGEO!!! Come per dire non mi manca nulla) Volevo chiederti: posso cantare ancora secondo te? Sono un soprano lirico, ho un timbro veramente interessante, posso farcela? Devo rinunciare? DAMMI TI PREGO QUALCHE BUON CONSIGLIO, CONSIDERANDO CHE QUESTO PROBLEMA MI TURBA ANCHE PSICOLOGICAMENTE (quando infatti non ce la faccio vado in bestia, quando ho un raffreddore mi dura un mese ecc ecc).
ASPETTO CON ANSIA TUE NOTIZIE.(anche se crudeli!!!)
Cara Livia,
la tua email è una sintesi perfetta di quello che accade molto più frequentemente di quanto si pensi.
Puoi senz'altro cantare e progredire a patto che:
1. metti a posto la respirazione: il reflusso grastroesofageo è un tipico disturbo di chi blocca il diaframma e "spinge" in basso con inevitabili conseguenze per tutto l'apparato fonatorio.
2. la logopedia secondo me serve poco nel tuo caso: devi imparare a cantare "sul fiato" e non agendo sui muscoli.
E' un lavoro di rieducazione di tutto il corpo, e devi essere pronta a metterti in discussione.
Se ne hai davvero voglia e sei determinata, ricontattami.
Vedrò come posso aiutarti.
un abbraccio
Giulia
Gola, testa e...
Salve, inizio col dire, che adoro cantare. L'anno scorso per la prima volta sono andata da un insegnante di canto, la quale mi ha sempre fatto cantare le canzoni di gola, senza insegnarmi alcuna tecnica.
Quest'anno invece ho cambiato insegnante e vado da una cantante lirica, che invece, tutto il contrario, mi sta insegnando tantissima tecnica e infatti le nostre lezioni sono quasi interamente dedicate a questa. Inoltre mi fa cantare tutte le canzoni anche quelle moderne pensando le note "in testa", e vedo che è completamente diverso da come cantavo prima. Mi sento anch'io diversa e provo difficoltà a cantare in questo modo, mi è piu facile cantare di gola, e per questo ora sono colpita da un dubbio enorme e per questo mi sono rivolta a lei. La mia domanda è: " Le canzoni moderne di musica leggera, no l'opera, si devono cantare di gola o pensado la nota in alto ? "
Spero mi possa dare una risposta perchè non sto capendo piu nulla. La ringrazio in anticipo.
A presto.
Carissima Silvy, posso dirti una cosa? Mi fai quasi tenerezza!!
In un mondo in cui si sente ormai parlare quasi esclusivamente di cose come il "muscolo cricoaritenoideo" sentir dire "gola" e "testa" come semplificazione dei due principali registri della voce ha un sapore quasi buono delle vecchie cose di una volta...
Non me ne vogliano gli esperti e i sostenitori delle scuole più in voga, ma bisogna pur tener conto di come i ragazzi percepiscono le sensazioni del canto. La gola e la testa appunto, sono i due parametrii chiave della voce.
Cara Silvy, hai ragione ad essere confusa!!!
Dì alla tua insegnante che la musica "moderna" (ma quale poi? leggera? jazz? rock?) non si può cantare come la lirica e che dunque il registro di testa serve in misura marginale ed è normale che ti venga istintivo cantare la musica leggera di "gola" (diciamo "di petto" via, che è più comune).
Quindi dovrebbe insegnarti a cantare di "petto" (diciamo "a voce piena" via, così ci capiamo tutti) e insegnarti il registro di testa che nella musica leggera si usa sporadicamente (almeno in quella italiana).
Il mio consiglio è: a ognuno il suo mestiere.
Che i cantanti lirici insegnino la lirica oppure si aggiornino e studino (prima di tutto su se stessi) le altre tecniche.
Per farmi perdonare: fai un corso sulla meccanica laringea e uno sulla meccanica diaframmatica, e ascolta i tuoi cantanti preferiti.
Se non sai a chi rivolgerti riscrivimi e ti darò indicazioni precise. Non perdere l'amore per il canto.
Un saluto davvero affettuoso
Giulia
Baritono leggero o tenore-baritono?
Ciao Giulia
Ho appena scoperto il sito www.cantarelopera.com e l'ho trovato molto interessante e istruttivo, e anche io ho delle domande per te!!
Sono un ragazzo di 20 anni e studio canto lirico da 1, ho avuto due professoresse, la prima (una ragazza neo diplomata) mi ha detto che con la mia estensione e timbro vocale appartenevo alla categoria dei "baritoni chiari" ma ora con la mia nuova professoressa (insegnante "anziana" con una carriera alle spalle) mi ha detto che per la mia estensione e per il mio tibro sono un "Tenore-Baritono", e ora come penserai anche tu sono molto confuso e non capisco a quale categoria appartengo!! Mi hanno detto che ci vuole tempo prima che la voce si "stabilizzi" ma quanto ci vuole?? diventerò un baritono o un tenore??
Grazie
Ciao,
la questione che ti agita è in realtà abbastanza comune.
Infatti, come ho già scritto in questa pagina, la classificazione della voce tiene conto di tanti parametri: estensione, timbro, corpo ecc.
La distinzione tra "baritono chiaro" e "Tenore-baritono" poi, è davvero sottile.
E' vero, ci vuole tempo, il tempo necessario anche per capire qual è il repertorio più adatto alla tua vocalità.
Diciamo almeno un paio d'anni ancora (mmmhh forse di più..)
E sarà proprio il repertorio che farà la differenza!
Se ti può consolare, Placido Domingo ha debuttato da baritono ed è poi diventato uno dei più grandi tenori al mondo.
Non preoccuparti, verrà tutto da sè.
A presto
Giulia
Mi piace cantare ma...non so da dove cominciare
Cara Giulia mi chiamo Gianni e ho 25 anni e credo nessuna predisposizione al canto, faccio totalmente altro nella vita... e chi quelle poche volte mi ha sentito cantare si e’ messo le mani nei capelli, ma a me piace molto... vorrei imparare ad utilizzare il mio strumento. Secondo te ho chance anche io? perche anche se leggo che alcuni scrivono che partono da zero immagino che comunque anche una lieve inclinazione l’abbiano... io no, o almeno non penso... e la seconda domanda che ti vorrei fare e’: tu mi consigli per un’impostazione tecnica della voce e della tecnica in se un approccio lirico o moderno? ho letto che sono due cose molto differenti. Io ho sempre pensato che la voce lirica e la voce del canto moderno dipendesse dalla propria voce non da come si usa e la si studia... sbaglio? illuminami se puoi e dammi qualche diritta.
Con affetto gianni
Caro Gianni,
andrò un po' controcorrente e dico: chi ha attrazione per il canto ha dentro di sè la possibilità di cantare.
Cioè il solo fatto di esserne attratto è un indicatore di attitudine.
Ciò non vuol dire che tutti poi diventino dei bravi cantanti, ma è un inizio.
Chi ti ha detto che non hai inclinazione? Un maestro, gli amici? Sei andato a lezione?
Poi non è che alcuni partono da zero: tutti partono da zero nello studio della tecnica vocale. Ci sono voci più o meno facili, naturali, belle, ma tutti devono studiare!
Riguardo l'impostazione, in parte hai ragione: alcune voci sono nettamente inclini al canto lirico, altre hanno caratteristiche più adatte al canto moderno.
A te cosa piace di più? Scegli tu la tua strada.
E soprattutto un bravo maestro.
Fammi sapere
Giulia
Padroneggiare l'acuto
Giulia, ti prego rispondi solo a questa mia domanda.
Durante le mie lezioni di canto con i vocalizzi arrivo senza alcuno sforzo al la naturale e poi con un po' di tensione al si bemolle, quando poi devo emettere il si naturale ci arrivo stringendo la gola (e si sente e si vede lo sforzo..) perche' il suono e' tutt'altro che morbido, e' una freccia acuminata direi, e mi si tende tutto. Ma se viene e' fortissimo...
In questi casi la mia insegnante mi dice che invece devo emettere il si morbido, sull'aria, insomma piano-piano, anche se si sente appena.
Ed io mi sento cosi' mortificata.... perche' a me fare il si naturale con un filo di voce mi sembra fisicamente impossibile, e' come se mi dicessero quasi, non so, qualcosa come: hai il passo pesante quando cammini veloce! Dovresti piuttosto provare a sollevarti da terra e correre sull'aria! e penso sempre: ma che mi vorranno dire??
Poi mi sente dire che all'acuto dovrei rilasciare e ammorbidire, tutta la gola, aprendo la bocca e la gola ma sempre in maniera morbida, senza tensioni; ma perche' io non capisco nel mio corpo come si fa ad ammorbidire al si naturale?
Non so, forse mi ripeto. Ma vorrei sapere se tu pensi che emettere il si naturale con un filo di voce, morbido, morbido, sia piu' facile e fattibile che "urlarlo" come faccio io....
Cara Daniela,
non esiste una nota isolata dal contesto.
Tu "urli" il si perchè spingi il suono che, evidentemente non è adeguatamente preparato.
Il nodo della questione non sta in quella nota, ma nelle note precedenti.
Anche se ti sembra di arrivare senza sforzo al la naturale, bisogna vedere se le note precedenti sono accettabili perchè obiettivamente più "facili" o se sono emesse in modo corretto.
Io, perdonami, dubito che sia la seconda ipotesi. Cioè dubito che dopo il la ci sia uno "scalino" improvviso.
L'ideale è cantare sempre sul fiato e non è necessario urlare il si. Chi ti parla del si con un filo di voce senza occuparsi di tutta la tessitura non fa che metterti in crisi: è sbagliato l'approccio.
Ogni suono è "figlio" del precedente e "padre" del successivo.
Un abbraccio
Giulia<
Iniziare lo studio del canto
Cara Giulia,
ho 19 anni e mezzo e studio pianoforte (privatamente, ma con esami al conservatorio) da oltre dieci anni. Sono stato sempre affascinato dal canto lirico, fin da bambino. Se vuoi un aneddoto, conoscevo a memoria un'audiocassetta di Mozart - di quelle che uscivano allegate ai quotidiani (credo fosse il Corriere) - contenente su un lato la meravigliosa sonata in la minore per pianoforte (András Schiff), sull'altro Fuor del mar dall'Idomeneo, eseguita dal nostro Luciano Pavarotti, il duetto Là ci darem la mano e Der Hölle Rache, eseguita dalla nota belcantista nonché acclamatissima Regina della Notte, Christina Deutekom. Andavo da una parte all'altra della casa imitando Pavarotti e la Deutekom.
Mentre continuavo col pianoforte, cominciai ad ascoltare sempre più opere liriche: il "grande incontro" fu con un Norma del'56 diretta da Tullio Serafin, con Maria Callas e Mario Del Monaco, che sono rimasti, naturalmente i miei preferiti (al di là di alcune loro scelte di repertorio, ma ne parlo più sotto). Arrivarono poi le altre emozionanti "scoperte": Elisabeth Schwarzkopf, Kirsten Flagstad, Lauritz Melchior, Montserrat Caballé, Joan Sutherland... non li ricordo neanche tutti!
Ora mi sono deciso a intraprendere lo studio del canto, e voglio farlo seriamente. Che cosa mi consigli circa la scelta dell'insegnante?
Tieni presente che a me interessa un certo tipo di repertorio, essendo comunque legato "idealmente" e avendo sempre ascoltato e sognato di cantare Mozart, Bellini, Donizzetti, Rossini, ecc., non vorrei, diciamo così capitare con un maestro che non sa che oltre ai Veristi e a Puccini sono esistiti appunto compositori che richiedevano ai cantanti di avere una certa estensione, saper dosare alla perfezione il fiato, eseguire un trillo, curare la bellezza del timbro (mica per niente si parla di BELCANTO!)... Inoltre a me interesserebbero anche il repertorio oratoriale e liederistico, normale cosa, per esempio, per gli "onnivori" cantanti di scuola tedesca come la Schwarzkopf, un po' meno per i cantanti italiani, di fatto o d'adozione (come la Callas)...
Quindi: i primissimi mesi di studio, gli insegnamenti di base sono uguali per tutti? posso iniziare a studiare con un maestro o una maestra che non siano propriamente fans di Bellini, per poi passare, magari dopo un annetto, a cantare con un altro insegnante e riuscire lo stesso ad affrontare un domani, ipoteticamente, un Paolino, un Almaviva o un Tamino??
Scusa la prolissità, ma è importante! Ti ringrazio tantissimo e complimenti per i tuoi impegni e la tua pazienza. Lorenzo
Caro Lorenzo.
devo dire che fa sempre piacere incontrare ragazzi della tua età con una così spiccata attrazione per il canto, e con una base di conoscenze già buona.
Se me lo consenti, mi hai fatto rivivere alcuni momenti della mia vita, quando, studentessa di pianoforte al Conservatorio, rinunciavo al mare o alle uscite in comitiva per ascoltare i concerti per pianoforte e orchestra di Brahms o i preludi di Debussy. Non so se questo sia stato positivo o no: però so che quando hai una passione così forte è giusto viverla fino in fondo, come la propria sensibilità richiede, in barba a stereotipi, modelli e parametri del tutto discutibili di norma e normalità. Fine della digressione.
Dunque, puoi-devi iniziare a studiare.
L'insegnante bravo lo trovi, meglio che sia uomo.
Tu hai le idee molto chiare. TROPPO chiare. Questo, mentre è rivelatore di una personalità decisa e forte, dall'altra parte può costituire un problema.
Ti spiego perchè.
Lo studio del canto è la scoperta della voce. Quindi non la costruzione di meccanismi estranei alla nostra natura, quanto la capacità di usare in maniera "artistica", e quindi molto complessa, le strutture muscolari e unirle al pensiero musicale che si forma nel tempo con lo studio.
Ciò richiede una grande apertura mentale. Proprio perchè lo studio del canto è una continua scoperta, potresti imbatterti in suoni che non ti piacciono, in difficoltà impreviste, potresti dover studiare esercizi e brani che non incontrano il tuo gusto. Per questo motivo, partire con idee troppo precise circa lo studio del repertorio o la vocalità può essere, paradossalmente, un limite.
Il cantante è un esploratore curioso, attento, ma senza bagagli. Pronto a cambiare strada se è impervia, ma anche capace di osservare senza giudicare.
Se vuoi scoprire la tua vera natura vocale, nei primi anni almeno, devi lasciarti andare. Certamente, tutto questo in buone mani.
Per il resto, la tua natura farà la sua strada.
A livello di conoscenze, mentre segui il tuo percorso vocale, ti consiglio di :
• studiare la meccanica e la fisiologia laringea e diaframmatica (oggi si può! ed è utile per alcuni aspetti della tecnica)
• ascoltare i grandi cantanti
• continuare a studiare il pianoforte
Calorosamente auguri!
Giulia
Conservare la voce nel tempo
Cara Giulia, ho letto per caso i consigli che saggiamente dai a chi si avvicina al bel canto. anche io ti chiedo per favore se puoi dirmi in quale modo una voce educata in conservatorio per molti anni, con diploma superiore di canto, soprano leggero negli anni 80, puo' consevare la sua brillantezza e la sua forza. Frequento assiduamente cori polifonici, ma ho qualche anno in piu... ti ringrazio . Una appassionata del bel canto.
Carissima,
comprendo la nota di nostalgia nelle tue parole e, credimi, la faccio mia.
Chi ha conosciuto il "piacere" del cantare, un benessere fisico e psichico, totalizzante, lo porta sempre nel cuore, anche se non ha calcato le scene o sono trascorsi un po' di anni.
La voce, se rispettata e curata, è uno strumento instancabile che dura nel tempo molto a lungo, fino a tarda età.
In questo senso ci sono esempi eclatanti nella storia del canto, solo per citarne due: Magda Olivero e Giacomo Lauri Volpi.
Cantare in un coro è un'esperienza altamente formativa per certi versi, ma può avere ricadute negative sulla voce, perchè spesso la tecnica viene trascurata o affrontata in maniera superficiale.
Ma se hai studiato tanto nel passato, e hai desiderio di ritrovare la tua piena forma vocale, non aver timore o disagio nel riprendere a studiare, a fare qualche lezione con un'insegnante.
E' la strada più breve e più efficace.
Un abbraccio
Studiare canto sui libri
Cara Giulia, canto in coro da circa due anni, mi potresti indicare un titolo di qualche libro che insegni un buon metodo per imparare il canto lirico?
Grazie mille
Gigi
Carissimo Gigi,
prendo spunto dalla tua email per chiarire ancora una volta questo importante punto: non si può studiare il canto sui libri!
Principalmente per quel che riguarda l'allenamento muscolare che è particolare, raffinato, mirato, specifico, coinvolge piccoli e grandi muscoli; e per quel che riguarda il suono, che bisogna imparare a riconoscere nelle sue varie qualità e sfumature e imparare a mettere in correlazione con le sensazioni fisiche corrispondenti.
Ricevo moltissime email sull'argomento, di ragazzi o persone che non possono andare a lezione per i più svariati motivi.
Io dico sempre: anche se non si riesce a seguire un percorso di studi regolare, non si può prescindere da una guida, almeno per i primi anni.
Le letture, gli ascolti, le riflessioni personali sono fondamentali ma a complemento e integrazione dei consigli dell'insegnante.
Il canto "fai da te" rischia solo di creare confusione e spesso induce ad acquisire difetti molto difficili da correggere.
Ci sono insegnanti bravi e onesti che, anche se non ti insegneranno tutto, potranno almeno salvaguardare il delicato meccanismo della laringe, strumento ad un tempo potentissimo e fragile. Un caro saluto
Studiare con due insegnanti...è possibile?
Ciao Giulia,
sono ancora Susy.
Come ti ho detto, la mia insegnante si è presa dei mesi di pausa per
un importante impegno; allora ho deciso di farmi ascoltare da un'altra insegnante... Non
che non mi trovassi bene con la mia, ma ho pensato che una persona che non mi
aveva mai sentito avrebbe potuto individuare problematiche che magari una
persona che mi ascolta sempre (e da sempre, e che con me ha realizzato un lungo
e faticoso percorso in cui ha dovuto demolire e ricostruire su più fronti) non
riesce a mettere a fuoco. Inoltre sentivo il bisogno di farmi ascoltare da
un'insegnante che avesse il mio stesso tipo di vocalità (io sono un soprano lirico-leggero) e che quindi potesse
meglio venire incontro alle esigenze di emissione del mio registro vocale..
Ebbene, il mio tentativo è stato provvidenziale; infatti la persona che mi ha
ascoltata (che, così come la mia insegnante, è anche una cantante affermata e
piuttosto famosa) ha subito individuato il mio problema: non" immascheravo" bene
il suono e avevo troppa cavità e risonanze troppo basse Per questo ho iniziato
a lavorare sul sollevare zigomi e sul trovare posizioni alte, e devo dire che
in poco tempo ho già ottenuto buoni risultati: ora sì che sento che quello che
mi esce dalla bocca è un suono più facile e naturale, mentre prima avvertivo quasi
sempre una mole di pesantezza, che attribuivo invece a una carenza nel sostegno
(e a sua volta sostenere mi risultava molto più faticoso di adesso)...
Bene, a questo punto ti chiedo:
1) Cosa ne pensi delle sensazioni che avverto cantando come mi dice questa
nuova insegnante? Credi che, finalmente, io possa aver trovato la via
risolutiva?
2) Quando la mia insegnante riprenderà a fare lezione posso alternare le
lezioni di entrambe le insegnanti? Non vorrei abbandonare l'insegnante n. 1
perchè la ritengo bravissima e dotata di un orecchio straordinario per valutare
se un modo di cantare è sano (tanto per fare un esempio, l'insegnante n. 2 non
si accorge se insieme al canto ci sono fuoriuscite d'aria o se mi si stringe un
po' la gola); inoltre l'insegnante n. 2, abitando lontano, può farmi lezione
solo una volta al mese...
Poi, poichè per acquisire crediti formativi quest'estate vorrei fare una masterclass ho visto che nella mia citttà ce n'è una tenuta da un Maestro che mi dicono usi la tecnica dell' "affondo": vorrei sapere se conosci questa tecnica e cosa ne pensi.
Ti ringrazio anticipatamente per la risposta... e per la pazienza!!! Sei
grande.
Susy
Cara Susy,
dopo un po' di tempo cambiare insegnante, o quantomeno farsi ascoltare da
altri, non solo è positivo, ma direi consigliabile!
Nessuno, per quanto bravo e preparato, può riunire in sè tutte le qualità e
le competenze necessarie ad insegnare il canto.
E' giusto prendere da ognuno quello che ti può dare, non troverai mai
un insegnante che ti darà TUTTO.
Hai fatto benissimo a prendere lezioni con questa nuova persona.
Quella dell'equilibrio tra le parti "scure" e "chiare" del suono o, se
preferisci, dello "squillo" e del "corpo" della voce è un argomento chiave.
L'ideale sarebbe trovare una giusta mediazione.
Non sono molti gli insegnanti che ne hanno piena consapevolezza. C'è chi esagera in un senso e chi
nell'altro.
Credo che tu sia giustamente entusiasta di questo "sollevare gli zigomi"
perchè hai trovato una posizione più alta del suono.
Ma non puoi pensare che questa sia la via risolutiva. Attenzione a portare
il suono troppo avanti: può essere pericoloso quanto "affondarlo"!
Ti può essere in questo momento, per trovare smalto e brillantezza nella voce. Dopo però devi cercare
una dimensione equilibrata.
Io ti consiglio di partire dalle tue sensazioni: dove e quando ti senti più
a tuo agio?
Segui la tua natura e il tuo "istinto" (seppure ormai un po' condizionato):
pensa e valuta in libertà senza paura di dire a te stessa la verità che hai nel cuore:
chi meglio di te può sapere?
Quanto alla tecnica dell'affondo, ti sconsiglio vivamente di praticarla.
Fai una masterclass con una donna, del tuo stesso tipo vocale.
C'è solo l'imbarazzo della scelta nei mesi a venire...
Un abbraccio
L'omogeneità della gamma vocale
Carissima Giulia,
è la prima volta che ti scrivo, ma leggo sempre con interesse le tue risposte.
Sono un soprano lirico-leggero, ho quasi 26 anni e studio da 6 anni e mezzo.
Sono diplomata e ora sto frequentando l'ultimo anno del secondo livello;
ciononostante la mia tecnica è ancora ben lontana dall'essere consolidata, poichè in conservatorio ho trovato solo insegnanti che non mi hanno capita né incoraggiata, anzi... ne ho subite di umiliazioni e ne ho versate di lacrime davanti a tutta la classe.
Per i primi due anni ho avuto solo il mio maestro del conservatorio, il quale,non riuscendo a spiegarmi come prendere gli acuti, mi faceva cantare brani più bassi rispetto al mio registro (anche roba da mezzosoprano), così avevo la voce tutta affossata e anche prendere un SOL acuto era diventato una fatica. Da quasi quattro anni ormai ho anche un'insegnante privata, che mi ha fatto prendere coscienza di essere un soprano lirico-leggero e mi ha fatto scoprire i miei acuti e sovracuti praticamente "vergini": inizialmete sembravano lamenti, ma pian piano sono riuscita a liberarli, a sistemarli un po', e a portare il loro squillo anche nelle note gravi, liberando così la
prima ottava.
Tutto questo lavoro mi ha portato però uno scompenso nel capire la giusta posizione di tutta la gamma dei suoni: ad esempio per evitare di tornare ad affossare la voce canto le note basse troppo di testa, ho difficoltà a
trovare la posizione delle note dal DO terzo spazio al FA diesis, che prendo in tanti modi diversi, e di conseguenza anche gli acuti, avendo una preparazione ogni volta diversa, a volte sono troppo larghi e stimbrati, a volte troppo puntati e striduli...
A tutto ciò si aggiunge che, a detta di chiunque mi sente, ho un timbro che, anche se educato, è leggermente metallico, tendenzialmente puro, con poco vibrato e pochi armonici... per cui devo cantare in modo pressoché "perfetto", poiché (a differenza di una voce pastosa con un bel vibrato) ogni minima sbavatura si avverte subito e risulta fastidiosa per chi mi ascolta.
Quello che, a mio parere, devo trovare, è l'uniformità timbrica in tutta la gamma dei suoni: insomma dei binari lungo i quali la mia emissione deve viaggiare, per non avere "sorprese" o incognite sugli acuti... Ma quali sono
questi binari? E come mi accorgo se ho trovato quelli giusti? Mi accorgo che posso emettere i suoni in più modi diversi senza stancarmi , e non so quale sia "il mio"...
Credo che adesso anche la mia insegnante, per quanto sia brava e io la stimi per tutto il lavoro che ha fatto con me, brancoli un po' nel buio, perchè spesso capita che da una lezione all'altra mi dia indicazioni diverse...
È per questo che mi sono rivolta a te con questo interminabile sproloquio, sperando tu sia riuscita, attraverso le mie parole, a farti un'idea di quale sia il mio problema e, spero, la via per risolverlo. Mi scuso ancora per la
lunghezza della mail e aspetto con speranza una tua risposta.
Un caro saluto.
Susy
Carissima Susy,
grazie per la fiducia che riponi in me.
Mi spiace davvero che tu abbia sofferto: se ti può "consolare" ti dico che studiare canto porta con sè una parte inevitabile di sofferenza intrinseca : cantare rende felici, ma anche tristi e angosciati.
Non è giusto attribuire tutte le responsabilità agli insegnanti: l'insegnante è un punto di riferimento insostituibile (almeno per un po'),
ma la forza e l'energia e soprattutto la capacità di sopportare alti e bassi (inevitabili) senza scoraggiarti la devi trovare in te.
Non vado oltre, è un tema di vasta portata.
Torniamo al dunque.
Prima di tutto rovescerei la visione della cosa: il riuscire a fare gli stessi suoni in più maniere senza stancarti in maniera è senz'altro da considerarsi una ricchezza, piuttosto che un limite: puoi scegliere!
Vuol dire che hai imparato diverse modalità di emissione del suono, e questo è utile quando si canta.
Sai benissimo, ad esempio, che una cosa è tenere un acuto, altro è "toccarlo" di passaggio, altro è cantarlo staccato o picchettato, altro è cantarlo piano o forte.
Bisogna essere capaci di raccogliere il suono e tenerlo "piccolo" nelle agilità e negli staccati, mentre in una frase melodica a canto spiegato si può "allargare" (poco, per carità!) e appoggiare (e sostenere) di più per
dare corpo e pastosità alla voce.
Una cosa è cantare un acuto inserito in una frase che lo prepara gradualmente, altro è cantare un acuto come prima nota di una frase.
Dalla tua capacità di produrre suoni di vario "tipo" probabilmente dipende la diversità delle indicazioni che ti dà la tua insegnante. E' successo anche a me: se fai un suono troppo alto di posizione, stretto,
puntuto, ti dirà che devi trovare ampiezza e cavità; se fai un suono affondato e largo ti chiederà di raccoglierlo.
E' normale.
Vengo al punto cruciale, anzi sono due.
1. Per quanto sia possibile cantare in modo differente sullo stesso suono, questo non vuol dire che tutti i suoni siano giusti tecnicamente: alcuni lo sono, altri no.
La differenza è data dalle circostanze vocali e musicali in cui ti trovi in quel momento. Ma la tecnica deve essere sempre corretta: questa è la chiave per l'uniformità timbrica di cui parli.
Il suono prima di tutto deve essere funzionale e rispondere a dei parametri che tu per prima devi valutare.
Non in termini "mi piace/non mi piace" è "bello/brutto", quanto in quelli: mi costa fatica/non mi costa fatica , è comodo/scomodo, mi sento bene/provo disagio; questo lo sai solo tu, ed è il primo segnale da seguire per trovare la giusta via.
2. Cosa vuol dire timbro "metallico, tendenzialmente puro, con poco vibrato e pochi armonici?" Che i suoni sono un po' fissi?
Non è possibile e ammissibile che studiando canto lirico da 6 anni e mezzo la tua voce non abbia acquisito vibrato e armonici,
dacchè lo studio del canto lirico è fondamentalmente la ricerca della risonanza,
dell'eco, degli armonici. C'è qualcosa che non mi torna.
Oppure insegui un modello di suono che non ti appartiene? Questo è un errore molto comune che crea notevoli problemi e spesso anche danni.
Non esiste un suono ideale. Ognuno ha la propria voce, e piuttosto che costringerla in maniera artificiosa a diventare come non è per sua natura, si dovrebbe orientare tutto lo studio verso l'esaltazione delle sue componenti naturali, quali che siano. E in questo, sinceramente, spesso gli insegnanti hanno molte responsabilità!
Solo così si è felici quando si canta: quando ami e rispetti la tua voce e le offri una strada comoda e accogliente, senza pre-concetti e modelli prestabiliti.
Liberati dai giudizi altrui, ascolta i segnali del tuo corpo e del tuo intimo senza paure, guardati intorno, fatti ascoltare da altri, partecipa a corsi masterclass anche brevi, leggi, studia la fisiologia vocale, ascolta i grandi cantanti:
dopo tanti anni la strada la devi trovare da te.
Non mollare!
Giulia
Quelle note centrali così corpose...
Buongiorno ho trovato il vostro sito molto interessante. La sezione dei
consigli e le risposte che lei offre alle persone mi fanno capire che è
una persona preparata, infatti condivido a pieno le sue tesi. Volevo
porre a quesito l'ascolto della mia voce e lasciare che lei mi
suggerisca quali sono gli aspetti sui quali dovrei lavorare
maggiormente.
Ho iniziato a studiare lirica circa 3 anni fa e anche se
complessivamente non avrò fatto più di 20 lezioni con l'insegnante di
conservatorio mi applico giornalmente per superare ancora le mie non
poche lacune. Le persone che mi hanno ascoltato ritengono che io abbia dei
mezzi "importanti", io credo nella mia voce ma non riesco a fare il punto della situazione. Gradirei molto una sua opinione, critica , cattiva o buona che sia perchè da come risponde ai ragazzi che la interrogano mi dimostra che mi potrebbe giovare. Grazie. Gabriele
Gentile Gabriele, grazie per avermi scritto.
Come mi hai chiesto, ma come del resto faccio sempre, sarò sincera...
Trovo la tua voce molto bella ma molto appesantita nel registro centrale, ed è questa la ragione per la quale gli acuti sono opachi e difficili.
E' un errore molto comune, specie in chi ha una bella voce naturale e si compiace di ascoltarla piena e corposa.
Ma, come ti dicevo, questo crea una sorta di "zavorra" che è difficile da portare su.
Inoltre trovo che "spingi" un po' il suono. Cantando con meno forza e più, come si dice, "sul fiato", ossia sfruttando l'aria espirata in modo fluido potresti rendere omogenea la gamma.
Naturalmente devi essere disponibile a riununciare un po' al "corpo" per privilegare una emissione libera ed efficace.
Un caro saluto
Cantare rilassati
Cara Giulia, studio da qualche mese canto lirico con un' insegnante molto brava della vecchia scuola, la quale sostiene che ho una voce molto bella di soprano lirico. Ma ho un problema che ora comincia a preoccuparmi, appena arrivo al si naturale contraggo tutta la laringe (la gola) e nonostante l'insegnante ce la metta tutta per farmi capire come fare a rilassare, e' per me come un riflesso condizionato che non riesco ad evitare: appena arrivo al si stringo quasi come un crampo.
Eppure, ci sono stati momenti in cui, con inaspettata naturelezza e fluidita', ho emesso il si naturale senza accorgermene come fosse una nota molto piu' bassa.. Proprio non capisco.
Ieri per la prima volta la mia insegnante, che ha sempre detto" farai presto ad imparare perche' capisci subito" mi ha detto che ho un blocco. La voce non ha problemi, ha detto, ma negli acuti contraggo la gola e il corpo… quindi il blocco e' l'incapacita' a rilassare tutto negli acuti..
Non capisco, cosa posso fare per rilassarmi. Mi sento confusa, perche' a me pare che sia cosi' innaturale e impossibile rilassarsi negli acuti, perche' in me' e' un come un riflesso automatico… contrarre
Mi aiuti a capire. Vorrei qualche consiglio.
Stefania
Carissima Stefania,
quello che tu dici ti venga automatico..., "contrarre" è "giusto" e naturale.
Ma ci sono due cose che voglio precisare.
Studi canto lirico da qualche mese: il si naturale è una nota impegnativa, che si conquista con il tempo. E' normale che tu non la sappia padroneggiare adesso! Quindi, anche ammesso che ti sia stato spiegato il modo corretto di scalare gli acuti, è comunque troppo presto per poter fare affermazioni così importanti, tipo blocchi, chiusure, contrazioni e così via. Magari devi solo dare il tempo alla voce di maturare.
Nei primi anni di studio bisogna andarci piano con gli acuti!! Anche se hai facilità in questa zona, bisogna concentrare lo studio nella tessitura media della voce (semplici arie barocche che puntino sul legato, ad esempio) e vocalizzi dove sia possibile comprendere senza troppo faticare il giusto meccanismo di emissione del suono. In più, studiando (bene) nella zona centrale, prepari adeguatamente il terreno allo sviluppo della parte più acuta (e inesplorata) della voce.
Per cui va benissimo fare dei vocalizzi dove puoi "toccare" gli acuti e saggiare la tua estensione, ma sinceramente rimanderei il discorso sul si naturale di un bel po'.
Cantare rilassati: che significa? Non si canta (quasi) mai rilassati! Come si fa a cantare un si naturale rilassati?
Anzi, tutto il contrario: per cantare un acuto è necessario molto lavoro!
La questione è piuttosto: dove bisogna lavorare, quali muscoli lavorano e quali invece, no.
Certamente non si lavora (volontariamente) nella laringe, cioè la laringe fa quello che deve, si alza, assottiglia e tende le corde e reagisce alla giusta pressione sottoglottica: non devi cercare qui il lavoro. Piuttosto è il corpo che lavora: e tanto! Proprio per dare la possibilità alla laringe di essere libera, devono intervenire altri muscoli che glielo consentano.
Sono quelle cose che nella terminologia classica si chiamano appoggio e sostegno. Se la tua insegnante ti chiede di rilassarti nell'acuto sarebbe il caso che ti spiegasse che devi rilassare la laringe, o meglio non percepire fatica nella laringe, e far lavorare invece alcuni grandi muscoli (addominali e dorsali) in un corretto rapporto di appoggio-sostegno che è assolutamente indispensabile.
Spero di esserti stata d'aiuto.
Un ultimo consiglio: cautela, cautela, cautela.
Riscrivimi se vuoi altri chiarimenti.
Un abbraccio,
Giulia
Ancora sugli acuti
Ciao Giulia, sono un tenore lirico spinto, ho 32 anni e
ho un "grande" dubbio riguardo gli acuti. Sono arrivato al punto di non
condividere alcune cose con il mio Maestro che ritengo essere comunque un
bravo insegnante.
Innanzitutto volevo sapere se sei d'accordo con me che gli acuti si possono
studiare, oppure pensi che uno li deve avere per natura? Non penso di avere
difficoltà nella zona acuta ma siccome il mio Maestro non sa cosa dirmi
riguardo questo argomento se non: (sono arrivato a questa conclusione)
"cerca di sbadigliare, lascia la gola aperta, o, devi avere un suono puntuto
avanti ma largo ietro".....tutto giusto quando si parla di canto siamo
tutti dei bravi maestri ma nella pratica è un pò più difficile, navigo un pò
all'oscuro; .
Non so cosa fare, sono in una fase dello studio un pò critica, dopo aver
vinto una importante audizione mi
sembra di essermi fermato, non sò come risolvere il "problema" degli acuti;
quando vocalizzo in velocità arrivo fino ad un Re sovracuto ma quando si
tratta di fermarsi sull'acuto, si mettono in moto meccanismi che mi portano
in errore e faccio difficoltà a tenere anche un Si naturale,cerco di
sperimentare un pò da solo, ma non vorrei perdere troppo tempo. Negli acuti
ho capito che il suono deve stare nella zona del palato molle, anche se il
mio Maestro dice che non è così, e nel momento che l'acuto non viene bene fa riferimento al diaframma; io sono convinto che se il suono se è
messo bene non c'è diaframma che regga, nel senso che il diaframma è una
conseguenza della giusta posizione dei suoni. La zona centrale mi sembra
messa abbastanza bene, così come anche il "passaggio" (brutta parola, ma
si fà per capirsi), allora perchè gli acuti faticano?
Spero tu mi possa aiutarmi, e se possibile indicarmi qualcuno in grado di
risolvere o quanto meno chiarirmi le idee a riguardo.
Grazie mille.
Guido
Caro Guido,
mi sembra che tu abbia bisogno di un confronto con un altro insegnante.
Al di là delle spiegazioni poco chiare che il tuo maestro ti dà sugli acuti,
si avverte nella tua email una perdita di fiducia nella sua capacità
d'insegnamento.
Questa da sola basta a far regredire perfino la tecnica e contribuisce al
nascere di insicurezze e dubbi.
Oggi, poi, la conoscenza della fisiologia della voce e della meccanica
laringea e diaframmatica, diffusa grazie agli studi di importanti figure nel
campo vocale, non giustificano più del tutto il ricorso ad immagini
astratte, che pure sono utilissime in certi casi e sulle quali si è basato
l'insegnamento del canto da sempre e fino a pochi anni fa.
Per dirlo in una battuta: oggi è possibile vederci chiaro.
Tutto questo non significa però che raggiungere la forma e una consolidata
tecnica vocale passi solo attraverso spiegazioni scientifiche: sarebbe
troppo facile...
Per cantare bene si devono unire sinergicamente razionalità e intuizione,
conoscenza e fantasia...
Nel tuo caso però credo che tu abbia proprio bisogno di chiarirti le idee
sul piano meccanico-funzionale.
Se mi dai indicazioni geografiche di dove ti trovi e se sei disposto a
spostarti per studiare posso senz'altro darti delle indicazioni.
Un caro saluto
Giulia
Gli acuti con la "i"
Gentilissima Giulia,
ti scrivo ancora per una curiosità sulla posizione degli acuti.
Al conservatorio studio con un mezzosoprano (ho appena iniziato). Nei vocalizzi mi fa fare scale lunghe con la i e man mano che salgo negli acuti mi dice di arrotondarla in una U francese per creare spazio e aprire dietro. Ma io mi sento stretta e scomoda e quando mi viene da aprire la i in una A lei mi corregge, così mi viene una specie di suono intubato e fisso, che a lei però sembra coperto ed elegante. Alzo volontariamente il palato molle, ma ho paura che il suono mi vada troppo indietro, e a tratti mi "cracca" (in particolare sul Si acuto). In altri forum di canto ho letto che il palato molle non va alzato volontariamente bensì è un meccanismo automatico frutto della giusta pressione d'aria, ma ho i miei dubbi...
I picchettati, gli arpeggi e le agilità invece mi vengono con molta più facilità e precisione e mi danno molto più gusto e sento l'apertura adatta "dietro". Hai consigli da darmi riguardo il palato molle e i vocalizzi con la i?
Ti ringrazio infinitamente!
Chi ha detto che il palato molle sia alza automanitcamente sotto l'impulso della pressione dell'aria ha detto una grande sciocchezza!!!
Il palato molle è una delle strutture principali che bisogna saper controllare nel canto lirico, magari facesse tutto da solo!!
Si impara con lo studio. Corrisponde a quel movimento che avviene nella prima parte dello sbadiglio. Ne ho già scritto.
Quanto ai vocalizzi con la "i": è vero che bisogna saper cantare con tutte le vocali in tutta l'estensione della voce ed è anche vero che la "i" negli acuti si allunga in una sorta di "u" francese ( e come si potrebbe mai cantare un acuto con la i visto che la "i" è una vocale che porta il suono "avanti" mentre gli acuti, come ti ho detto, sono collocati "indietro" in senso orizzontale ossia proprio nel palato molle di cui sopra?).
Ma è la vocale più inadatta a studiare gli acuti.
Niente "i" sugli acuti, ma "a" mantenendo l'altezza che la "i" ha intrinseca.
La "i" è una scorciatoia (di qualche insegnante) perchè rende comunque in qualche modo il suono udibile, e perchè non è da tutti saper insegnare a cantare la "a", vocale regina del canto, mantenendo una posizione alta senza "sprofondare" e quindi andare "indietro" nella maniera sbagliata, cioè "sotto" la linea orizzontale del palato.
Buon studio...
La voce "leggera"
Ciao Giulia,
E' la prima volta che ti scrivo. Ho bisogno di un tuo consiglio. Ho 30 anni e da 15 canto in coro di chiesa amatoriale, tra i contralti, ho fatto un provino per entrare in coro "serio" ) della mia città e mi hanno preso. Il maestro del coro dopo avermi sentito cantare mi ha assegnato nel gruppo dei mezzosoprani. Mi ha fatto notare che non ho tecnica e che la mia voce è un pò troppo leggera, sarebbe da perfezionare. Mi potresti aiutare a capire cosa intendeva per leggera? è forse troppo bassa? essendo che per tanti anni ho cantato come contralto senza mai andare in alto con le note, forse mi ha un pò "tagliato" la voce? e in fine come posso fare per rendere la mia voce meno leggera? che esercizi dovrò fare?
Ti ringrazio in anticipo per l'attenzione.
Grazie
Rosanna
Ciao Rosanna,
grazie per avermi scritto.
La voce di contralto è rarissima, specie nella "razza" mediterranea.
Più spesso si trovano i contralti tra le popolazioni di origini germaniche, sassoni o dell'est europeo.
Proprio per la rarità di tale registro vocale, spesso nei cori amatoriali vengono messi tra i contralti voci che invece non lo sono.
Presumo che questo sia quello che è accaduto a te.
La conferma è data dal fatto che il Maestro del coro "serio" ti ha assegnato al gruppo dei mezzi.
Per voce leggera intende proprio l'esatto contrario di quello che hai capito tu: è troppo alta per essere da contralto.
Riguardo all'impostazione tecnica, spesso trascurata nei cori amatoriali, ti consiglio vivamente di prendere qualche lezione.
E' normale che se tu hai cantato soltanto nel coro senza mai prendere lezioni o cimentarti in brani solistici, la tua voce non si sia sviluppata completamente.
Quindi "leggera" vuol dire due cose:
- che è alta per essere messa tra i contralti
- che non si è sviluppata pienamente perchè non hai studiato canto "seriamente" (sbaglio?).
Fammi sapere
Un abbraccio
La gola si "chiude"
Cara Giulia, innanzitutto grazie per i tuoi consigli!
ho 25 anni e studio canto lirico da circa 3. Quando ho cominciato avevo un'impostazione completamente errata nel senso che "mi appoggiavo" ai muscoli del collo, della testa ecc. creando così una notevole rigidità degli stessi. Dopo circa un anno e mezzo sono riuscita a capire come respirare (e "appoggiare") correttamente e ho iniziato a liberare gradualmente tali muscoli. Mi sembra però di progredire troppo lentamente. Sulle note dopo il FA4 (sono un soprano), nonostante controlli la posizione della lingua, la gola "si chiude" ancora molto (scusa se uso dei termini impropri!) e ovviamente la voce non vibra. Una compagna mi ha suggerito di provare a vocalizzare con la lingua "di fuori" ma è anche peggio. Che cosa ne dici? Ho pensato potesse essere dovuto ad una carenza nell'appoggio ma cercando di "lavorare" di più con i muscoli non faccio altro che irrigidirmi sempre più.. Ovviamente sono un po' demoralizzata. Spero potrai darmi qualche dritta.. ciao
Elisa
Carissima Elisa,
sono io che ringrazio te per la fiducia.
La gola che "si chiude", la voce che non vibra, appoggio e sostegno, uso dei muscoli giusti: come immaginerai sono tutti elementi correlati.
Il corpo del cantante non va visto "a pezzi" ma è piuttosto auspicabile una visione, per così dire, olistica, dove ciò che accade in un punto del corpo può condizionare tutto il corpo stesso.
E inoltre, anche tutto ciò che accade nella "mente" o, meglio, a livello emotivo può condizionare il corpo nella riuscita della sinergica azione di tutte le componenti necessarie a cantare bene.
Questa è anche la "tendenza" che viene fuori dai più recenti studi e approfondimenti sull'uso artistico della voce.
Scusa la premessa, ma ho preso spunto dalla tua email per rispondere a molte altre che pongono l'accento su problemi così particolari che non possono essere affrontati singolarmente.
U
n esempio concreto della mia esperienza:
io ho avuto la fortuna di studiare con una grande cantante che mi ha svelato i "segreti" della migliore impostazione lirica, ma non si è mai curata del mio lato emotivo (fortissimo) e spesso mi ha messo in crisi con dei giudizi negativi che dentro di me sentivo ingiusti.
Ho dovuto cavarmela da sola, e con un grande lavoro ho potuto realizzarmi pienamente e dare il meglio di me.
Non demoralizzarti, per imparare a cantare serve molto tempo, tenacia e, oserei dire, ostinazione!
Ma torniamo alla tua email.
I muscoli del collo e della testa servono. Non vanno irrigiditi ma vanno usati per non affaticare le corde vocali negli acuti.
Se senti che la gola si chiude è probabile proprio che tu cerchi il suono agendo sulla laringe, e non sostieni adeguatamente.
La gola si libera se il corpo la sostiene, ossia si "accolla" la fatica muscolare che la laringe non deve mai sentire.
Per corpo intendo i muscoli dorsali, addominali (vari) , il diaframma. Il tutto unito ad una corretta e fluida attività respiratoria.
Se vuoi chiedermi altro, sono qui.
Un abbraccio e tanti Auguri!
Giulia
Il "giro" completo della voce
sono di nuovo Chiara, e ti scrivo per dirti che l'esame di ammissione è andato bene, cioè sono idonea.
Come mi avevi scritto nell'ultima esauriente risposta, la zona del passaggio agli acuti non si avverte, infatti così è stato.
Da un giorno all'altro gli acuti sono usciti, anche se (tuttora) leggeri e aperti, e mi sento molto comoda a cantare in questo modo. Quindi sono molto felice, perchè all'inizio (quando studiavo con una tecnica sbagliata) la voce mi "craccava" dal Fa# in poi, molto raramente arrivavo agli acuti, e perdipiù con grande sforzo.
In sostanza, questa insegnante mi faceva scurire la voce, credendo che così fosse "girata", ma poi ho scoperto (leggendo, informandomi, facendomi ascoltare anche da altre persone) che era tutta mandata indietro, ingolata.
Ora studio da poco con un'altra insegnante appena diplomata, e in due mesi abbiamo ricominciato dai suoni piccoli ma puntati in avanti, e mi ha molto aiutato l'esercizio del vocalizzo muto per capire la posizione.
Così, la mia voce sta piano piano uscendo fuori, anche nel semplice canticchiare davanti agli altri, cosa che prima era per me impensabile perchè pensavo di non avere una bella voce....
Secondo te è normale che io non sappia ancora dove metterla di preciso, in particolare negli acuti?
infatti, tende ancora a scivolare indietro, e a volte il "crac" ricompare, in particolare nei vocalizzi con la "i". Mi hai giustamente spiegato che per arrivare agli acuti bisogna pensare alla prima parte dello sbadiglio, ma non riesco ancora a pensare all'innalzamento del palato molle senza mandare indietro la voce.... credi che ci siano ancora strascichi dei vecchi difetti che avevo con l'ex-insegnante? quanto pensi che mi ci vorrà per liberare la gola dalle tensioni?
Infine, con i vocalizzi scalo bene gli acuti, ma quando si tratta di prenderne uno singolarmente, ci arrivo male, e non so sostenerlo come si deve!
Tu che ne pensi? hai qualche consiglio o esercizio da suggerirmi (ovviamente sotto la guida dell'insegnante) ?
Ti ringrazio molto per l'attenzione, e per le tue risposte sempre esaurienti.
Cara Chiara,
andiamo per gradi.
1) Proiettare la voce non significa fare suoni piccoli puntati in avanti. Può servire studiare un po' così se davvero si ha una voce molto ingolata. Ma è altrettanto pericoloso studiare "tutto avanti" (magari con la i e la e..?!)
2)E' normalissimo, visto il poco tempo che studi, che tu non sappia dove mettere sempre gli acuti. Anche i più grandi cantanti, in carriera da tanti anni, la Callas stessa studiava costantemente per trovare il suono migliore.
3) Se parliamo a livello di palato gli acuti sono posizionati indietro, sul palato molle. E' lì la loro sede in quella che viene definita "tastiera palatale": davanti i bassi, al centro del palato i medi, nel palato molle (sollevato) gli acuti.
L'importante è che siano alla stessa "altezza" cioè che andando indietro nel palato non si vada anche "in basso" nella posizione.
Credo che tu confonda la voce ingolata che ha a che fare con l'abbassamento forzato della laringe con la posizione degli acuti che è si, indietro, ma senza affossare la laringe.
"Prendere" un acuto singolarmente è una delle cose più difficili del canto, insieme al suono filato.
E' questione di impulso del diaframma e di giusta tensione muscolare.
Difficile spiegarlo a parole, impossibile darti dei suggerimenti senza averti mai sentito cantare, ma tu sei una ragazza che legge e riflette e sicuramente ne trarrai spunto.
Mi scuso per il ritardo nella risposta.
Un caro saluto
Quale repertorio?
Cara Giulia,
sono una ragazza di Asti di 22 anni, da circa 3 anni studio canto lirico privatamente ma in maniera abbastanza discontinua, più che altro fino ad adesso ho cercato un insegnante passando da uno all'altro. Quest'anno ho cominciato a studiare con più regolarità, facendo esercizi tutti i giorni però ho ancora qualche problema a trovare un buon insegnante che sia anche disponibile, quindi, dato che ormai credo di essermi fatta un'idea abbastanza completa, mi sto "auto-insegnando" la tenica seguendo il metodo Garcia ed applicando il meglio di tutto ciò che ho tratto dai vari insegnamenti. So che non è un metodo convenzionale, e probabilmente sarò l'unica in tutto il mondo a fare così, ma ti assicuro che sto scoprendo e migliorando tante cose, anche perchè lavoro con i miei tempi, senza sforzarmi e senza sentirmi sotto pressione, insomma, mi sento la migliore insegnante che abbia avuto fino ad adesso. Non sono mai voluta andare in conservatorio, perchè non sono sicura che avrei assegnato un bravo insegnante. Ovviamente non trascuro di farmi ascoltare da altri e di chiedere pareri e feedback anche a professionisti (ho partecipato ad una masterclass di Mirella Freni, ho avuto pareri positivi da grandi cantanti).
Ora sto studiando il ruolo di Susanna che, a detta di tutti si addice alla mia voce e ha livello di difficoltà ed estensione riesco a sostenerlo tranquillamente. Ho una voce di colore scuro e mi trovo comoda nel registro di mezzo e non si è ancora capito se diventerò un mezzo o un soprano drammatico: l'unica cosa certa è che sono ancora giovane per capirlo. A questo punto la mia domanda è: che ruoli/repertorio devo studiare (senza rovinarmi o spingere o volere strafare) fino al momento in cui si capirà? E quando arriverà quel momento?
Ti ringrazio molto per i tuoi consigli!
Elena
Cara Elena,
ti ringrazio per aver chiesto il mio parere.
Ti assicuro che non sei "l'unica al mondo a fare così", anzi conosco personalmente cantanti note, in carriera, che hanno fatto tutto da sole, "rubacchiando" qua e là.
Se hai tempo di leggere le interviste a Fiorenza Cedolins e Fiorenza Cossotto sul nostro sito (http://www.cantarelopera.com/file/glispeciali.html) avrai delle indicazioni in questo senso.
Il Conservatorio non è da scartare tout-court, è questione di fortuna, come in tutte le scuole, ci sono insegnanti preparati e altri meno.
Concordo che siano pochi quelli bravi, ma ci sono.
Fai bene comunque a stare attenta perchè la voce è uno strumento che non possiamo, una volta compromesso o usurato, sostituire.
Personalmente credo che un'insegnante sia necessaria in maniera costante (scrivo al femminile perchè le donne dovrebbero avere un'insegnante donna secondo me) almeno per i primi 4/5 anni di studio, dopo c'è sempre bisogno di un controllo, di un parere, anche se più di rado.
Riguardo al repertorio: strano che una voce scura tendente al drammatico studi il ruolo di Susanna...non sarebbe più logico la Contessa?
Chi ti ha consigliato?
Premesso che il ruolo di Susanna (li studi i recitativi?) è molto impegnativo, non dovresti studiare quello che ti sta "più comodo" (specie riguardo l'estensione) ma quello che è più adatto alla tua vocalità e alla tua voce: come farà la tua voce a svilupparsi completamente se la tieni "in pantofole" (e non mi riferisco certo alle Nozze...)
Ecco, qui l'insegnante gioca un ruolo fondamentale.
Al terzo anno di studio dovresti studiare esercizi, arie da camera antiche, qualche aria d'opera barocca, con qualche puntatina nel grande repertorio, privilegiando Mozart e Bellini, Cimarosa, Paisiello.
Spero di non averti delusa, nè destabilizzata.
Dico quello che penso.
Un caro saluto aspetto tue notizie
Giulia
Il "passaggio"...
Gentile Giulia,
sono Chiara, ti scrivo ancora per parlarti dei miei progressi in campo lirico, anche se non riesco ancora a superare un problema: sono un soprano e la zona del mio passaggio è sul Fa# e quando ci arrivo con i vocalizzi sento che cambia l'assetto all'altezza del palato e della gola, ma non capisco esattamente cosa devo fare per produrre un suono giusto e libero!
L'insegnante mi ha detto che nel passaggio devo pensare allo sbadiglio cosicchè il palato molle possa sollevarsi e la laringe abbassarsi, e siccome ancora non ho la padronanza di questo meccanismo (studio da pochi mesi) la mia voce "gratta"; inoltre mi ha suggerito un'altra immagine, cioè un filo che tira nella parte posteriore della mia testa, per capire come "aprire dietro".
Vorrei sapere se la zona del passaggio è un problema solo mio (c'è da dire che sono anche un pò timida e a volte chiudo la gola per paura) oppure è di tutti i principianti! Cosa mi consigli per capire come superare il passaggio di registro?
Mi sto preparando per l'ammissione al primo anno di conservatorio e temo di non riuscire a superare il problema al meglio e sbagliare davanti alla commissione.
Grazie mille per i tuoi consigli, attendo la tua risposta.
Ciao Chiara,
Il cosiddetto "passaggio" è un altro dei temi "caldi" del canto.
Per passaggio di registro si intende, comunemente, il passaggio dalle note cantate a voce piena, quando le corde vocali vibrano in tutta la loro massa, a quelle cantate con voce "più sottile", un meccanismo che la laringe mette in atto in maniera automatica, per consentire alla voce di scalare l'acuto.
Altro è il "passaggio" nella voce lirica, che utilizza un unico meccanismo di emissione del suono in tutta l'estensione.
Mi parli di passaggio addirittura sul fa#! C'è qualcosa che non mi convince: le voci femminili, per quanto acute, hanno questa zona "critica" qualche semitono più in basso.
Ritengo quindi, da quello che mi scrivi, che tu non applichi alcun meccanismo di preparazione del passaggio ma ci arrivi "dritta" come contro un muro.
Il passaggio va preparato nelle note precedenti, applicando quel meccanismo di spostamento "indietro" del suono nell'asse del palato e di innalzamento del velo palatino che tu descrivi.
Ma non è corretto parlare dello sbadiglio, quanto della prima parte dello sbadiglio, quando effettivamente il palato molle si alza.
Perchè nella seconda parte dello sbadiglio viene coinvolto l'abbassamento della laringe, che non ha niente a che vedere con l'alzarsi del palato.
E' facilissimo da osservare anche davanti ad uno specchio: mettiti sotto una buona luce e sbadiglia senza far scendere troppo la mandibola: osserverai il palato molle che si alza.
Per dirla tutta, ed è anche la mia personale opinione, c'è chi sostiene che il passaggio non esista.
Se il movimento del palato e della proiezione corretta del suono avviene gradualmente e non quando non se ne può fare a meno, il passaggio non si avverte.
Tutti, come dice Lauri Volpi, hanno una nota "falsa" nella propria gamma, ma parlare di passaggio serve e creare una difficoltà in più che può essere evitata con la giusta preparazione del suono.
Chiaro, è la mia opinione.
Per ultimo, non credo che questo abbia influenza sull'esame di ammissione, se non indirettamente, in quanto ne esce penalizzata l'omeogeneità della gamma, qualsiasi brano canti.
Prepara brani semplici ma sicuri: all'ammissione non serve dimostrare di conoscere la tecnica vocale, ma di possedere qualità musicali e vocali che ti permettano di intraprendere lo studio del canto lirico.
Buona fortuna!
Fammi sapere come va l'esame.
Aiuto!
Ciao Giulia, mi chiamo Marcella e ho 28 anni. Ho visto il tuo sito e devo dire che è davvero completo ed esauriente, così mi sono decisa a rivolgermi a te per i miei piccoli dubbi.
Da cinque anni canto in un coro parrocchiale della mia città, di buona qualità, composto da semplici amanti della musica e del canto senza alcuna velleità professionale. Nemmeno io ho ambizioni del genere, però molto spesso il maestro mi affida la gestione di alcune celebrazioni e quindi canto spesso da solista. Da qui la necessità, seppur nel mio piccolo, di perfezionare la mia tecnica per non ritrovarmi stanca vocalmente dopo un matrimonio, ad esempio.
Il maestro, mezzosoprano, purtroppo non dà lezioni private, per cui dovrò trovare un’altra persona che possa aiutarmi. Secondo te, nel mio caso, quanto potrebbero chiedermi, considerato che si tratta di rimanere ad un livello abbastanza basic? Purtroppo ho finanze esigue ma devo evitare di logorarmi per due motivi: la voce mi serve anche per lavorare, e poi ho avuto un piccolo problema alla laringe da bambina, per cui, pur avendo fatto i controlli di routine alle corde vocali ORL, temo di avere uno “strumento” forse più fragile degli altri.
L’altra domanda che volevo porti è questa: una volta il maestro mi ha ascoltato su vari pezzi e mi ha detto che, secondo lei, sono un soprano lirico-spinto, aggiungendo che molte ragazze vorrebbero avere questo tipo di voce perché è la voce per l’opera. Però, su vari siti, leggo che è il foniatra a stabilire che tipo di voce si ha. Secondo te chi ha ragione? È sempre necessario fare la visita foniatrica per stabilire “cosa”si è?
Posso dirti che mi trovo molto a mio agio con brani intensi e che mi permettono di sfruttare la mia estensione (dal mi2 – sotto il rigo – al sol4 – sopra il rigo, con puntate fino al sib4 ma non ancora conquistato del tutto), come l’Ave Maria di Gounod, che eseguo in re maggiore non solo per un fatto di estensione sicura, ma soprattutto perché mi piace più dolce e meno acuta.
Ho scoperto da poco il repertorio da mezzosoprano mi trovo benissimo con la Barcarole di Offmann. Da soprano vado bene con "La Vergine degli Angeli" e "Casta Diva", ma abbassandola per non calare sul si4. Certo, sono brani che canto così, per me stessa, con l’ausilio delle basi midi o quando trasmettono il concerto di capodanno e mi permetto l’orchestra! : )
Cosa ne pensi? Sono un mezzo naturale o un soprano che non ha ancora sfruttato le sue capacità?
Scusa la lunghezza, ti ringrazio per l’attenzione con cui mi avrai certamente letto.
Marcella
Carissima Marcella,
permettimi per una volta di giocare, bonariamente, a fare la psicologa.
Dici di non avere velleità professionali, però nel tuo indirizzo email è contenuta la parola mezzosoprano...e dopo i brani per le celebrazioni, fai un elenco di arie, da "Casta diva" a "La vergine degli Angeli" che fanno tremare i polsi anche a cantanti navigate...
Per cui, secondo me, dovresti prima di tutto chiederti cosa ne vuoi fare di questa voce che ti ritrovi: di sicuro una bella voce naturale che "fa colpo" su chi la ascolta.
Vengo al dunque.
Se decidi di studiare non ci sono mezzi termini, sconti o trucchi: il maestro deve essere preparato (certo anche onesto!) e seguirti a dovere.
Non è detto che tu debba studiare dieci anni se vuoi continuare a cantare in chiesa, ne bastano un paio per capire cosa non fare per non rovinare la voce e progredire un po'.
Altra cosa è imparare a cantare bene e sviluppare completamente il proprio potenziale: qui lo studio può essere molto lungo, e in realtà non finisce mai.
In ogni caso, hai assolutamente bisogno di un'insegnante.
E' più probabile che si deteriori prima una voce come la tua: facile, che spazia così disinvoltamente in cotanti repertori, che una voce "normale" che incontra più difficoltà.
Sintetizzo.
1. Decidi se vuoi studiare o no. Se decidi per il "sì" trovati un bravo insegnante (meglio donna). Se decidi per il "no", cerca di "sfogarti" .solo ogni tanto sul grande repertorio, cantando solo una o due arie e fermandoti al primo accenno di stanchezza. Anzi un po' prima.
In tutt'e due i casi aiutati con buone letture e tanti ascolti di qualità.
2. Fai la visita foniatrica. Ma non per stabilire se sei un mezzosoprano o un soprano lirico spinto (questi sono affari dei cantanti non dei medici) , piuttosto per vedere se è tutto in ordine.
Il foniatra ti darà qualche indicazione anche sulla conformazione del tuo "strumento", ma la classificazione della voce, che è sostanzialmente la scelta del repertorio (se hai tempo leggi la risposta che ho dato qualche tempo fa "Tenore o baritono?) è compito dell'insegnante di canto.
C'è molta differenza tra la tua voce parlata e quella cantata? Se la risposta è si, cioè la voce parlata è molto più chiara e "leggera" di quella cantata allora sei su questa insidiosa strada.
Ti abbraccio, mi scuso per le libertà che mi sono presa, e attendo presto tue notizie.
Giulia
Non mi piace il timbro della mia voce!
Cara Giulia,
anch'io come molti altri che Le hanno scritto ama il canto e vorrebbe almeno tentare di provare a mettersi in gioco.
Incomincio col ringraziarLa per il magnifico sito che, oltre che ben strutturato, è davvero molto stimolante.
Tornando a me, ho 18 anni e da un annetto e mezzo studio pianoforte. Nel cominciare ovviamente mi son trovato di fronte al solfeggio cantato e alla difficile arte del canto. Tra video di youtube e dischi d'opera la mia passione si è parecchio coltivata. Ma Le espongo il mio problema: il mio maestro (insegna anche canto) sostiene che ho un buon orecchio e un'intonazione niente male; tuttavia nell'ascoltarmi la mia voce non mi piace, e il brutto non so in cosa risieda. Premetto che un po' per timidezza, un po' per l'abitudine di parlare troppo veloce, spesso parlo su registri molto alti e la mia voce spesso è stridula. Non credo che sia questione di pronuncia perchè grazie al maestro ho imparato ad aprire e chiudere le vocali a dovere e, quando il problema nasce da qui, riesco a risolverlo.
Cerco di seguire al meglio tutti i consigli riguardo la respirazione e la postura, ma il brutto timbro continua a rimanere
Le chiedo perciò un consiglio su come poter risolvere, se possibile, questo problema.
La ringrazio anticipatamente dell'aiuto. Giovanni
Caro Giovanni,
grazie per avermi scritto e per il caloroso apprezzamento .
Questa tua email un po' "curiosa" mi dà l'opportunità di parlare brevemente di un altro tema molto importante: accettare la propria voce senza modelli prestabiliti.
Non esiste un timbro bello e un timbro brutto: ognuno ha il suo.
E' vero che ci sono voci che naturalmente sono più "belle" di altre, ma ciò che conta è saper cantare.
Valga per tutti l'esempio della più grande cantante di tutti i tempi che non si può dire avesse una voce "bellissima", ma ha sovrastato tutte le altre: Maria Callas.
Qui si parla ovviamente di un'artista eccezionale sotto tutti i punti di vista, e probabilmente inarrivabile.
Ora io non so se il tuo timbro sia davvero così sgradevole come dici tu, probabilmente non è così, e solo questione di studio e di tempo:
hai 18 anni e non hai ancora cominciato a studiare canto! Come fai a dire che la tua voce non ha un bel timbro, non sarà semplicemente incolta?
Ti dirò di più: 18 anni è ancora un'età in cui un uomo non ha le strutture completamente "assestate".
Non lo dico io: leggi l'intervista a Giovanna Canetti su www.cantarelopera.com : per iniziare a studiare canto lirico consiglia i 18 anni alle donne e i 20 agli uomini.
Tutto questo non toglie, comunque, che l'accettazione della propria voce è un punto di partenza irrinunciabile per imparare a cantare: piuttosto che nell'atteggiamento del "giudicare" tutti gli studenti nei primi anni dovrebbero mettersi in quello dell'"osservare", scegliendo di "accogliere" ciò che accade nella propria voce senza giudizi di merito.
Non è una differenza sottile.
Un abbraccio
Giulia
Di "petto" o di" testa"?
Ciao Giulia, studio canto da circa 10 anni, sono un mezzosoprano leggero. Per quanto riguarda le note basse, ho sempre avuto un dilemma: di petto o di testa ?
Attualmente credo di aver raggiunto un giusto compromesso (di testa dal do centrale in su, di petto le note sotto), vedo però che con la mia insegnante, che è un soprano lirico leggero e con la quale studio da quasi un anno, faccio molta fatica a capirmi. Ho notato che tutti i soprano lirico-leggeri o leggeri, e anche alcuni insegnanti maschi, sembrano ignorare l'esistenza della voce di petto e di quella di testa, per cui quando gli mostro le due diverse possibilità di affrontare le note basse, non capiscono che cosa faccio.
Che esperienza hai su questo argomento ?
Ciao e grazie !
Luciana
Carissima Luciana,
quello che dici mi stupisce un po':
tutti sanno cosa significa cantare le note definite (un po' imprecisamente) di
petto e la maggior parte dei cantanti usa questo registro almeno
saltuariamente.
Uno dei mezzosoprani più conosciuti degli ultimi tempi, Agnes Baltsa, ne fa
un uso direi eccessivo ma efficace.
Tra le voci drammatiche è un registro molto diffuso (Callas compresa).
Diverso è il discorso per i soprani leggeri o lirico leggeri che tendono ad
evitare l'uso del registro cosiddetto di petto perchè la voce assume
connotazioni più scure che poco si addicono alla loro vocalità, e che raramente "scendono" fino a note molto basse.
L'ideale sarebbe mantenere tutta la gamma omogenea evitando di
usare il registro di petto per rinforzare le note basse (come fai tu, credo)
: suona un po' come una scorciatoia!
Le note basse (poi se sei mezzosoprano a maggior ragione) le devi avere nel
registro delle altre, riservandoti "il petto" per note molto basse o per
effetti drammatici o nel "parlato".
In genere le cantanti un po' in avanti negli anni fanno ricorso alle note
di petto perchè non sono più in grado di sostenere la voce adeguatamente.
Quindi direi che devi lavorare su di un unico registro fino almeno al sol-fa
sotto il do centrale e non "spezzare" la voce in due tronconi.
Scrivimi ancora se non sono stata abbastanza chiara.
A presto
Giulia
Grazie della tua precedente risposta.
Sei stata molto chiara.
Considera che sono un mezzosoprano leggero, che la nota più bassa del mio repertorio è il sol grave. Io riesco a vocalizzare fino al sol basso con la voce di testa, però quando canto un'aria in un'audizione mi sembra che le note sotto il do centrale siano tutte debolissime, per questo a volte ricorro al petto.
Pensi che con lo studio si possano rinforzare queste note pur facendole con il registro di testa ?
Ciao e grazie !
Certamente si! Con la tecnica corretta si possono "acquisire" le note basse.
Io ne sono un esempio. Per me era problematico perfino un do centrale, con
lo studio sono arrivata a cantare il la sotto, pieno e sonoro, senza usare
il petto.
Bisogna non cedere alla tentazione di ottenere il suono più facilmente
cambiando registro.
Capisco pure che l'emozione a volte impedisce di essere lucidi e concentrati
al 100%.
Buon studio!
Giulia
Ancora su "Voicecraft"
Ciao, sono un cantante in erba di 20 anni e vorrei affinare la mia tecnica. Mi hanno parlato molto bene del Voicecraft, puoi dirmi di più?
ci sono così tanti insegnanti di canto che è difficile sapere a chi rivolgersi per mantenere intatte le corde vocali!
Ciao e grazie! Filippo
Caro Filippo,
forse se hai avuto il tempo di leggere le altre domande/risposte sulla mia pagina web, in una di queste affronto proprio l'argomento "Voicecraft".
Non so se tu studi canto moderno o lirico, in ogni caso il Metodo Estill Voicecraft non è una tecnica vocale, ma lo studio della meccanica della voce.
Cioè ti insegna a riconoscere, sentire e "allenare" tutte le strutture che concorrono all'emissione del suono: lingua, palato molle, laringe, mandibola, ecc.
L'insegnamento del Metodo si fonda su alcune cosiddette "figure"obbligatorie che mirano a isolare e addestrare le componenti fisiche che "fanno" la voce.
Il grande vantaggio di questo Metodo che, ripeto, non può considerarsi una tecnica vocale, è che si basa su osservazioni dirette del comportamento delle strutture sopra citate, ed è il frutto di oltre vent'anni di studio di una grande ricercatrice americana, Jo Estill. Ti consente quindi di capire cosa realmente devi fare per ottenere il suono che vuoi o per superare le tue difficoltà.
Se vuoi conoscere meglio il Metodo ti consiglio di leggere l'intervista che Elisa Turlà, una delle massime esponenti dell'Estill Voicecraft E.V.T.S. ha rilasciato proprio a me...!
Quanto al "proliferare" di Insegnanti di canto, hai perfettamente ragione: tantissimi si dichiarano tali, molto di meno quelli davvero bravi.
Insegnare canto è una delle professioni più difficili, molto di più che un altro strumento, proprio perchè la "voce" non si vede e perchè è intrecciata profondamente con il nostro intimo.
Il buon senso comunque ti può aiutare molto: se studi da un anno e non hai compiuto progressi accettabili, se il tuo insegnante non ti spiega come superare le difficoltà, se non sei contento di andare a lezione e, soprattutto se dopo aver cantato provi stanchezza o addirittura afonia, è forse il caso di cercare altrove...
A presto e in bocca al lupo
Giulia
Suono "in maschera"
ciao giulia sono Matteo, studio da poco canto moderno ed ho molti problemi... in particolare quando canto non riesco a mandare il suono in maschera e questa mi fa sentire stanchezza a livello della gola .... la mia prof mi dice di sorridere, alzare zigomi, guance e sopracciglia ma il risultato è deludente..... non ho trovato il metodo adatto per applicare questa tecnica.... potresti darmi qualche suggerimento e indicarmi un metodo( se c'è) per facitare il suono in maschera ??
Grazie in anticipo e complimento per il sito.
Carissimo Matteo
hai i "problemi" che hanno tutti gli studenti di canto che hanno iniziato da poco...
Dici di studiare "moderno" e già parli di maschera: sei sicuro che la tua insegnante conosca bene la tecnica "moderna"?
L'atteggiamento facciale che tu descrivi è in genere proprio di un cantante lirico (sopracciglia a parte che non serve a nulla alzare se non creare una inutile contrazione nella fronte).
Parlare di "maschera" significa cercare un punto di riferimento per la risonanza della voce che sposta così il suo "fuoco" dalla laringe alle parti ossee, ma se non è abbinata ad un corretto uso della respirazione, al controllo dei muscoli del collo e dei muscoli atti al "sostegno" della stessa, da sola funziona poco.
Toglimi il dubbio che la tua insegnante conosca la tecnica moderna e poi ti scriverò ancora.
A presto
Giulia
Ciao Giulia graze per avermi dedicato un pizzico del tuo tempo. Ho parlato con la mia insegnante che mi ha detto d'essere diplomata in canto artistico in uno dei più importanti Conservatori italiani e in Jazz in una famosa scuola americana!!!
Caro Matteo,
scusami ma ti ho voluto chiedere questa informazione perchè, purtroppo, ci sono in giro molti cantanti lirici che parlano di tecnica di "moderno" senza capirci niente.
La tua insegnante ha studiato molto a quanto riferisci.
La voce in maschera, tornando all'argomento principale, è uno dei tanti modi e "immagini" che si usano per evitare di sforzare le corde vocali, ma non è l'unico.
La respirazione, l'apertura della bocca, nonchè l'uso corretto di una certa muscolatura (dorsali e obliqui addominali) sono indispensabili per la tecnica moderna.
Se lavori su tutti questi piani, oltre che sulla proiezione del suono (o suono in maschera) stai andando bene ed è normale che ci sia bisogno di un po' di tempo per imparare la tecnica.
I primi risultati concreti si hanno dopo un anno di lavoro costante e tranquillo.
Se ti dà fiducia, "mettiti" nelle mani della tua insegnante, ma se dopo un anno non senti di essere migliorato (anche dopo sei mesi se hai problemi di afonia e stanchezza frequente) allora comincia a guardarti intorno...
Una abbraccio
Giulia
Lo studio della lirica aiuta la "leggera"?
Gentile Giulia,
ho venti anni e da cinque mesi ho cominciato a studiare canto. Ho cominciato con la musica leggera, poi l'ho sentita limitante per le mie potenzialità, e da due settimane sto studiando canto lirico. L'insegnante (che insegna sia lirica che leggera) mi ha detto che sono un soprano (non sa ancora se leggero o lirico) e che, devo accantonare la musica leggera per non confondermi le idee. In realtà io sto continuando a cantarla perchè mi piace, e credo che la tecnica della lirica possa anzi aiutarmi nella musica leggera. Il fatto è che, dopo aver cantato qualche brano, comincio a sentire la fatica nelle corde vocali pur non avvertendo un particolare sforzo sul momento. Così la mia voce non è più limpida come all'inizio, sembra "soffocata", e capisco che il mio corpo mi sta mandando dei segnali. Infine, non ho il vibrato, e quello che mi sembra vibrato è solo voce traballante! Secondo lei, la fatica che riscontro e la mancanza di vibrato dipendono dal non aver consolidato ancora una buona tecnica? l'insegnante mi ha detto che nel sostegno devo attivare molti muscoli, cioè gli addominali bassi, i dorsali,e molti altri. Lei me lo conferma? Infine, non mi è ancora chiaro il ruolo degli addominali alti. L'insegnante mi ha detto che servono per sostenere gli acuti, ma ho dei dubbi....
La ringrazio per la sua disponibilità e per i suoi consigli, fremo per una risposta!!
A presto,
Elisabetta
Cara Elisabetta
grazie per la fiducia che riponi in me.
Prima di tutto devi scegliere: o lirica o leggera.
Tutt'e due, contemporaneamente non si può.
In più la lirica è una "scelta di vita" cioè, chi studia in maniera continuativa e "seria" l'impostazione lirica, se la porterà sempre nella voce, e quando canta un brano di musica leggera questo viene, inesorabilmente, "lirichizzato" (perdonami il neologismo).
Per acquisire le basi della tecnica lirica ci vogliono anni; perchè una voce lirica diventi compiuta dieci, e lo studio non finisce mai.
Il sostegno, l'appoggio, il vibrato e via dicendo sono il frutto di studio, insegnamento e soprattutto pensiero.
Il canto si forma nella mente prima che nel corpo.
E il corpo, prima di raggiungere dei risultati, va allenato bene e con costanza.
Tu parli di due settimane , ma non sono nulla per giudicare se lo studio va nella direzione giusta.
Riguardo ai cinque mesi di studio di musica leggere, forse qualcosa si poteva capire.
Segui i consigli della tua insegnante (se hai fiducia in lei), se non hai tenacia e pazienza non andrai da nessuna parte.
Scusami la sincerità, ma penso di farti del bene dicendo quello che penso.
Un abbraccio
Giulia
La posizione della laringe
Gentilissima Giulia,
sono Chiara e in realtà le ho scritto poco tempo fa, ma non ha importanza ora rispolverare la mail che le ho mandato.
Le scrivo per chiederle un parere puramente tecnico: studio lirica da poco, un mese circa, sono soprano, e sto cercando di capire
quale sia la posizione esatta della laringe per una corretta emissione del suono.
So che l'impostazione è quella dello sbadiglio, per cui la laringe dovrebbe essere completamente abbassata.
L'insegnante mi ha detto che con la respirazione la laringe scende naturalmente da sola.
In realtà sento che scende di poco, e così mi concentro a tenerla abbassata sia per le note gravi che per quelle acute.
Allora le chiedo: è giusto costringere la laringe SEMPRE abbassata? Oppure rischio di farmi del male?
Cecilia Bartoli ad esempio, la tiene sempre giù.
Quando la tengo abbassata, sento di avere un suono più propriamente "lirico", se la faccio risalire perdo l'intensità del timbro.
Non sarebbe più naturale farla risalire man mano che vado negli acuti?
La ringrazio anticipatamente per la sua risposta!
Un cordiale saluto,
Chiara.
Ciao Chiara,
mi fa piacere risentirti.
La tua e-mail tocca un argomento "scottante" della tecnica del canto, la posizione della laringe, appunto.
Ti dico subito che ci sono opinioni anche autorevoli, in contrasto tra di loro.
Per fortuna oggi siamo supportati da studi scientifici e per questo poco opinabili.
Tu mi parli di "sbadiglio" e "laringe completamente abbassata".
Non so se questi "concetti" ti sono stati trasmessi dalla tua insegnante o sono frutto di tue osservazioni o letture.
Perdonami la brutalità: io ti dico con forza NO!
Non esiste cantare con la laringe completamente abbassata!
Se parlare di "sbadiglio" ha un senso in quanto si riferisce alla modellazione della faringe e del palato molle, pensare di dover abbassare forzatamente la laringe è quanto di più pericoloso tu possa fare.
Il discorso è complesso ma cercherò di essere molto breve.
Che la laringe "salga" con l'andare verso l'acuto, è assolutamente fisiologico.
In una voce non educata, la maggior parte del lavoro necessario a raggiungere suoni via via più acuti è riservato alla laringe che sale dunque in maniera eccessiva fino a non avere più possibilità di proseguire "strozzando" inevitabilmente il suono.
Questo non accade in una voce educata, che distribuisce il lavoro necessario alla produzione del suono nella respirazione, nella "pressione" dell'aria, nei grandi muscoli (dorsali, costali e addominali), nel controllo della lingua, nella ricerca della risonanza nelle parti ossee, riducendo così il lavoro laringeo volontario che deve essere assente! Così la laringe si muove naturalmente verso l'alto o verso il basso quel tanto che è necessario e corretto.
Quando tutte le componenti funzionano nel giusto modo, la laringe fa il suo "dovere" di conseguenza.
Bisogna evitare proprio di lavorare sui muscoli laringei, anche perchè quelli che riusciamo a controllare e "sentire" spesso sono quelli deputati allo sforzo, ossia le cosiddette corde vocali false.
Chi si sforza di tenere abbassata la laringe ottiene un suono che solo in apparenza è "lirico", ma in realtà è solo più "scuro" per effetto dell'allungamento del tratto vocale.
Studi da un mese, e non dovresti far nulla senza il controllo dell'insegnante. Tutto il primo anno di studio è così: si canta a lezione. A casa si ascolta, si legge e soprattutto, si pensa.
Scusa il mio tono un po' concitato, ma ho ascoltato bellissime voci rovinate da questo sistema!
Mi raccomando, studia con accortezza!
"Pretendo" aggiornamenti sui tuoi studi.
Un grande abbraccio.
Giulia
Problemini...
Cara Giulia, ho 19 anni e fin da bambina la mia passione piu grande è sempre stata il canto lirico.
Ho preso lezioni di canto leggero per circa 5 mesi ma ho dovuto lasciare a causa di un ingrossamento dei turbinati con conseguente infiammazione. Non potevo respirare con il naso, ho avuto una sorta di raffreddore per circa un anno ,adesso finalmente sono stata operata e dopo un mesetto inizio a vedere qualche miglioramento...vorrei chiederti se è il momento giusto per riprendere a cantare e se l'aver avuto un problema simile puo interferire e qualche consiglio su come prepararmi per l'esame di ammissione di settembre al conservatorio
un saluto!
Giorgia
Carissima Giorgia,
prima di tutto auguri e complimenti per la salute ritrovata.
Ti dico sinceramente che non mi esprimo mai su questioni mediche. Per quanto abbia studiato a fondo i meccanismi di emissione del suono, i risuonatori, la laringe ecc.. non ho le competenze per farlo e non lo faccio.
Anzi ritengo che nessun esperto di canto e voce possa farlo, a meno che non sia anche medico.
Per cui ti invito a farti visitare approfonditamente da un bravo foniatra che ti dirà con sicurezza se puoi riprendere a cantare.
Non so come sia il livello richiesto per l'ammissione al Conservatorio della tua città (è il caso di "sentire" un po' come vanno le cose, qualcuno che ha fatto l'esame di recente ad esempio), ma penso che, a meno che tu non abbia una voce naturale già palesemente incline al canto lirico, studiare da qui all'esame (quindi qualche mese) sia pochino per tentare l'ammissione.
Io ci proverei il prossimo anno. Puoi permettertelo, hai 19 anni.
Però, naturalmente, potrei sbagliare.
Aspetto tue notizie.
Un abbraccio
Giulia
Un vibrato troppo largo
Carissima Giulia approfitto della tua disponibilità per chiederti un consiglio su un problema che sicuramente avrai gia trattato molte volte:il vibrato quando è troppo perchè e da cosa dipende. Il mio è un vibrato naturale perchè lo ho sempre avuto, ma vorrei controllarlo perchè mi sembra eccessivo, cioè largo e oscillante. Cosa mi dici?? grazie mille Loretta.
Cara Loretta,
dò per scontato che tu sia una cantante lirica, o una studentessa di canto lirico.
Il vibrato autentico, quello "bello", che si sviluppa nella voce con lo studio è il risultato di una corretta impostazione vocale che assegna a ogni componente necessaria alla produzione del canto il giusto lavoro, sia in merito alla quantità che alla qualità.
Ad esempio, se non uso adeguatamente la respirazione dovrò compensare questa deficienza di lavoro ( cui sono deputati il muscolo diaframmatico e i muscoli costo-addominali), con uno "sforzo" che quasi sempre ricade sui muscoletti della laringe.
Così, se non ho chiara la posizione e l'altezza del suono, mi verrà spontaneo compensare con un eccessivo lavoro di fiato e dei muscoli già citati.
Il vibrato, come ho avuto già occasione di dire, oltre che una sensazione uditiva generata dagli armonici presenti nel suono (più armonici ci sono, più "vibra" il suono) è anche prodotto da un impercettibile movimento della laringe che in questo movimento alterna "lavoro" a "pause" consentendo così ai muscoli una perfetta ed ergonomica attività.
Mettiti davanti allo specchio e osserva:
1. Il tuo vibrato è unito ad un movimento della mandibola?
2. Guarda il collo: vedi un movimento oscillatorio della laringe?
Quando la voce vibra così, oppure come si dice "balla" è la concomitanza della scarsa "tensione" dei muscoli respiratori unita ad un'altezza del suono non perfetta.
Spesso chi canta così tende anche a "scurire" la voce per trovare suono nella parti basse piuttosto che nelle parti alte e ossee, come sarebbe corretto.
In sostanza, ti consiglierei di rivedere un po' la tua impostazione vocale specialmente in riferimento agli elementi che ti ho indicato.
Un caro saluto
Giulia
Hai colpito nel segno!!! infatti la mia insegnante mi fa lavorare cercando il suono basso perchè dice che se ben appoggiato la parte alta lavora di conseguenza, la mia voce ha preso molto corpo (se si dice così ...) ma il vibrato a mio gusto è eccessivo. Considera che sono una cantante a livello amatoriale, canto in un coro dove facciamo per lo più musica sacra e spesso ho qualche parte da solista, ma per rispetto alla musica al coro a me stessa e a chi ascolta cerco di fare le cose seriamente con il massimo dell'impegno .
Ti ringrazio tanto per la tua PAZIENZA e DISPONIBILITA'. Loretta
"Filare" i suoni
Sono molti anni che cerco un metodo per filare i suoni ma esiste una tecnica davvero efficace?
Grazie Giusi.
Cara Giusi,
"filare", come si dice, un suono, è una delle aspirazioni più frequenti delle cantanti.
Attaccare un suono piano, saperlo tenere e crescere fino alla intensità voluta e tornare al piano con un diminuendo calibrato mantenendo ininterrotta la linea del fiato, sempre con intonazione perfetta...
Una effetto meraviglioso che, quando ben eseguito, fa della voce umana uno strumento ineguagliabile.
Monserrat Caballè insegna, forse su tutte.
Bisogna unire una corretta (e sapiente) tecnica di respirazione e avere coscienza di cosa sia veramente l'altezza del suono, oltre che di intonazione, anche e soprattutto di posizione.
Perchè il principale rischio che si corre è di privilegiare l'uno a discapito dell'altro: cioè riuscire a "filare" il suono perdendo però la perfetta intonazione, oppure intonare perfettamente senza riuscire a "filare" bene.
Diffida da chi sostiene che chi possiede una buona e corretta tecnica dovrebbe essere in grado di realizzarlo, giacchè tutto consiste in un sapiente gioco di "pressione" di fiato e di regolazione del "lavoro" dei piccoli e grandi muscoli che concorrono all'emissione del suono.
Questo in teoria.
Non è facile.
E non sempre riesce.
Per cui, e te lo dico da cantante che ha studiato tanto, e non da teorico che non ha mai cantato, bisogna che tu ti applichi costantemente allo studio di questo effetto, magari su arie non troppo difficili (tra le cosiddette "Arie antiche" c'è molto materiale su cui lavorare, per esempio "V'adoro pupille" di Haendel" si presta benissimo).
Naturalmente presuppongo che tu padroneggi la respirazione e la posizione "alta" del suono: se manca una delle due componenti "filare" i suoni è difficile.
E ti dirò di più: come accade per le agilità, ci sono cantanti cui viene più naturale e facile, e altri meno.
Ti saluto con affetto
Giulia
Una sensazione meravigliosa
Salve! Mi chiamo Valeria, ho 22 anni e sto per laurearmi in Scienze Ambientali a Genova. Navigando su internet ho trovato il vostro sito..a proposito, complimenti!! Vi scrivo perchè da sempre ho avuto la passione del canto, ma non ho mai fatto parte di cori o frequentato corsi, prima d'ora, convinta di cantare malissimo e poi in realtà mi sono sempre vergognata di cantare davanti agli altri... Attualmente canto in un coro della Chiesa che frequento e devo dire che ogni volta per me è sempre un'emozione! mi vengono i brividi quando canto, è una sensazione meravigliosa!!!
Vorrei tanto coltivare questa mia passione ma sono sempre superimpegnata per l'università. Poi ho visto che per il conservatorio ci vogliono altri 5 anni, insomma è una vera e propria università! Mi piacerebbe però imparare a cantare meglio anche perchè se c'è qualcuno che ti guida e ti sprona, la voce esce! Insomma non vorrei che rimanesse soltanto un desiderio chiuso in cassetto!! Mi piacerebbe frequentare dei corsi però che siano di breve durata, lo farei per hobby più che altro, perchè purtoppo anche dopo laureata non credo che avrei tempo...
Se fosse così gentile da indirizzarmi o consigliarmi qualcosa sul da farsi, ve ne sarei molto grata!!!
Grazie per la vostra disponibilità,
Saluti
Cara Valeria, la sensazione che hai descritto di provare quando canti nel coro della chiesa, è quella che provano tutti quelli che amano cantare quando cantano, dal giovane corista dilettante al cantante più famoso ed esperto: il canto è una gioia che ti prende nel cuore e ti fa venire i brividi! Grazie per averlo detto con queste parole semplici e gioiose.
Quanto a dove e come coltivare questa tua preziosa passione: anche a Genova esisteranno di certo delle Scuole di Musica private che offrono corsi, magari a piccoli gruppi, per imparare un po' di tecnica e che organizzano piccoli spettacoli cui prendono parte gli allievi
Fai una ricerca: se non trovi niente di interessante riscrivimi. Proverò ad aiutarti.
Un caro abbraccio
Giulia
Il "punto X"
Cara Giulia,
Sono Matteo e ho 20 anni.. Da sempre mi è piaciuto cantare ma purtroppo non ho mai approfondito.
Ho studiato un sacco su internet delle tecniche del canto e ho notato che sconsigli fortemente l'"autoinsegnamento".. Il punto è che mi piace tanto cantare però ho già un lavoro e non so se ne vale la pena di investire su questo.. cioè so che sono bravo a trasmettere emozioni ma la mia voce è bella? Ascoltare i grandi cantanti (ADORO LAURA PAUSINI) mi butta un po' giù.. D'altro canto ci tengo a imparare questa arte! Ma è vero che tutti possono cantare bene? Un'altra cosa: su un sito dicevano che c'è un "punto X" fra la fronte e il naso da mirare quando canti, è vero? Scusa il disturbo, apprezzerò ogni tuo consiglio! Ciao!!
Caro Matteo,
prima di decidere di cambiare totalmente la tua vita per l'Arte del canto, ti consiglio di farti ascoltare da un bravo maestro e di cominciare a prendere qualche lezione.
No, non tutti possono cantar bene. Sicuramente tutti (o quasi) possono imparare ad usare le strutture che servono a produrre un suono: ma da qui a cantare bene ce ne corre....
Comincia a studiare serenamente e chiediti se lo fai perchè realmente ti piace o perchè magari, sotto sotto, ti piacerebbe diventare famoso.
C'è una differenza sostanziale:il canto nasce dall'intimo, sicuramente è così anche per te.
Se è così investi pure un po' di tempo (e denaro...) per studiare e vedrai che il resto verrà da sè.
Riguardo al "punto X" è una definizione molto carina di quella sensazione che gli insegnanti cercano di trasmettere e cioè di far "risuonare" la voce alla giusta altezza.
Non mi hai disturbato affatto, anzi! Sono io che mi scuso per la sincerità.
A presto
Giulia
Iniziare canto lirico a quindici anni: troppo presto?
Cara Giulia, prima di tutto vorrei complimentarmi per il sito che è ben strutturato. Sono un ragazzo di 15 anni e amo molto la lirica, vorrei iniziare a studiarla ma ho sentito da alcuni insegnanti che per il momento è presto ; secondo lei potrei cominciare ? E se sì in che modo ? Isaia
Caro Isaia, non ti ho ringraziato per i complimenti al sito che fanno sempre tanto piacere e lo faccio adesso pubblicamente.
Direi anch'io che è meglio aspettare due/tre anni per cominciare a studiare canto lirico, anche se c'è una componente soggettiva che va valutata: ci sono ragazzi e ragazze che hanno già la laringe ben strutturata molto precocemente.
In ogni caso, specie per un uomo, è meglio rimandare l'inizio almeno ai 18 anni.
Ma tu puoi certamente cominciare a studiare! Per esempio il pianoforte, (con annesso solfeggio teoria e dettato musicale o come va di moda dire oggi "ear training") ti tornerà utilissimo: i cantanti che sanno suonare il pianoforte hanno una marcia in più.
Un abbraccio
Giulia
Ho qualche possibilità?
Buon giorno, sentiti complimenti per il sito e per il lavoro che svolgete. Sono un baritono 39 anni con serie aspirazioni professionali, ottima voce bel colore (tutti elementi enunciati dal mio insegnante che hanno trovato riscontro nelle prime esibizioni effettuate), tuttavia e veniamo a dubbi e alle dolenti note. Leggendo i curriculum di alcuni colleghi ho cominciato a ridimensionare la vampa del fuoco sacro dell'arte che arde in me, nel senso che comincerò presto a partecipare ai concorsi internazionali, ma purtroppo non dispongo (voce a parte e nozioni musicali necessarie per lo studio) di diplomi curriculum ecc. ed inoltre l'età è quella che è. Purtroppo ho un approccio strano nei confronti delle sfide a cui partecipo. O dentro o fuori, nel senso che imparare a cantare per mogli suocere o per i vicini quando fai la doccia non mi stimola ergo: dato che voglio fare il cantante e dato che in qualche maniera già lo sto facendo e dato infine che tutto sommato non mi interessa entrare nel "giro grosso" ho qualche possibilità? Molto affezionato vs.
La risposta è si.
Hai qualche possibilità.
Sulla base delle giuste considerazioni che fai, devi essere molto preparato.
Musicalmente e tecnicamente intendo.
Molto più preparato dei tuoi colleghi più giovani.
Devi essere (o provare ad essere) tra i migliori.
Non so se a 39 anni hai la voglia di studiare sodo e tutti i giorni.
Io ce l'avevo.
E mi sono presa le mie soddisfazioni.
Per il resto, lascia fare alle cose: se vai nella direzione giusta vengono da sè. Di sicuro.
I diplomi non servono a far carriera di cantante.
Grazie per i complimenti, sempre graditi.
Un abbraccio
Giulia
Canto "fai da te"?
Buongiorno Giulia,
mi chiamo,anchio Giulia ho 16 anni e da qualche tempo ho coltivato la mia passione verso il canto. Vorrei fare delle lezioni per migliorare la mia voce,ma lezioni costano troppo e non posso permettermele...so che avere un insegnante è importante ma non voglio rinunciare al canto. So quali rischi incontro se non frequento delle lezioni..però non posso rinunciare a questa mia passione....ho cominciato ad usare la respirazione diaframmatica che è già una buona cosa e cerco in ogni sito/libro altro per poter imparare qualcosa anche se non è un granchè.
Avresti dei consigli da darmi?
Carissima Giulia,
grazie per avermi scritto.
E' vero, quando si ha una passione autentica non ci si può rinunciare.
Io aggiungo non si deve rinunciare a coltivarla.
Se hai letto le altre mie risposte saprai che io sconsiglio fortemente il "fai da te" nel canto.
Quasi sempre non produce effetti, e. anzi spesso è pericoloso.
Questo a causa di quel complesso di piccoli muscoli, cartilagini e altro, tutti delicatissimi, di cui è costituita la laringe.
In più c'è il problema che è inevitabile acquisire dei difetti che è molto complicato eliminare.
Io consiglio sempre, a chi non può permettersi di andare a lezione in modo continuativo, di prenderne anche solo qualcuna sporadicamente (ci sono bravi maestri onesti anche nel compenso che richiedono) e integrare con lunghi e attenti ascolti di voci ben impostate e di lettura.
Una selezione di libri e metodi stimolanti la trovi in fondo al mio "Diario" .
A presto e auguri!
Giulia
Diaframma e dintorni
Cara Giulia,
davvero complimenti per il tuo stimolante sito!
Mi chiamo Antonella, e canto ormai da diversi anni; ultimamente sto facendo alcune riflessioni su dei temi importanti del canto, mettendo a confronto vari metodi, e vorrei la tua opinione.
Innanzitutto, per quanto riguarda il sostegno del diaframma, secondo te si dovrebbero coinvolgere anche i muscoli della parete pelvica ( quelli di "quando si trattiene la pipì",come mi è stato detto), o solamente gli addominali più bassi? Usando gli addominali alti, invece, non si rischia di Irrigidire il diaframma?
La seconda questione, invece, riguarda il vibrato: da dove deriva? Da una vibrazione del diaframma o della laringe, oppure di entrambe? E' possibile svilupparlo nel canto moderno? Se sì, ci sono degli esercizi o vocalizzi particolari?
Grazie della tua disponibilità.
Antonella
Cara Antonella,
prima di tutto voglio dirti che hai intrapreso la via giusta per diventare una cantante consapevole: mettere metodi a confronto e riflettere sul canto è il modo migliore per trovare una propria strada e imparare a cantare. Continua così!
Riguardo il diaframma:
ci sono diverse "scuole di pensiero".
Purtroppo (o forse per fortuna) in tutte le scuole c'è un po' di verità.
"Anticamente" si faceva "spingere" in basso, circolano racconti (reali) su molti insegnanti che facevano mettere una cintura stretta a vita bassa e molti altri che invitavano a spingere come per defecare(!), e poi anche il contrario di tutto questo.
Devo innanzitutto precisare che il diaframma è un muscolo semi-involontario che si abbassa per effetto del riempimento d'aria dei polmoni e che torna su per il loro sgonfiamento.
Personalmente non parlo mai del diaframma quanto dei muscoli che devono opporsi volontariamente al naturale sgonfiamento dei polmoni per controllarne il flusso.
Cioè si devono allenare quei muscoli che ti consentono di poter controllare il flusso d'aria che altrimenti uscirebbe casualmente, o indifferenziatamente.
Direi che il diaframma è solo un punto di riferimento per verificare la capacità inspiratoria/espiratoria, il volume d'aria presente, che nei cantanti è molto maggiore che in chi non canta.
La parte bassa di deve "sentire" per verificare che i polmoni siano ben pieni. Se "senti" la parte bassa hai aria dentro.
La fascia muscolare laterale è quella deputata al controllo del rilascio dell'aria (muscoli antagonisti che si oppongono al naturale sgnofiamento).
La parte alta si usa, eccome, quando c'è bisogno di un impulso d'aria, per esempio su un attacco acuto, o un recitativo concitato e tutte quelle volte che il suono deve essere particolarmente incisivo.
Osserva i cantanti professionisti (bravi) che tipo di muscolatura hanno sviluppato (e anche le gustose caricature d'epoca) e noterai che è sempre una espansione della parte medio alta dell'addome.
In sostanza, tutta la muscolatura addominale è coinvolta nel canto, a seconda del momento.
Sul vibrato ho già scritto.
Il diaframma non c'entra niente. E' un movimento molto piccolo della laringe, non volontario.
Non si impara, viene da sè, è necessario per un funzionale uso della laringe che altrimenti sarebbe sottoposta a sforzo , ed è tipico e imprenscindibile dall'impostazione lirica.
E' un meccanismo che consente alla voce di trovare il giusto equilibrio "atletico", senza stancarsi. Il suono, vibrando, trova il perfetto modo di esistere. Vibrare significa alternare in maniera impercettibile "tensione" e "riposo" nella laringe.
Nel canto "moderno" è tutt'altro discorso. Sostanzialmente, nelle voci bene impostate, e solo in un certo tipo di canto "moderno" ha la stessa origine.
Il discorso va differenziato a seconda dei generi.
Spero di averti dato qualche spunto
A presto e buon studio!
Giulia
Voglia di vibrato...
...un consiglio.
Mi chiamo Riccardo e sono di Milano, 40 anni e da molti pianista. Le mie esperienze hanno toccato molteplici generi e situazioni, fino ad approdare alla musica latina. Per oltre un decennio sono stato pianista salsa in numerose orchestre italiane e estere.
Ho iniziato poi a canticchiare in locali ma, solo dal 1996, ho intrapreso con più decisione la "strada " del canto.
Sono molto autocritico con me stesso e pertanto:
- il mio timbro è molto in direzione baritonale
- non ho vibrato naturale e lo "simulo" (non rabbrividisca!!)
- molto spesso devo riadattare le tonalità poichè pochi sono i brani adatti ad un timbro "caldo" (per intenderci similare ad un Fred Bongusto, un Bruno Martino ecc...) e relativamente mediobasso come il mio.
...
La mia richiesta è: posso avere qualche consiglio su come impostare la respirazione, l'emissione della voce ecc..?
Come posso migliorare l'estensione?
Come posso arrivare anche io ad avere un vibrato naturale
E' possibile avere, nelle note più acute (per me un mib, raramente mi nat.) una pienezza di emissione senza il timore di non arrivarci?
Inoltre potrebbe suggerirmi qualche pseudo-corso anche di una giornata da cui possa apprendere alcune tecniche, alcune indicazioni al fine di migliorare?
Grazie e scusi il disturbo.
Riccardo
Carissimo Riccardo,
ti ringrazio per l'email che mi dà l'opportunità di alcune riflessioni.
Per mia comodità assegno dei numeri alle risposte.
1) Ti dico subito che un corso di un giorno (se esiste) non può, ovviamente, farti apprendere alcuna tecnica.
Se non hai il tempo di farti seguire regolarmente da un insegnante, più proficuo è invece anche solo qualche lezione ben fatta, o il seguire un Corso serio anche da uditore.
Il tutto abbinato a letture ad hoc ed ascolti stimolanti può senz'altro aiutarti a migliorare.
2) Il vibrato.
Il vibrato del canto "moderno" è tutt'altra cosa rispetto al vibrato dell'impostazione lirica che scaturisce naturalmente dalla ricerca della risonanza.
Il vibrato nel canto "moderno", è, appunto, naturale: direi che si ha o non si ha.
Simularlo senza renderlo artificioso un po' si può, mantenendo un'attenzione altissima a non esagerare per evitare effetti troppo "costruiti"
3) Riadattare le tonalità è del tutto normale. Ogni voce ha il proprio centro e le proprie tonalità attorno alle quali gravita.
Questo non significa che non si può migliorare l'estensione. Con una tecnica appropriata e una certa libertà mentale (cioè senza troppa paura di scalare i propri limiti) si può senz'altro migliorare l'estensione. Per riuscirci ti rimando al punto 1,
4) Infine, un consiglio tutto mio: ti suggerisco di crearti una tua immagine del suono, del colore, degli acuti, in una parola di "pensare" al canto nei momenti tranquilli, come pensare alla soluzione di un indovinello che cambia sempre.
E' un esercizio meraviglioso che dà ottimi frutti.
Buon canto!
Giulia
Cantare "in falsetto"
Mi chiamo Luisa ed ho 13 anni...ma il canto è una mia passione e come grande regalo i miei mi portano in uno studio di registrazione.
Come canzoni da portare ho scelto " Luce " di Elisa e " Tra te e il mare " di Laura Pausini..Mi rendo conto che per una ragazza della mia età sono molto complesse e infatti le parti alte le canto in falsetto...
La mia domanda è : Come potrei non cantare in falsetto ??
Carissima,
cantare "In falsetto" come dici tu (impropriamente) le note alte è del tutto naturale a anzi direi salutare in quanto cantare a voce piena le note molto alte richiede un lavoro notevole nonchè una tecnica appropriata che si acquisisce (entro certi limiti) con lo studio.
E' questione di pressione di fiato, di apertura della bocca, ma anche della tua estensione naturale.
Elisa canta spesso in falsetto, Laura Pausini ha una voce naturale direi eccezionale.
Affidati ad un'insegnante esperta nella tecnica moderna a vedrai che potrai riuscire a cantare anche le note alte.
Un consiglio, così "al volo" che ti aiuti immediatamente, è impossibile darlo!
Un abbraccio e auguri
Giulia
La tecnica orientale
Ciao Giulia mi chiamo Claudia, è da pochissimo che studio canto lirico, anche se ho sempre avuto la passione per il canto.
Ho iniziato a cantare a 19 anni in un coro del quale tutt'ora faccio parte. Ora ne ho 32 e finalmente ho potuto riprendere. Anni fa mi capito' una bravissima insegnante (cantante lirica) però per motivi personali non ho potuto continuare.
L'insegnante attuale anche lei cantante lirica in più diplomata in pianoforte e violino, mi sta insegnando la tecnica orientale per poter cantare in lirico, praticamente si tratta di emettere i vocalizzi con le consonanti invece che con solo le classiche vocali, comunque mi ha spiegato che è un po' diverso dalla tecnica nostrana, non so ne hai mai sentito parlare.
Io ho conosciuto cantanti liriche giapponesi che appunto usano questa tecnica per cantare.
Ah dimenticavo, sono soprano però ancora non so che tipo di soprano sono visto che sono alle prime armi. Volevo domandarti se comunque c'è' un modo per capire se sono un soprano lirico, drammatico..., leggero non credo..., lo so forse è una domanda assurda, comunque grazie per la tua attenzione . Ciao Claudia
Cara Claudia,
ti confesso che non conosco questa tecnica orientale, e così, a naso mi sembra assurdo vocalizzare con le consonanti! Quanto meno bisognerebbe dire "consonantizzare". Gli orientali cantano molto bene, direi che sono anche aiutati dalla struttura facciale, in ogni caso non mi esprimo su qualcosa che non conosco.
Quanto al tipo di soprano: normalmente due sono i parametri che si utilizzano per classificare la voce: l'estensione e il "colore". Un soprano drammatico è più scuro di un soprano leggero e ha di solito, un'estensione più limitata negli acuti. Ma come ho avuto modo di dire più volte, è una classificazione suscettibile di molte eccezioni.
C'è anche da considerare l'attitudine all'agilità e alla brillantezza piuttosto che al canto spianato, per esempio.
Vi è più certezza nei due estremi, cioè quando ci si trova di fronte ad una voce decisamente scura oppure ad una voce dotata naturalmente di sovracuti.
Un abbraccio
Giulia
Voicecraft tecnica valida?
Ciao giulia sto iniziando ora scuola di canto, vorrei sapere se la tecnica Voicecraft è valida per chi vuole iniziare a cantare.
Grazie Edoardo.
Ciao Edoardo, grazie per aver chiesto il mio parere.
Devo fare una premessa.
Ritengo che Jo Estill, la fondatrice del metodo Voicecraft, abbia dato un contributo importantissimo, assolutamente innovativo e, per così dire "moderno" alla conoscenza della produzione della voce. Infatti, quello che normalmente era (ed è) affidato a sensazioni e immagini personali, spesso diverse da persona a persona, grazie ai suoi studi e al suo metodo può essere detto con parole chiare e univoche che rimandano a comportamenti effettivi della laringe e di tutto l'apparato fonatorio in generale.
Non è poco: spesso il linguaggio un po' oscuro degli insegnanti di canto ha creato dubbi e incertezze negli allievi. Per farti un esempio pratico, ci ho messo molto tempo a capire cosa volesse dire un (famosissimo) tenore quando a lezione insisteva sempre sul verbo "coprire" il suono.
Altre espressioni tipiche (ad esempio scurire il suono, portare indietro ecc.) hanno finalmente trovato una collocazione chiara e comprensibile.
Questo è stato possibile, naturalmente, grazie anche al progresso tecnologico che ha consentito uno studio diretto del comportamento delle strutture che concorrono all'emissione del suono.
Ad onor del vero bisogna dire che altri studi hanno preceduto e affiancato il lavoro della Estill. Ma non mi voglio dilungare.
E adesso il mio parere: il metodo Voicecraft non insegna a cantare ma a usare le diverse strutture necessarie per cantare.
Cantare è un affare molto complesso che non può prescindere, sin dal primo giorno, dall'aspetto musicale che si interseca e interagisce con l'apprendimento della tecnica. Aspetto musicale che significa educazione all'ascolto all'autoascolto e alla confidenza con il discorso musicale.
Pertanto, qualsiasi tipo di musica tu intenda studiare non puoi prescindere da tutti questi aspetti.
Voicecraft è validissimo, ma da solo non ti insegnerà a cantare. Tecnica e musica: il binomio indispensabile.
Per cui assicurati che il tuo insegnante sia anche un musicista e cantante.
Oppure affiance al Voicecraft un corso di studi propriamente musicali.
Auguri!
Giulia
Una scelta difficile
ciao Giulia
sono Andrea, ho 23 anni e studio da 2 anni canto classico.. registro tenorile.
Piu' che un consiglio sulla tecnica, vorrei avere un consiglio su una scelta che devo fare (sempre nel campo della musica ovviamente) e di fronte alla quale non so come comportarmi..
Come ti dicevo sono 2 anni che studio in una scuola di musica nella mia città.. ho un bellissimo rapporto con la mia insegnante (che reputo bravissima e preparatissima) e i risultati si stanno vedendo, xkè sto scoprendo una voce che realmente nn credevo di possedere...
ecco che arriva il punto: io sono oramai 3 anni che lavoro.. e questo mi occupa gran parte della giornata.. all'inizio non era un problema, ma adesso mi sto accorgendo che le ore che tolgo allo studio mi pesano.. mi piace troppo cantare!
Spesso torno stanco la sera e non riesco a studiare come vorrei... tutti quelli che mi sentono cantare mi dicono che la mia strada è questa, non il lavoro che sto facendo adesso..e anche io lo credo...
Vorrei tanto iscrivermi al conservatorio..e riprendere a suonare lo strumento che, dopo 7 anni ho smesso di suonare perchè ho cominciato a lavorare.... che devo fare secondo te?
Lasciare un buon lavoro che mi assicura un buon stipendio al mese... ma che non è quello che voglio realmente fare, o mollare tutto e riprendere la mia passione x la musica? a 23 anni è troppo tardi? questa cosa mi logora....
scusa se ti ho disturbato...e grazie mille dell'attenzione che mi hai dato..:)
Andrea
Caro Andrea,
devo confessarti che rispondere alla tua richiesta non è facile, perchè si tratta di una decisione importante: lasciare un lavoro per tentare la carriera di cantante non è cosa che si possa fare a cuor leggero.
Ti dico subito, però, che sono io la prima ad essere un po' "allergica" alla sicurezza di una vita e confortevole ma piatta,
anche se (parola di chi lo ha provato) sentirsi senza alcuna certezza può essere altamente frustrante e stressante.
Le ragioni dell'una e dell'altra possibilità sono entrambi forti.
L'ideale sarebbe avere l'energia per fare tutto insieme cioè: continuare a lavorare e a studiare finchè non si sia delineato chiaramente che la tua strada è il canto. So quanto può essere faticoso e so quanto è meravigliosa l'idea di dedicarsi anima e corpo alla musica tutto il tempo che si vuole. Però, se non vuoi avere rimpianti o fare scelte dalle quali non puoi tornare indietro è l'unica soluzione.
La stanchezza si può superare: hai 23 anni e sicuramente puoi trovare dentro di te la forza per fare tutto.
Che poi è essenzialmente una forza mentale: è il malessere che ti provoca non poter studiare quanto vuoi che ti svuota di energie.
Questa sarebbe la soluzione più "saggia".
Se invece pensi di avere risorse psicologiche e mentali (ma anche ehm..economiche) a sufficienza per decidere di lasciare il lavoro e dedicarti completamente al canto, e senti dentro di te che questa è la strada giusta io ti dico: fallo!
Infatti, lo ribadisco, non si tratta di avere solo il coraggio della decisione, quanto affrontare poi la nuova vita, che adesso, nel prefigurarla, sembra bellissima, ma che dopo potrà riservarti anche sensazioni diverse, considerato che la formazione di un cantante è un percorso non breve(e tu studi solo da 2 anni), molto impegnativo e fatto di (naturali) alti e bassi.
Prendi coscienza di questo e poi decidi in libertà. Non avere paura del giudizio degli altri. I limiti che abbiamo sono spesso solo di natura mentale e autocostruiti. Per cui, una volta che hai maturato e considerato tutti gli aspetti della situazione apri la strada al tuo futuro: tutti abbiamo diritto di fare (o almeno provare a) quello che sentiamo più vicino a noi, e poi 23 anni sono troppo pochi per smettere di sognare la propria vita.
Tantissimi auguri.
Vicini intolleranti...
Ciao Giulia, come stai?
Ogni tanto rileggo qualcosa dalla sezione che ti riguarda su questo sito ...
Ti avevo gia scritto una mail 'pensieri di piccolo aspirante cantante'.
Sono molto contento di cantare tutti i giorni, mi rende molto felice,
ultimamente però ho un problema forse più di natura psicologica.
Ho dei vicini un po' maleducati, io canto tra le 19 e le 21 al massimo, loro a volte "battono" da sopra (io sono al piano
inferiore)
a volte urlano qualcosa e a volte fortunatamente stanno zitti :)
Questo mi mette in una situazione di disagio, e quello che
era per me un momento intimo da vivere con me stesso, bello e ricco
adesso lo vivo col timore dei vicini sapendo che mi ascoltano e
aspettandomi qualche reazione, mentre prima la mia attenzione era
tutta sugli esercizi.
Io continuo ovviamente, ma a qualcuno sarà successo qualcosa di simile?
Che ne pensi, lo so che sembra una vera sciocchezza (e sicuramente lo
e') pero e' anche vero che per cantare la 'testa' conta molto, a volte
sento quasi il cuore che mi si chiude per il timore.
Un salutone, il sempre piccolo aspirante cantante,
Luca. Caro "piccolo aspirante cantante",
non immagini quanto sia diffuso il tuo problema!
Io per prima ho dovuto "combattere" con vicini molto intolleranti.
E' la condizione di tutti i musicisti che vivono in condominio!
Visto che non tutti possono trasferirsi in aperta campagna per studiare il
mio consiglio è:
stabilisci degli orari precisi, (magari se puoi parlane con loro conciliando
le loro esigenze), rispetta RIGOROSAMENTE gli orari stabiliti ma,
quando studi, pensa solo a cantare e studiare bene, non ti fare intimidire e
inibire da nessuno.
Anzi, dai il massimo proprio perchè rispetti le regole!
Se poi esistono persone maleducate che preferiscono al dialogo i pugni sui
muri non è affar tuo.
Sei nel giusto e ne devi essere consapevole.
Buon canto!
Giulia
Tenore o baritono?
Carissima Giulia,
Ha un sito molto educativo.
Volevo porLe alcune questioni se me le concede.
La prima: Cantare nel coro quando si studia da solista
può essere nocivo ad un normale apprendimento?
Premetto: Canto da 15 anni almeno, in cori
lirico/polifonici, con un repertorio che va da
Palestrina a Britten.
Solo l'anno scorso ho iniziato con un insegnante a
studiare per cantare da solo.
Seconda: Scelgo il mio insegnante di canto solo dopo
averlo sentito cantare.Faccio bene? Mi da la sua
opinione per cortesia?
Terza: Ascoltarsi é essenziale. Quale è secondo Lei il
metodo migliore per farlo oltre che la registrazione?
Quarta: Esiste una maniera certa per distinguere un
baritono da un tenore?
Le spiego: Dopo mezz'ora di vocalizzi la mia voce si
ammorbidisce, la posizione si alza, si rende più estesa e gli insegnanti hanno dei dubbi.
La ringrazio della sua disponibilità.
Luigi
Caro Luigi, grazie per le questioni che mi poni, tutte interessanti.
Comincio dall'ultima:
Capita spesso di non poter "classificare" con certezza una voce, specie in riferimento a chi studia da poco oppure per chi, appunto, come te, canta in un coro.
Questo perchè il cantare esclusivamente in un coro non consente alla voce un pieno sviluppo sia in estensione che in "corpo".
Spesso ci si affida al "colore" ma più spesso alla necessità (comunissimo vedere soprani che messi tra i mezzosoprani e baritoni tra i tenori a causa della scarsità dei due tipi vocali). Così come può accadere all'inizio dello studio, salvo imbattersi in voci definite in modo lampante. Per un altro verso, cantare in un coro è altamente formativo. In realtà la classificazione della voce è, come tutte le classificazioni, uno strumento pratico creato a posteriori e serve principalmente ad indirizzare il cantante verso la scelta del repertorio giusto. Non è, come spesso si crede, una mera questione di estensione, giacchè, ad esempio in ambito femminile, questa è molto simile tra le tre voci. Diciamo che ogni voce ha un suo "centro" indipendentemente dall'estensione, e l'obiettivo dello studio è quello di trovare questo "centro" intorno al quale gravitare, per ottenere il massimo in termini di sviluppo ed efficienza vocale. Continua a studiare tranquillamente il repertorio dei primi anni: con pazienza e con gli giusti stimoli (ma ovviamente con un buon insegnante) la tua voce troverà la sua strada.
Riguardo alla prima questione credo di averti già risposto.
Sulla scelta dell'insegnante: non basta che sappia cantare. Deve avere doti di empatia, un orecchio raffinato, e... sapersi esprimere. Non sorridere: spesso gli insegnanti di canto non si fanno capire, si affidano a immagini personali o a concetti astrattissimi. E' importante che un insegnante mantenga sempre viva la propria conoscenza, aggiornandosi e sperimentando, oltre che nei contenuti tecnici e musicali, nella capacità di trasmetterli. Questa è la mia opinione.
Sull'ascolto: è un punto nodale. Direi che ascoltar bene è un'arte quasi come cantar bene. Registrarsi con un apparecchio di qualità ed esercitare continuamente l'ascolto in modo che sia sempre "attivo" e aiuti l'autovalutazione e l'autocorrezione: ci vuole molto tempo e moltissimo impegno per riuscirci al meglio. Ma è solo questione di esercizio e attenzione.
Spero di averti dato qualche spunto.
Un abbraccio e a presto
Giulia
Il panico dell'esibizione
Cara Giulia come va? spero bene..ti scrivo per la seconda volta, studio
in conservatorio e sono al 3°anno, voce tenore...vorrei chiederti un
consiglio...Quando mi capita di cantare in pubblico
entro in uno stato di 'ansia' spaventoso, e questa ansia la vivo
anche giorni prima dell'esibizione, e non riesco a respirare col diaframma,
mi si chiude la gola, ciò mi blocca tutta l'estensione degli acuti e non riesco
più ad utilizzare la tecnica, quindi vado completamante in 'TILT'...mi puoi,
gentilmente, dare un consiglio?...ci sono dei farmaci in modo da riuscire a
risolvere il problema? oppure pensi che parlare con uno psicologo possa
aiutarmi?o cosa...tante volte penso di rinunciare a questa strada, perchè se
devo viverla in questo modo rischio di beccarmi un
bell'esaurimento...credimi la vivo proprio male (anche quando mi va una
lezione male )...tutto ciò
mi fa stare malissimo, perchè vedo gli altri miei colleghi che riescono a
cantare senza problemi, ti prego dammi un consiglio...con
sincero affetto Giuseppe
Caro Giuseppe,
la questione che poni non è di poco conto e coinvolge molti di quelli che si
dedicano ad attività artistiche, specie chi non ha ancora molta esperienza
(ma non solo).
Anch'io ho vissuto in prima persona questo problema e mi sono fatta una mia
idea che vado brevemente ad esporti.
Bisogna lavorare su più piani per fare in modo che la cosiddetta "emotività"
si trasformi da elemento "distruttivo" in "costruttivo"
1) La preparazione tecnica.
E' necessario che la tecnica sia chiara e diventi un punto di riferimento
quando si è sopraffatti dall'emozione, specialmente per quel che riguarda il"contatto" e il controllo del corpo.
2) La fiducia in se stessi.
Bisogna sentirsi all'altezza di quello che si sta facendo. Questa sensazione
ancora una volta è data dalla sicurezza nello studio e nella preparazione e
consente di affrontare il pubblico con gioia (anzichè con terrore)
3) L'abitudine.
Bisogna cercare occasioni per esibirsi in pubblico. Fatti ascoltare da
tutti: da un amico, dalla fidanzata, dalla mamma...appena puoi canta un
brano!
4) Dedicare del tempo alla studio della dimensione emotivo/psicologica della
performance artistica. Purtroppo la stragrande maggioranza degli insegnanti
non se ne cura affatto.
Lascia perdere i farmaci, non servono.
L'argomento meriterebbe un grosso approfondimento.
Spero di averti dato
degli spunti.
Vista l'importanza della questione, pubblicherò la tua lettera.
Un caro saluto
Giulia
Come iniziare da 36?
cara Giulia ,
sono Serena e ho 36 anni. Sono diplomata e nonostante ci sia sempre da imparare e perfezionare, sono abbastanza padrona del mio strumento, canto ma purtroppo non riesco a farmi notare ...
i concorsi lirici più importanti honno un limite d'età e cosi anche le agenzie e i teatri che pur non ammettendolo ufficialmente preferiscono i giovanissimi.
Io non mi sento troppo in ritardo x questo lavoro. x me cantare è importante quanto vivere "voglio",dico a me stessa,salire sul palcoscenico.
Vorrei davvero essere una Musetta o una Lucia sul palcoscenico di un teatro: come posso fare?
Cara Serena,
la questione dell'età è ricorrente nelle lettere che ricevo.
Al di là del dato oggettivo, è una sensazione molto diffusa quella di essere "in ritardo". Io stessa l'ho provata, pur molto giovane.
ll mito della giovinezza legato al successo è uno stereotipo tutto dei nostri giorni.
Per tua fortuna tu non la vivi così e credo che questa possa essere la tua arma vincente.
Concorsi senza limite d'età ci sono, ma spesso non sono abbastanza "seri".
Credo che dovresti puntare a farti ascoltare in teatro.
Il "Belli" di Spoleto organizza ogni anno libere audizioni (alle quali anch'io ho partecipato una volta) molto interessanti.
Comunque su www.cantarelopera.com c'è un'ottima selezione di concorsi e audizioni. Dai un'occhiata. Se desideri profondamente e autenticamente di cantare, e se come dici, sei "padrona" dello strumento, realizzerai sicuramente il tuo sogno.
Credici.
Ciao
Giulia
Rimango senza fiato..
Salve signora Giulia..mi chiamo Giacomo...sono un tenore e studio in conservatorio da circa 6 anni...penso di avere diversi problemi tecnici che, nonostante la guida della mia insegnante, non riesco a risolvere. Ho bisogno di alcuni consigli inerenti al fiato es.:
quando mi capita di cantare un'aria sul registro del passaggio e sugli acuti mi sento una morsa alla gola e mi sento quasi affogare e ovviamente rimango senza fiato. Tutto ciò non mi dà la possibilità di eseguire l'aria interamente e devo fermarmi spesso a predere fiato. Questo problema si estende anche nei vocalizzi...L'unica risposta che mi dà la mia insegnante è: 'perchè spingo troppo', mi sgrida e in alcuni casi mi offende anche e ovviamente io vado in paranoia e non riesco a proseguire. A me è ancora astratto il pensiero di spingere...So soltanto che voglio risolvere questo problema a tutti i costi, ma non so come...Pensa che studiare con un maestro 'tenore' può risolvere il problema? ci sono degli esercizi che posso fare da solo oltre alle respirazioni?...pensa che ho bisogno di rafforzare il fiato o cosa?...le chiedo umilmente scusa se la tempesto di domande, ma mi sento quasi disperato perchè ho 30anni e vedo quelli che sono più giovani di me che vanno avanti e a me sembra di restare sempre allo stesso punto...la prego di rispondermi al più presto...con sincero affetto Giacomo.
Caro Giacomo
non chiamarmi "signora" : non sono poi così vecchia!
Scherzo, naturlamente.
Prima di tutto, secondo me, devi trovare un po' di serenità necessaria per affrontare i tuoi problemi.
Sei determinato e questo è molto importante.
Da quello che capisco il rapporto con la tua insegnante non è buono, e questa è già una difficoltà.
Purtroppo la relazione insegnante di canto/allievo è molto particolare e non facile e spesso capitano situazioni simili alla tua.
Non farti trattare male! Pretendi da lei un aiuto concreto, chiedi spiegazioni chiare: è il suo lavoro e deve farlo.
Un buon insegnante non si deve limitare a individuare il problema, ma deve dare anche delle indicazioni su come risolverlo.
Se poi non è in grado di aiutarti credo tu sia in grado di valutarlo e se è così dovrai prendere in considerazione l'idea di cambiare.
Io penso, ma è una mia convinzione del tutto personale, che sia meglio studiare con un insegnante del proprio sesso. Anche se non è una regola.
Da quello che mi scrivi credo che il tuo problema non sia di fiato ma di posizione, ossia credo che la tua laringe si alzi troppo mano a mano che sali nella tessitura.
E la spinta deriva dal fatto che impieghi i muscoli sbagliati.
Ed è l'errore più comune! Devi imparare a sostituire i movimenti (che sono spontanei) della laringe verso l'alto con altri muscoli che ti consentano di lasciare tranquilla la laringe.
Non è semplice, dopo anni che studi in questo modo, ma con pazienza e determinazione ci si può riuscire.
Pensaci. E prendi le tue decisioni...
Tantissimi auguri!
Giulia
53 anni :posso iniziare a cantare ?
Gentile Giulia, mi chiamo Marco, se la sua risposta e sì,cosa devo fare?
Molto emozionato ringrazio.
Caro Marco,
certo che la mia risposta è: si!
Cantare è un piacere e un'emozione che non ci si deve negare.
L'età è rilevante, entro certi limiti, quando si hanno aspirazioni di natura professionale.
Prenda qualche lezione da un buon insegnante, poi si scriva ad un corso dove può venire a contatto con altre persone come lei.
Ho conosciuto molte persone della sua età, che hanno frequentato anche i miei corsi, e che hanno trovato una dimensione vocale molto soddisfacente per le loro esigenze.
Auguri!
Giulia
Consigli per sviluppare il fiato
ciao Giulia,mi chiamo Sofia ho 28 anni e ho una grande passione per il canto lirico .Ho studiato sei anni come mezzosoprano con un' insegnante ma poi ho lasciato perdere perchè ero arrivata ad un punto che non riuscivo più ad andare avanti. Avevo problemi con gli acuti,quando sapevo che dovevo fare un acuto la gola mi si stringeva e il suono era orribile!!! la tecnica del fiato me l'ha spiegata ma non mi è stata mai molto chiara,anche perchè quando gli chiedevo qualcosa sulla tecnica del fiato si arrabbiava dicendo che non era possibile che io non l'avessi capita visto che è la cosa più semplice del mondo!.....comunque ho cambiato insegnante, la signora dove vado adesso mi ha detto che non ho il diaframma allenato e prima di fare una frase prendo poco fiato, infatti la maggior parte delle volte non riesco a finire una frase. Ho chiesto se ci sono degli esercizi mirati per sviluppare il fiato ma l'unica cosa che mi ha detto è di trattenere l'aria e espirare lentamente. Lo faccio ma la situazione è sempre uguale!!!!!MI potresti dare dei suggerimenti per sviluppare il fiato?in questi mesi mi sono proprio demoralizzata. Grazie mille
Cara Sofia,
non scoraggiarti!
Il percorso per raggiungere una piena forma vocale è lungo e spesso ci sono momenti difficili.
L'importante è individuare qual è la strada da seguire per risolvere i propri problemi.
Prima di tutto mi pare di capire che tu non abbia messo a fuoco esattamente le cause delle tue dfficoltà.
Parli di sviluppare il fiato ma a me pare, per quanto ho potuto capire, che non sia questo il punto.
Cioè, sicuramente il fiato è una cosa fondamentale, ma altrettanto lo è la "posizione" del suono e la corretta conformazione del palato molle dalla quale derivano la maggior parte dei problemi negli acuti e di costrizione alla gola.
Spesso il fiato basta e avanza quando la posizione della voce è corretta e non sono coinvolti muscoli sbagliati.
Poi mi sembra che tu non abbia abbastanza fiducia nella tua insegnante e che allo stesso tempo lei non ti conforti e non ti sostenga adeguatamente. E questo ti crea del disagio. Questo è un altro punto fondamentale.
Credo che tu debba capire se lo studio che stai facendo, sia pure con fatica, ti fa progredire.
Se così non è, non avere paura di cambiare.
Io ho trovato l'insegnante giusta dopo 3 anni dopo il Diploma!
In bocca al lupo e fammi sapere.
Aiuto
Mi chiamo Carlo e mi servirebbero alcuni consigli per migliorare il mio cantato. Ho iniziato a cantare da alcuni mesi, ma senza frequentare nessuna scuola, non so suonare nessuno strumento però sono abbastanza intonato e grosso modo me la cavo nella forma espressiva. Il problema è che non riesco a cantare con delle tonalità alte senza sforzare la voce e un altro problema è che non credo di avere una voce particolarmente bella perciò mi piacerebbe ricevere qualche consiglio per come migliorarla e per riuscire a cantare con tonalità maggiori senza sforzare troppo la voce.
Caro Carlo,
per poter cantare bene e sfruttare al meglio le proprie potenzialità vocali è necessario andare a lezione.
Non sforzare assolutamente la voce! Potresti creare dei danni alle corde vocali.
Se hai buone potenzialità di base vedrai che in poco tempo otterrai i risultati e i miglioramenti che desideri.
Purtroppo non esiste metodo "teorico" che possa insegnarti a cantare senza la guida di un buon insegnante.
Auguri!
Consigli
cara Giulia. sono un tenore . Dopo aver girovagato per diversi maestri di canto, non ho ottenuto quello che mi prefiggevo, anzi diciamo che mi hanno rovinato. Adesso ho trovato una brava insegnante che finalmente mi sta insegnando la tecnica giusta e sto facendo dei grossi passi avanti. A sua insaputa io vocalizzo da solo per cercare di avere il do che ancora faccio fatica a tenere per lungo tempo,e poi canto tre o quattro romanze e puntualmente dopo un po' di tempo fatico a prendere anche il si bemolle . Ho pensato che forse mi affatico troppo e ti volevo chiedere nei giorni che non faccio lezione che tipo di vocalizzi devo fare e se posso cantare qualche romanza. Ti ringrazio molto e aspetto la tua risposta con grande attesa. Ciao Giovanni
Carissimo Giovanni,
come certamente saprai visto che studi da tanti anni, l'organo vocale è uno strumento potente e delicatissimo allo stesso tempo, per cui va trattato con estrema cura.
Prima di tutto voglio chiederti: perchè vocalizzi "a sua insaputa"? Forse la tua insegnante ti ha consigliato di non farlo?
Quante volte a settimana vai a lezione?
E poi perchè "ti hanno rovinato"? Hai forse dei problemi rilevati alle corde?
Senza queste informazioni posso dirti che, in generale, non devi mai affaticare le corde vocali, specialmente nella ricerca degli acuti, che sono quelli che sollecitano maggiormente l'organo. Piuttosto devi "pensare" molto, cioè costruirti un'idea, un'immagine mentale dell'acuto, e soprattutto cercare di capire se questo "do" a cui tieni tanto è una nota che "possiedi" di natura oppure che devi "costruire" ogni volta. In questo caso non essere ossessivo in questo senso.
Il fatto che tu dopo aver cantato 3-4 romanze (spero tu faccia un po' di pausa tra l'una e l'altra!) non riesca a spaziare in tutta l'estensione può dipendere probabilmente dal fatto che non mantieni sempre la posizione corretta del suono (in particolare "l'altezza").
Riguardo al tipo di vocalizzi e a quanto puoi cantare quando non fai lezione prima dovrei avere una risposta alle domande che ti ho fatto all'inizio.
Spero di esserti stata utile.
A presto.
Ti ringrazio molto per avermi risposto. Non vocalizzo ad insaputa dalla maestra, lei mi ha detto di vocalizzare massimo fino al LA naturale e non piu di 15-20 min al giorno lasciando passare un giorno di riposo dopo la lezione. Vado a lezione una o due volte la settimana. avevo problemi alle corde vocali perchè i maestri precedenti non mi avevano insegnato l'uso del diaframma. I problemi alle corde vocali sono sorti a causa di questo per cui ho cantato per tanti anni di fibra. Attendo con molto interesse la tua risposta e ti rin- grazio di nuovo per i consigli preziosi che dai ciao Giovanni.
Caro Giovanni,
mi pare che la tua insegnante ti stia seguendo bene e ti dia delle giuste indicazioni.
Fidati di lei.
Se nel passato hai avuto problemi alle corde devi procedere con cautela.
Il consiglio aggiuntivo che mi sento di darti è: ascolta i grandi cantanti. L'ascolto di voci belle e ben impostate è un ottimo aiuto.
Ciao
Giulia
Sono in tempo?
Buonasera Giulia,
sono Rosa, da Milano e ho 30 anni, amo cantare e amo la musica lirica da sempre, ma non ho mai avuto il coraggio di iniziare seriamente a studiare, o meglio ho provato ma questa insegnante era sempre super impegnata e discontinua e dopo cinque, sei lezioni ho lasciato perdere.
Sto attraversando unperiodo critico, e mi accorgo che sto bene solo quando ascolto musica e soprattutto canto, l'unica cosa che davvero amo. Le dico tutto questo per chiederle se è troppo tardi iniziare seriamente un percorso di studio alla mia età, non aspiro alla carriera, voglio solo saper cantare. Da poco, ho conosciuto un maestro che insegna al conservatorio, volevo chiedere a lui, perché sembra gradire la mia voce, mi da molti consigli, ma prima vorrei tanto sapere se veramente sono ancora in tempo. Rosa
Spero di ricevere un consiglio, la ringrazio in anticipo.
Carissima Rosa,
ma certo che è in tempo per cantare!
Cominci pure a studiare serenamente con un bravo/a insegnante e non pensi all'età.
Non si faccia condizionare da modelli o stereotipi che non hanno davvero rilevanza. Un bravo cantante è chi canta bene non chi è più giovane.
Mi creda se le dico che spesso siamo noi stessi a crearci delle difficoltà che non esistono.
Le faccio due esempi: io mi sono diplomata in canto a 33 anni e solo dopo ho avuto la fortuna di incontrare una brava insegnante: ho raggiunto la mia piena forma vocale intorno ai 36 anni.
Durante un corso di perfezionamento al quale anch'io partecipavo, il grande Alfredo Kraus ha invitato a tornare e a continuare a studiare un tenore di 46 anni che non aveva ancora intrapreso un minimo di carriera.
Mi faccia sapere come va lo studio.
Auguri!
Consiglio
ciao cara Giulia
sono una ragazza di 15 anni ed a ottobre inizierò finalmente a
frequentare una scuola di canto. A volte, cantando canzoni alla
radio, mi rendo conto di aver la voce già piena e consolidata e mi
chiedo se non sia troppo tardi per impostarla. Ti ringrazio
anticipatamente per la tua gentile risposta. un bacio Serena
Cara Serena,
assolutamente no! Non è troppo tardi...anzi! A 15 anni le strutture
muscolari sono estremamente flessibili.
Che tu abbia la voce piena è certamente segno che sia sviluppata
completamente, ma l'impostazione si impara solo con lo studio.
Affidati a un buon maestro che sappia valorizzare le tue doti naturali e
vedrai che già dopo poche settimane si vedranno i risultati.
Auguri!
Preparasi all'ammissione in Conservatorio
Salve,
mi chiamo Mario, sono un ragazzo di 21anni, Le scrivo da Rende(CS) e sono al terzo anno di università.
Su internet ho trovato il Suo sito interessante e perciò Le vorrei rivolgere una domanda.
A me piace tanto la lirica e vorrei entrare al conservatorio, la domandina si farà ad Aprile e l' esame d' ingresso a luglio; ora,
premettendo che ho fatto 3 mesi di canto con un maestro dandomi alcuni consigli....
cosa mi suggerisce di fare prima dell' esame?
e, se posso, sa in genere come si svolge?
Mi dia più informazioni possibili al riguardo... è importante!
Grazie
Gent.mo Mario,
L' esame di ammissione in Conservatorio dovrebbe essere solo valutativo delle qualità vocali, e quindi, in teoria, non c'è bisogno di aver preso già lezioni.
Dico dovrebbe e "in teoria", perchè dipende molto da quale Conservatorio intendi frequentare.
Se, mettiamo, volessi iscriverti a Roma o Milano, dovresti già essere a buon punto perchè la concorrenza...è spietata!
Immagino che tu ti voglia iscrivere a Cosenza, quindi dovresti cercare di conoscere la situazione di quel Conservatorio.
Certamente prendere lezioni prima dell'esame non è sbagliato, anzi, il Maestro stesso può darti delle indicazioni circa le tue possibilità.
In sintesi il mio consiglio è: informarsi sul Conservatorio (quante classi ci sono, se sono affollate, com'è il livello medio degli aspiranti) e continuare a prendere lezioni chiedendo una valutazione al Maestro.
Ti saluto e ...in bocca al lupo!
Fammi sapere come va l'esame
Pensieri di piccolo aspirante cantante ^___^
Ciao Giulia :)
Grazie per questi preziosi consigli che ogni tanto leggo sul sito.
Ho cominciato a studiare canto da circa un anno,
dedico allo studio poco tempo al giorno diciamo una buona mezzora e
vado a lezione 1 volta a settimana ..
(faccio soprattutto vocalizzi che amo molto sto usando i vocalizzi del Panofka e qualche arietta antica di tanto in tanto
ho anche un libro (Goitre) con dei semplici esercizi introduttivi)
Mi piacerebbe andare a lezione 2 volte a settimana ma non so se chiederlo alla mia insegnante,
un po per timidezza un po perche temo che possa dirmi qualcosa del tipo"se studiassi di piu ti prenderei anche 2 volte a settimana .."
Forse la mia paura recondita e' che mi dica qualcosa di peggio tipo"Fai schifo e' gia tanto che ti vedo una volta a settimana .. tanto due a te non ti servono" ..
(beh non me lo direbbe in questi termini ..)
Secondo te la mia e' un'idea appropriata o meno?
Basta una volta a settimana (per 1 ora) .. non e' poco?
La mia lezione tipo e' cosi:
circa 20 min di scale arpeggi esercizi vari
poi un vocalizzo del panofka che ho studiato durante la settimana
(a volte un'arietta)
e poi o un dettato musicale, o un po di teoria, o degli semplici esercizi di lettura a vista ecc ..
A volte penso di essere negato, ma a volte ci sono dei momenti bellissimi
quando studio e sento l'aria che entra e poi esce nel suono..
Ogni tanto mi dico .. "Luca ma che fai sei matto ti sei messo a cantare .. che cosa stupida .."
ma poi ogni giorno non vedo l'ora che arrivi quella mezzora .. e vado avanti ..
Ciao grazie ancora, un salutone,
Luca
Caro Luca,
scusa il ritardo nella risposta ma ho avuto l'influenza.
Voglio dirti solo una cosa che vale per tutti gli interrogativi che ti/mi poni:
se vuoi davvero cantare anche solo per te stesso non ti devi porre dei limiti e non ti devi mettere in condizioni di temere il giudizio altrui: studia, canta, sperimenta tutte le strade che ti si presentano in maniera libera. Ma consapevole: affidati a buone mani.
L'unico errore da non commettere è tentare di fare da solo senza il controllo di un insegnante preparato: la
laringe è uno strumento potentissimo ma delicato.
Per il resto fai tutto quello che ti senti.
La struttura della lezione mi sembra ok.
Un'ultima cosa: ascolta le grandi voci.
A presto
Giulia
22 anni: troppo tardi per iniziare?
Cara Giulia, ho visitato il sito www.cantarelopera.com e ti faccio i complimenti! E’ davvero interessante e facilita davvero tanto l’avvicinamentoal mondo della lirica.
Mi chiamo Rosanna, ho 22 anni e già da qualche anno (quasi 5 per l’esattezza) studio recitazione. Ho provato a entrare nelle accademie dei Teatri Stabili italiani, ma purtroppo fino ad ora non sono riuscita a passare le selezioni.
Durante la mia formazione teatrale mi sono avvicinata al mondo del canto: ho fatto diversi corsi, dal canto corale alla musica leggera, fino a prendere lezioni private di canto lirico.
L’idea di iscrivermi al conservatorio è sempre più forte: è un desiderio che ho avuto fin da bambina, anche se non ho mai potuto frequentare teatri lirici o avere una formazione musicale adeguata.
Ti chiedo: è troppo tardi tentare la carriera della cantante lirica? Il conservatorio so è un impegno a tempo pieno e richiede una grande passione e questo non mi spaventa, anzi….? So di essere giovane, ma molti ragazzi cominciano gli studi classici molto prima dei 22 anni!
Ti ringrazio per avermi regalato un po’ del tuo tempo e spero di ricevere una tua risposta,
Ciao
Rosanna
Cara Rosanna,
ti ringrazio per i complimenti.
Sei perfettamente in tempo per cominciare lo studio del canto lirico, che, vedrai, ti darà tante soddisfazioni.
In bocca al lupo!!
Giulia
Ecco l'annunciato seguito dello speciale di www.cantarelopera.com dedicato al rapporto tra allievo e insegnante di canto: un tema che riscalda gli animi.
Dopo aver pubblicato le illustri testimonianze di docenti come Antonio Juvarra
che ci ha rilasciato una lunga e apprezzatissima intervista, Massimo Sardi, Patrizia Morandini e Valter Carignano, ora i protagonisti diventano loro: gli allievi. Coloro che si dedicano a coltivare il proprio talento con passione ma anche con tanta fatica, che cercano un rapporto umano oltre che professionale con chi ha il compito di essere il punto di riferimento in questo percorso lungo e complesso.
Alcuni di loro hanno risposto con entusiasmo e impegno al nostro invito e alle nostre domande per condividere con noi e con i colleghi “fiori e spine” di questa arte.
E dalle risposte ci sembra che siano molti, sia gli uni che le altre...